lunedì 15 agosto 2011

25 aprile, 1 maggio, 2 giugno: addio. Perchè?

Mi rendo conto che  fra i tanti provvedimenti drastici e iniqui della manovra "lacrime e sangue" che  ci è stata inflitta questo che segnalo può sembrare ininfluente o di poca importanza. Io invece ritengo che sia ugualmente significativo e importante perchè indicativo  di una precisa volontà politica, nemmeno tanto nascosta.


Con questa "manovra", con uno di quei commi infilati  di soppiatto nascosti nel mucchio, si cancellano tre date storiche precise e fondanti per l'Italia: 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo; 1° maggio, festa dei lavoratori, consolidata da un secolo (valorizzata dalla Costituzione che all'art. 1 dichiara l'Italia fondata sul lavoro) e di valenza anche internazionale; 2 giugno, festa della nascita della Repubblica Italiana.
Credo non sia un caso che questo governo, retto da B & B, voglia cancellarle, avendo dimostrato finora di avere in dispregio l'unità nazionale, i lavoratori, e la liberazione dal nazifascismo, deridendone i valori e smantellandone le istituzioni.

Se fosse vero che si risparmia o guadagna tanto abolendo ponti e festività infrasettimanali, perchè non spostare alle domeniche più vicine, l'Epifania (6 gennaio), i Santi (1 novembre), l'Immacolata Concezione (8 dicembre) e S. Stefano (26 dicembre)? Queste feste di carattere religioso non sono legate ad avvenimenti storici con date precise, ma semplice frutto di tradizioni, credenze, dogmi discutibili e bolle papali; e comunque per chi ci crede si potrebbero festeggiare benissimo di domenica.
Quanto queste cancellazioni possano mettere in crisi il comparto del turismo e del commercio e giovare a quello dell'industria e della produttività, lascio agli economisti valutare. E mi sembra un calcolo un po' complicato e opinabile.
Ma la scelta politica di cancellare solo le 3 festività civili mantenendo quelle religiose, la trovo una pessima scelta politica, che anche al Capo dello Stato dovrebbe dispiacere.

PS  A conforto delle mie osservazioni ho visto solo due articoli su Il Fatto Quotidiano, uno di Andrea Scanzi il 17 e uno di Gianni Barbacetto nel suo blog online
Aggiornamento del 10 settembre.
Pare che le tre feste civili siano salve. O almeno nella bozza di "manovra" approvata al Senato nei giorni scorsi non ce n'è più traccia. Ma non si sa mai.
Visti i quotidiani cambi di versione, marce e retromarce su ogni capitolo del testo, le sorprese, soprattutto sgradevoli, sono sempre possibili .


venerdì 29 luglio 2011

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

La vignetta di Ellekappa pubblicata oggi da Repubblica,  fotografa  bene la situazione. Il vecchio proverbio de "il lupo perde il pelo ma non il vizio",  si addice al nostro "lupo", Berlusconi, spelacchiato  e dato  da tempo per moribondo, ma che non perde il vizio di farsi leggi inventate solo per salvare se stesso dai suoi processi, con l'appoggio, anzi la complicità,  di tutti i ministri del suo Governo e dei parlamentari, molto poco "onorevoli" della maggioranza che lo sostiene: PDL, Lega e Irresponsabili di vari provenienza, assortiti per la bisogna e per mantenersi attaccati alla comoda e remunerativa poltrona su cui siedono.
La nuova legge, detta del "processo lungo", permetterà di convocare un numero illimitato di testimoni, per consentire al premier di allungare i tempi  dei suoi processi pendenti e arrivare comodamente alla prescrizione, diventata invece, sempre pro domo sua, "breve".
Questa legge avrà naturalmente conseguenze deleterie  e sconvolgenti per tutto il sistema giudiziario, e sarà l'ennesimo regalo per i delinquenti.
Forse un giorno i nostri posteri si chiederanno con stupore come la nostra generazione  di italiani abbia potuto permettere tutto questo; così  come noi oggi ci stupiamo  di come  gli italiani e i tedeschi, e i russi, della prima metà del Novecento abbiano potuto farsi incantare e trascinare da Mussolini e Hitler o Stalin. Ma almeno  quelli del passato avevano in parte la scusante che il loro consenso e obbedienza erano  stati favoriti anche dalla costrizione e dalla paura.

Ma oggi a che giustificazione possono aggrapparsi quelli che ancora sostengono questo piccolo uomo di potere  che da almeno 17 anni usa e abusa  a suo piacimento di leggi e istituzioni?
E' dell'altro ieri la nomina del nuovo ministro della Giustizia,  Francesco Nitto Palma, in sostituzione del fido Alfano, diventato segretario del partito per investitura "divina", cioè di Berlusconi.

Ha scritto Liana Milella, giornalista di Repubblica sul suo blog un paio di giorni fa: "Francesco Nitto Palma, ex pm a Roma, ex della procura nazionale antimafia, frequentatore di salotti e amico di poliziotti, secondo le cronache amico anche di Previti. Nel ‘94 al ministero della Giustizia da vice capo di gabinetto quando Alfredo Biondi tentò di fermare Mani pulite col decreto salva-ladri. Alla Camera da dieci anni, senza che le medesime cronache segnalino alcunché se non interventi a favore della casta e delle leggi ad personam.In commissione antimafia, quando ci stava, si sbracciava per tutelare Dell’Utri. Uno che a Berlusconi potrà dire solo di sì". Aggiungo che fu promotore di un emendamento per l'immunità ai parlamentari, poi ritirato.
Dalla padella alla brace. 
Ma cos'altro ci si può aspettare in un paese dove il Ministro del Tesoro, il presuntuoso e saccente Tremonti,  dice che ha lasciato  la sua precedente dimora presso una caserma della Guardia di Finanza perchè si sentiva spiato (da chi, dai Finanzieri?), per andare poi a pagare in contanti - dice lui- ovvero in "nero", un affitto di 4.000 euro al mese ad un amico e consigliere  inquisito per gravi reati ? E ci scherza pure su, trattando i cittadini da deficienti, mentre li  tartassa fino all'osso e chiede , anzi impone, sacrifici a tutti.
Per non parlare di Borghezio, parlamentare europeo eletto dai leghisti, che  ha superato se stesso giustificando  le "argomentazioni" del folle che  a Oslo ha sterminato freddamente 76 giovani vite innocenti.
Appena un cenno merita l'altro esemplare ministro di questo governo che  di cognome fa Brunetta,  paladino  a chiacchere della moralizzazione della pubblica amministrazione, ma "cretino" secondo il collega Tremonti. Si è vendicato  come sempre sui più deboli, apostrofando come " cretini e poveretti"  quanti si sono permessi di criticarlo nel corso di un incontro pubblico.

martedì 26 luglio 2011

Integralismo cristiano e prove di partito cattolico

Appena tornata da un periodo di vacanza e riposo lontano da  blog miei e altrui, mi sono soffermata stamattina sul blog, a me finora sconosciuto (anche perchè di recentissima apertura), di un collaboratore di Quotidiano.Net che trattava due argomenti per me interessanti e stimolanti; letti e valutati ho quindi inviato i miei commenti in proposito. Ma mi è andata male. Subito pubblicati, come avviene normalmente, o quasi, nei blog di QN, sono stati  poco dopo cancellati, evidentemente censurati (*).
Ora, fermo restando il principio che  ogni giornalista o collaboratore è libero  di pubblicare o non pubblicare  i commenti che vuole sul suo blog personale, mi ha un po' sorpreso questa censura  sul sito di un giornale che finora aveva pubblicato quasi tutti i miei commenti, anche se non proprio teneri con la linea  del gruppo editoriale e spesso ironica con i  commentatori  fedelissimi berlusconiani. Ancor più sorpresa che la censura sia venuta in un blog che  si intitola "Pacem in terris" e che quindi si presume sia aperto al dialogo anche con chi non è credente o diversamente credente, in omaggio allo spirito  di quel Papa, Giovanni XXIII, che scrisse l' enciclica, e al Concilio Vaticano II da lui voluto.
Ma, pazienza, mi  consolerò  pubblicando  i commenti  cestinati su questo mio spazio personale, a disposizione dei miei 3 lettori fissi  e qualche occasionale.

QN -  Blog di Giovanni Panettiere
I RISCHI DELL'INTEGRALISMO CRISTIANO
Pubblicato Sab, 23/07/2011 - 22:19
Finora l'avevamo conosciuto islamico. Prima la strage di Madrid, poi l'inferno di Londra. Sono state le immagini strazianti di Oslo e Utoya a spiazzare le nostre certezze. E a farci incontrare il fondamentalismo cristiano. Quello che serpeggia nel pantheon ideale dei partiti dell'estrema destra, in costante ascesa nei Paesi scandinavi .......
…..........
Cassandra testarda   (26-7-2011 ore 08:48:34)
Apprezzo questo contributo di Giovanni Panettiere sui "rischi dell'integralismo cristiano", emersi con quest'ultima strage compiuta da un folle esaltato che si definisce "cristiano", si ispira alle Crociate e si ritiene investito da una missione divina. Purtroppo non è il primo e non sarà l'ultimo. E non è da classificare come un caso di follia, frutto di problemi psicologici e di una storia personale di solitudine affettiva, abbandono precoce della famiglia, smisurato egocentrismo narcisistico e viscerale odio per gli altri. A tutti questi elementi, pur presenti, è da aggiungere l'influenza di un cattivo uso della religione cristiana e di riletture della Bibbia con spirito integralista e assolutista, che si stanno diffondendo nella società moderna occidentale, favorite da una insana commistione con la politica delle destre razziste, nazionaliste, xenofobe, anti-islamiche che così pensano di arginare un islamismo aggressivo e invadente.
Apprezzo quindi lo sforzo di Panettiere di interpretare, giustificare e "contestualizzare" la Bibbia in quanto scritta da uomini che ragionavano secondo idee di altri tempi. E' certo un primo passo utile per i credenti più ragionevoli. Ma io, non più credente nel senso tradizionale del termine, penso che sia ora di andare "oltre" la Bibbia-Vecchio Testamento; leggerla sì, ma senza pretendere di credere che sia stata "ispirata da Dio" e che sia pertanto portatrice di "verità" assolute da prendere alla lettera. Tutti i popoli credono che la loro religione sia frutto dell' ispirazione divina dei suoi profeti, perchè così è stato loro inculcato, per imposizione sociale, dai rispettivi capi politici e religiosi fin dall'infanzia. Peccato che questo dio, o questi dei, abbiano parlato lingue diverse e detto cose diverse gli uni dagli altri, e spinto a credere che la propria sia l'unica religione "vera", istigando all'odio e al disprezzo per le religioni degli altri. Nulla è più relativo delle religioni, e solo un approccio relativista, distaccato e ragionevole, ai testi cosiddetti "sacri", prendendone solo i messaggi positivi e votati al bene comune che possono aiutare gli uomini a convivere e progredire serenamente, si possono evitare nuove guerre di religione, crociate, jihad, e folli stragi compiute in nome di Dio. Solo mettendo da parte e ricollocando nel suo sanguinoso passato il "Dio degli eserciti" che salva un popolo sterminandone altri, esaltato nella Bibbia (e ripreso dal Corano), e mettendo al primo posto il comandamento "non nominare il nome di Dio invano", si può sperare nella pace. Gerusalemme, città "sacra" per tre religioni pur nate dalle "ispirazioni" di un unico Dio, è da millenni teatro di distruzioni e guerre e ancora oggi senza pace.
Blog di Giovanni Panettiere
NOSTALGIA DELLA BALENA BIANCA
Pubblicato  Ven, 15/07/2011 - 15:11
Nostalgia, nostalgia canaglia. Nostalgia, nostalgia della Balena bianca. Nessuno l'ha evocato esplicitamente, eppure lo spettro della Democrazia Cristiana serpeggiava l'altra sera tra gli intervenuti al convegno 'Cattolici in Italia e in Europa: diaspora, unità e profezia'. Il summit, promosso nella Capitale dalla Fondazione Toniolo, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di politici di destra (pochi), sinistra (tanti), centro (abbastanza). Nomi del calibro di Paola Binetti, Rocco Buttiglione, Lorenzo Cesa, Beppe Fioroni, Luigi Bobba, Pier Luigi Castagnetti, Andrea Sarubbi e Beppe Pisanu. Tutti esponenti di vari schieramenti, uniti dal collante della fede cattolica. E da una partecipazione, più o meno organica, all'esperienza della Dc. ...........
Vero. Il clero promuove incontri, studia, ascolta, suggerisce. Apparecchia la tavola, mica cucina. 
Cassandra testarda (26-7-2011 ore 09:17:15)
Mi si perdoni la battuta "cattiva" di rimando: "Vero - scrive Panettiere -  Il clero promuove incontri, studia, ascolta, suggerisce. Apparecchia la tavola, mica cucina". Certo -  aggiungo io - ma poi ci mangia a quella tavola; con vivande fornite dallo Stato italiano, che per Costituzione dovrebbe essere laico e indipendente dal Vaticano.
Di tutto abbiamo bisogno, fuorchè di una nuova "balena bianca" o partito "cristiano" o "cattolico" che dir si voglia. Di gente che si definisce cristiana e poi fa tutto il contrario di quel che è scritto nel Vangelo, ne abbiamo già avuta abbastanza. Di "onorevoli" che escono da sepolcri imbiancati per avere il potere, nascondendosi dietro le sottane, non sempre immacolate, di notabili ecclesiastici, non ci si dovrebbe fidare più.
In foto, un'immagine del Monte Tabor, in Israele,  teatro di  vicende narrate  nella Bibbia,  del cui nome si è fregiata la Fondazione di Don Verzè, creatrice di ospedali e altre imprese intitolate a "S. Raffaele", biblico arcangelo alato e armato di spada, sotto la cui insegna si sono  accumulati debiti e affari strani,  ora al limite della bancarotta fraudolenta.
Ennesimo esempio di uso distorto  di bibbie e simboli religiosi
(*)Aggiornamento del 10 settembre 2011:
I commenti non pubblicati non solo questi due, ma dalla stessa data di fine luglio tutti i miei commenti  ai blog di QN vengono automaticamente cancellati dopo pochi minuti.
Ho provato a segnalare il fatto alla redazione online il 15 agosto, ipotizzando un eventuale  problema tecnico. Ma non ho avuto risposta. 
Anzi, ora non viene assolutamente più accettato il mio account nemmeno per  la semplice  adesione  a commenti altrui con il clic  sul "mi piace".
Evidentemente sono stata inserita nella  "lista nera", o blacklist, dei commentatori a cui è negato l'accesso  perchè si vuole cancellare completamente  la mia presenza tra i commentatori di articoli di QN, qualunque cosa io scriva o sottoscriva in appoggio o critica ad altri.
Davo così tanto fastidio? Non si trattano così nemmeno i delinquenti?

lunedì 20 giugno 2011

Ministri della Repubblica Italiana o della "Padania"?

Come se l'Italia non avesse abbastanza problemi (che nessuno è capace di risolvere) ce ne siamo inventato un altro, assurdo, antistorico  e incomprensibile: quello della "secessione"  della "Padania" ( ma  dove sta? che confini ha, a che serve e a chi serve?); e in mezzo alla variegata e folta schiera  partitica e movimentista, abbiamo da oltre 20 anni sul groppone la Lega, ovvero il partito degli "indipendentisti padani". Manco fossimo nei Paesi Baschi.  C'è chi li ha presi sul serio e  chi li ha osservati divertito, come un fenomeno folkloristico  o carnevalesco.
Ma dal momento che hanno stretto alleanza con Berlusconi e che fanno parte del governo, con tanto di ministri in  sedi importanti, questi leghisti bisogna prenderli sul serio, eccome, e non limitarsi a ridere  delle loro cerimonie di battesimi con l'acqua del Po, gli elmi celtici cornuti  e le bandiere con  le croci  o i soli  delle Alpi. Perchè dietro le loro sceneggiate, da anni stanno condizionando il governo  e pretendono di imporre scelte nefaste.
Fortunatamente  l'elettorato leghista sta calando, deluso dalle  promesse mancate e da una alleanza con Berlusconi che non ha  portato alcun beneficio ai cittadini elettori (ma molti benefici invece per gli eletti).
Molti si aspettavano pertanto, dall'annuale adunata di Pontida, uno strappo, una rottura dell'alleanza, dopo le due recenti  batoste  elettorali delle amministrative e dei referendum.

E invece la montagna ha partorito un topolino; ma  un topolino infetto e ancora portatore di virus pericolosi. Si potrebbe anche dire "tanto rumore per nulla" e considerare con un'alzata di spalle questo ennesima adunata, tanto strombazzata in precedenza come se dovesse portare chissà quali novità e "sorprese". E invece si sono risentite le solite cose, i soliti vuoti proclami e i soliti finti ultimatum a Berlusconi a scoppio sempre più ritardato perchè Bossi se ne guarda bene dal mollare Berlusconi, che lo ha gratificato di un potere romano di governo e sottogoverno che nessun altro potrà mai garantirgli.
Ma non si può nè si deve sottovalutare la natura eversiva del movimento leghista; un movimento che grida "secessione", che fa giurare i sindaci in nome di un altro statuto e un altro "stato" (l'immaginaria indefinibile Padania, appunto), che vuol collocare 4 ministeri al  nord e sparpagliarli per l'Italia per dividerla  e distruggerne l'unità.

Con la rozza sincerità che lo contraddistingue, Bossi ha detto che non si può far cadere il governo adesso perchè  "ora vincerebbe la sinistra".
Alla faccia di quel "popolo sovrano" che fino a qualche mese fa invocava tre volte al giorno .... fin che pensava lo votasse ancora.
Ora gli eletti leghisti stanno tutti aggrappati alle loro ben pagate  poltrone istituzionali nazionali, regionali, provinciali e comunali, e a un Berlusconi che disprezzano e criticano anche apertamente; e i ministri delle Repubblica italiana Bossi, Calderoli e Maroni incitano quel po' di popolo in maschera verde che ancora li segue, alla "secessione" e alla "libertà".
Libertà da che e da chi se comandano loro?

C'è  tra gli elettori di sinistra, che pur  non condividono le sue idee, chi considera comunque  Bossi  un "finissimo politico". Se per politico si intende uno che ha i requisiti per essere un buon governante o uno statista, io direi proprio di no; siamo agli antipodi. Se per "buon politico" si intende un abile venditore di fumo o di pacchi, un astuto magliaro che mira solo a "portare a casa" qualche buon profitto per sè e per la famiglia (vedi il figlio Renzo-la trota, consigliere regionale  per diritto di  cognome, che si porta dietro  persino agli incontri di massimo livello), allora il giudizio si può anche condividere....

Un altro leghista che riscuote  commenti benevoli e che qualcuno vedrebbe bene addirittura come primo ministro al posto di Berlusconi è Roberto Maroni.
Che Maroni abbia qualche merito come ministro dell'Interno e sia una delle poche facce presentabili della Lega sono d'accordo. Ma pensarlo come presidente del Consiglio di un'Italia unita che voglia mantenere la propria Costituzione e voglia e possa riconquistare dignità di fronte al mondo, mi sembra proprio un azzardo. Io credo che l'Italia, e il centro destra, possano e debbano esprimere qualcosa di meglio. Non si può affidare il Paese ad un leghista che ha giurato su un suo statuto che prevede in sostanza una secessione e la creazione del fantomatico stato della Padania. 
Basta indulgere all'alibi del "folklore". Su queste cose non si può scherzare. C'è un vizio di fondo, di origine mai rinnegata nel movimento leghista, non dimentichiamocelo.
In fondo ha ragione quel pensionato che ieri ha denunciato i suddetti tre ministri per "vilipendio alla Costituzione, l’istigazione a sentimenti antinazionali, l’alto tradimento’, con una aggravante proprio per Maroni.
* In foto,  il leghista Salvini con  ridicola maglietta che inneggia ad una Padania non italiana...... scritta in inglese.
 

martedì 14 giugno 2011

Più chiaro di così!!!

E scusate se è poco:  Quorum raggiunto e superato di qualche punto, oltre 25 milioni di italiani che si sono recati a votare il 12 e 13 giugno, date balneari, nonostante tutti i tentativi del governo di scoraggiarli, una valanga di sì  che supera il 95%, rappresentano un successo insperato anche per i più ottimisti tra i promotori.
I numeri parlano chiaro:

REFERENDUM 1 (scheda rossa)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
votanti 57,04% --- SI' voti 25.411.102 95,84 % --- NO voti 1.102.869 4,16 %
REFERENDUM 2 (scheda gialla)
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma
votanti 57,05% --- SI' voti 25.609.682 96,32 % -- NO voti 979.538 3,68 %
REFERENDUM 3 (scheda grigia)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme
votanti 57,01% ---- SI' voti 25.180.252 94,75 % ----- NO voti 1.394.562 5,25 %
REFERENDUM 4 (scheda verde)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale
votanti 57,00 % ---- SI' voti 25.220.804 95,15 % ----NO voti 1.285.487 4,85 %

*** Dati del Viminale, aggiornati con l'aggiunta del voto dall'estero: votanti 27.642. 457
PRIVATIZZ. ACQUA Affluenza         54,81%   SI 95,35%     NO 4,65%
PROFITTI ACQUA Affluenza            54,82%   SI 95,80%     NO 4,20%
ENERGIA NUCLEARE Affluenza     54,79%   SI 94,05%    NO 5,95%
LEGITT. IMPEDIMENTO Affluenza 54,78%   SI 94,62%     NO 5,38%
Ci vuole una bella faccia di bronzo adesso a far finta di niente e dire che si trattava di un referendum su quesiti "tecnici", e che il governo continuerà a "lavorare" come prima (cioè ad annunciare per l'ennesima volta quel che "farà" domani), come se niente fosse successo, e come se l'esito di questi 4 referendum e il voto delle recenti amministrative non avessero un preciso, inequivocabile significato politico di condanna delle scelte del governo, in materia di energia, servizi pubblici e legalità. Ed è una inequivocabile condanna del suo ennesimo tentativo di sfuggire ai suoi processi. Nel segreto dell'urna, anche molti elettori di centrodestra gliel'hanno mandato a dire.
Ma il nostro premier ieri è andato a comprare collanine e ha fatto di nuovo lo spiritoso, compiacendosi del suo bunga bunga, in una conferenza  stampa dopo un incontro con Netanyahu su problemi scottanti di politica estera.
Siamo all'irresponsabilità pura, incorreggibile, incurabile.
PS A conferma di quanto detto sopra, leggasi il seguente

* Corriere della Sera * Sondaggio del 14 giugno
Referendum: quorum superato e stravittoria dei «sì». Un risultato che ha anche un significato politico?

Sì 85.1%    No 14.9%  Numero votanti: 17.132 alle ore 16 del 14 giugno 2011

 

venerdì 10 giugno 2011

Referendum abrogativi: 4 SI' per dire no a leggi ambigue e sbagliate

Finora se ne era parlato poco, ma ora ne parlano tutti  e gli appelli al voto (e al non voto da parte dei filogovernativi) si moltiplicano, perchè sarà difficile raggiungere il "quorum" del 50% più uno di votanti, rispetto agli aventi diritto al voto, necessario perchè la consultazione sia valida.
Percentuale che in cifra assoluta corrisponde a oltre 25 milioni e 334 mila votanti. E scusate se è poco....
Considerato  che la perfezione non è di questo mondo, e che tutte le scelte comportano sempre un margine di errore e conseguenze negative, si sa che la vita reale non  ci permette che di scegliere il male minore. Pertanto  io mi sono convinta della necessità di votare 4 SI'  ai 4 quesiti  posti, per la grande importanza che ognuno di essi comporta  per il nostro presente e il futuro nostro e di figli e nipoti.
Le argomentazioni  sono troppo complesse perchè possano essere esaurientemente spiegate in un blog. Ma ci si può informare altrove. Ad esempio:

Rimando a Tommaso Fattori, “Impero Spa: i mercanti d’acqua“, 2008 disponibile all’indirizzo http://www.perunaltracitta.org/images/quaderni/fattori.pdf
http://temi.repubblica.it/micromega-online/unaltra-energia-e-possibile/
 

Mi limito quindi ad una serie di  battute stringate.

SCHEDA DI COLORE ROSSO Privatizzazione dei servizi di fornitura dell’acqua
Il primo referendum sull’acqua si intitola: «Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica».
Il quesito, molto complesso nella formulazione, mira ad abrogare l’art. 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», a più riprese modificato da provvedimenti del 2009.
Voto SI perchè sono  contraria alla privatizzazione di un servizio essenziale  come la  fornitura dell’acqua, la cui gestione è stata messa nelle mani dei privati dalla legge Ronchi, con disposizioni che renderanno di fatto obbligata la cessione  alla fine di quest'anno.  E' vero che la gestione pubblica dei servizi non è di per sè garanzia di certezza di una buona gestione, ma è comunque soggetta a meccanismi di controllo  pubblico democratico da parte dei cittadini e dei loro rappresentanti, tale da  consentire una correzione di rotta quando necessaria. La gestione privata non può che essere soggetta solo alle ragioni del mercato e alle esigenze di profitto per chi deve fare onerosi investimenti.
L'acqua non può essere considerata una "merce" qualsiasi.

 - SCHEDA DI COLORE GIALLO Privatizzazione dei servizi di fornitura dell’acqua

Determinazione delle tariffe del servizio idrico
L’altro referendum sull’acqua s’intitola: «Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito».
Questo il quesito: «Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?»
«La parte di normativa che si chiede di abrogare— afferma il comitato promotore— è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio».
Voto SI all'abrogazione perchè  le condizioni suddette rendono più appetibile per i privati l’ingresso in questo settore, senza però ottenere in cambio alcuna garanzia per il miglioramento del servizio  e per il contenimento delle tariffe.
- SCHEDA GRIGIA Nucleare
Il titolo del referendum sul nucleare, riformulato dalla Corte di Cassazione alla luce delle norme introdotte con il decreto Omnibus, sarà: «Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare». Il testo del quesito dice: «Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?»
Voto SI per impedire che possano essere progettate, localizzate e realizzate in futuro nuove centrali nucleari sul territorio italiano. Il piano italiano prevede attualmente 8 nuovi reattori in quattro nuove centrali. Tra le ragioni  ci sono gli alti costi, i tempi lunghi di costruzione  che fanno sì che quando una centrale fosse pronta sarebbe già obsoleta e superata; l'impossibilità di smaltimento delle scorie radioattive che restano "attive" per secoli, le insufficienti garanzie di sicurezza della tecnologia, la possibilità di incidenti  anche in considerazione della forte sismicità del territorio italiano, i danni irreversibili provocati dalle radiazioni sull'uomo e sull'ambiente in caso di incidenti. Gli elevatissimi finanziamenti necessari, potrebbero invece essere utilizzati per realizzare un piano energetico alternativo basato sulle energie rinnovabili, come hanno già deciso di fare Germania e Svizzera, che dopo l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima hanno rinunciato per sempre al nucleare.
 La "moratoria " di due anni decretata recentemente dal Governo è solo un rinvio del Piano di costruzione che potrebbe  essere  essere ripreso allo scadere della moratoria.
Serve quindi una precisa presa di posizione e dichiarata opposizione da parte dei cittadini
SCHEDA VERDE Legittimo impedimento
Il referendum si intitola: «Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale».
Il quesito dice: «Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"?»

Voto sì all'abrogazione delle norme in oggetto perchè voglio esprimere la mia contrarietà a che un capo di governo o un ministro possano sfuggire ai processi per reati comuni che li riguardano, in base a norme che creano un ingiusto privilegio e che sono in contrasto con il principio costituzionale (art. 3) della legge è uguale per tutti.
 C'è chi fa rilevare  che  tali norme decadranno comunque fra 4 mesi.
Non importa. Anche per questo quesito è bene che i cittadini esprimano la loro contrarietà a questi reiterati tentativi di leggi ad personam mirate solo a garantire l'impunità all'attuale presidente del Consiglio
  NB. Berlusconi si è fatto in quattro prima per impedire che i referendum si facessero, poi per svuotarli del contenuto con  leggine -rattoppo dell'ultima ora.
  Ora  dice che sono "inutili". Se fosse vero, perchè allora darsi tanto da fare  per evitare che si raggiunga il quorum e siano validi?


mercoledì 1 giugno 2011

La "svolta" del PDL: da Dell'Utri ad Alfano


Alla faccia di quelli che, ingenuamente o ipocritamente, invocavano le primarie nel PDL per rilanciare e rinnovare il partito dopo la sonora sconfitta  nelle amministrative! In quattro e quattr'otto si è inventato un "segretario politico" proposto dal Cavaliere e approvato all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza!
Per i 3 coordinatori attuali, La Russa, Verdini e il dimissionario Bondi,  si sono inventati sottoincarichi aleatori, giusto per non cacciarli e dargli l'illusione di servire ancora a qualcosa.
Si potrebbe accogliere tale "svolta epocale" con una risata.
Ma il fatto è serio e indica che Berlusconi non ha alcuna intenzione di cambiare nulla, anzi si è asserragliato nella sua cittadella, mettendo a capo del partito Angelino Alfano, il suo uomo più fidato, quello che gli ha confezionato, come Ministro della Giustizia al suo esclusivo servizio, i "lodi" e tutte le leggi ad personam che lui voleva. E, visto che il nord non lo ha servito abbastanza bene e in parte lo ha abbandonato, ha scelto un uomo di Agrigento, già collaboratore di Cuffaro, che non deve sapere molto di organizzazione di un partito, ma conosce bene la Sicilia.
E forse anche questo significa qualcosa. Se si pensa che il "partito di Berlusconi", comunque lo si chiami ora, è nato come come Forza Italia con l'apporto determinante di Marcello Dell'Utri, altro siciliano trapiantato a Milano, con le ben note conoscenze e amicizie al sud.
L'unica consolazione, per chi  spera che  il PDL  continui a calare anche dopo questa finta svolta, viene dalla constatazione che molte delle ciambelle confezionate finora dal neosegretario Alfano come Ministro della Giustizia, sono riuscite male e non hanno superato l'esame del CSM riguardo alla costituzionalità (da leggere in proposito l'articolo di oggi  di Marco Travaglio su Il Fatto quotidiano). 
Se poi arrivasse anche dal prossimo referendum un'altra bocciatura con un "sì" all'abrogazione di quel che resta della legge sul "legittimo impedimento", sarebbe un'ulteriore sconfitta per il tandem Berlusconi-Alfano