mercoledì 11 marzo 2015

No comment

Notizie del giorno di ieri pubblicate sulla stampa di oggi:
1) La Cassazione dopo  9 ore di discussione  ha confermato la sentenza di assoluzione  data a Berlusconi dalla Corte di Appello, liberandolo così definitivamente dalle imputazioni di prostituzione minorile e concussione  che una precedente Corte di Assise in prima istanza  gli aveva attribuito infliggendogli una condanna a 7 anni di carcere.
Dunque anche per la esimia Suprema Corte  di giustizia (o ingiustizia??!!!) all'italiana, come a suo tempo per il disonorevole Parlamento italiano, il settantenne ex capo di governo, pur confermato come  gestore di un sistema di  prostituzione nelle sue dimore pubbliche/private  di Palazzo Grazioli e Arcore, non sapeva che  la giovane marrocchina Ruby era minorenne, e la riteneva addirittura nipote dell'allora Presidente egiziano Mubarak.
Le sue telefonate  alla Questura  e ai dirigenti di polizia  di Milano, per  indurli a liberare subito la ragazza  arrestata perchè  accusata di furto da una "collega", erano solo amorevoli consigli  per evitare  ripercussioni internazionali, che funzionari troppo zelanti, ossequienti  e timorosi hanno interpretato come pressioni, cedendo seduta stante a quegli amorevoli consigli per ignavia. Colpa loro quindi l'aver consegnato la minorenne  prostituta e ladruncola (presunta??!!), invece che ai servizi sociali, alla prosperosa igienista dentale, Nicole Minetti, consigliera regionale di Forza Italia che subito la scaricò  presso altra prostituta.
Si può commentare una notizia così senza provare un  irrefrenabile e profondo  senso di nausea?
Così oggi l'indistruttibile  distruttore di ogni residua morale nazionale se la ride di gusto e, appena reduce  dal servizio sociale  allegramente prestato per qualche mese per un'altra  condanna dagli effetti risibili, si ripresenta baldanzoso sulla scena politica, del resto mai abbandonata, a capo di un partito e di una destra che, se  pur  ferocemente lacerata da divisioni interne e inconsistenza di contenuti, soprattutto per causa sua, continua a ritenere di non  poter fare a meno di lui come padrone e guida in eterno.

2)La Camera ieri ha approvato a maggioranza una  Riforma della Costituzione, su disegno di legge Boschi "che prevede, tra l’altro, il superamento del bicameralismo paritario e la sostituzione del Senato elettivo. Su 489 presenti, i voti favorevoli sono stati 357, i contrari 125 e sette gli astenuti. Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto, Forza Italia ha votato contro, così come hanno fatto Sel e Lega Nord. Il partito di Silvio Berlusconi è però arrivato estremamente diviso al voto: lo strascico di questa spaccatura è la lettera di 18 parlamentari azzurri che hanno lamentato allo stesso Berlusconi un «deficit di democrazia» all’interno del partito".
 Così scrive il Corriere della Sera che poi aggiunge "sul fronte democratico, arriva l’altolà della sinistra del Pd, guidata da Gianni Cuperlo, che in un altro documento (firmato da 24 parlamentari) fa sapere che «nel caso in cui il governo rifiutasse di riaprire il confronto sulle ipotesi di miglioramento avanzate da più parti, ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Posizione che riprende le dichiarazioni rilasciate in mattinata da Pier Luigi Bersani: «Il patto del Nazareno non c'è più - fa notare l'ex segretario -, non si dica che non si tocca niente. O si modifica in modo sensato l'Italicum o io non voto più sì sulla legge elettorale e di conseguenza sulle riforme perché il combinato disposto crea una situazione insostenibile per la democrazia».
Di fatto però quasi tutta la sinistra, Bersani in testa, e le altre componenti delle "minoranze" PD hanno votato a favore di una legge che disapprovano, per "responsabilità" e disciplina di partito, tranne Fassina, Civati, Boccia e pochi altri.
Come hanno votato compatti i deputati di Forza Italia, "per un atto di amore per Silvio che ce lo ha chiesto"  avendo ora  deciso di  passare all'opposizione per  motivi elettorali, e avendo già ottenuto  tutti i vantaggi possibili dal "Patto del Nazareno"  contratto segretamente con Renzi e ora apparentemente  rotto.
 E Renzi è  quindi oggi un altro che gongola e si pavoneggia felice su Twitter  per questo risultato che dal suo punto di vista è un successo, avendo  di nuovo "asfaltato" le minoranze  del suo partito e imposto il suo diktat e il suo distruttivo e intoccabile pacchetto di "riforme", concordato a suo tempo con Berlusconi e Verdini. "Riforme"  istituzionali che snaturano l'impianto costituzionale e  renderanno l'Italia meno democratica e più succube della oligarchia o casta di non eletti, nominati da un partito, l'ex PD diventato PDR  (Partito di Renzi)  per imperscrutabile disegno divino o per oscure e smisuratamente ambiziose trappole terrene  disseminate ovunque per conquistare un potere personale assoluto. E in tanti paiono ben felici di farsi intrappolare per godere di luce e potere riflesso.
E gongolano pure le  ministre, presidentesse  e onorevoli varie di sua nomina e scelta, che si sentono evidentemente miracolate e  in dovere di  gratitudine e obbedienza imperitura  verso il loro leader,  e si esibiscono in  quotidiane entusiastiche ripetizioni di slogan, come facevano le un tempo disprezzate veline-vallette-amazzoni di Berlusconi. Boschi, Serracchiani e colleghe varie  sono diventate la naturale espressione di continuità in versione renziana delle Biancofiore, Carfagna e Santanchè di berlusconiana memoria e modello politico.

3) Per il resto, ha fatto notizia Rocco Siffredi nudo sull'Isola dei famosi (pietà...). 
4) Mentre in Nigeria  una ragazzina si è fatta saltare in aria in un mercato uccidendo 34 persone, oltre se stessa, in  ottemperanza ai voleri di Boko Haram e del suo Allah.
PS. Come si può commentare un mondo così??

 

domenica 1 febbraio 2015

Oltre il "patto del Nazareno" il PD ritrova se stesso e vince

Con l'elezione di Sergio Mattarella, nuovo  Presidente della Repubblica, finalmente Renzi ha "cambiato verso" e ha vinto una partita difficilissima, ricompattando un PD  sull'orlo di una scissione e mettendo in crisi o fuori gioco Berlusconi, Alfano e Grillo in un colpo solo.
Era ora, dopo un anno speso male  in "larghe intese" che hanno prodotto solo pessime "riforme" istituzionali, economiche e fiscali, in parte  ancora a metà del guado, mal confezionate  per compiacere Berlusconi e  ottenere i voti del Nuovo Centro Destra di Alfano e di Forza Italia e restare al governo.
Questa volta, viste anche le rispettive opposizioni  interne e il malcontento degli elettori che hanno in larga parte disertato le urne  alle recenti consultazioni,  Renzi ha capito che bisognava cambiare rotta e stavolta ha ascoltato prima il suo partito, scegliendo un buon candidato che poteva raccogliere il consenso di tutti, renziani e minoranze varie, e poi l'ha proposto agli altri partiti, alleati e avversari, con il solito metodo del "prendere o lasciare, se vi va bene è così, se non vi va bene si va avanti lo stesso così".
Finora Renzi aveva  fatto il contrario, invertendo l'ordine degli addendi,  privilegiando il rapporto  con Alfano e l'alleato occulto e finto avversario Berlusconi, scodellando poi  le minestre, preconfezionate con loro, al suo partito, il PD, che doveva  prendere o lasciare, e ingoiarle anche quando erano indigeste o avvelenate.

Naturalmente  questa "svolta" renziana ha fatto saltare su tutte le furie gli alleati palesi e occulti di NCD e FI, che  si sentono traditi e defraudati e strillano contro il metodo decisionista  di Renzi, che andava benissimo fino a ieri quando privilegiava e  giovava a loro e adesso rigettano perchè li ha messi in un angolo.
Se in politica è vero che il fine giustifica i mezzi,  quando il fine è buono, e i mezzi sono comunque democratici, diciamo che va bene così.

Adesso però viene il difficile, se si vuole  fare veramente riforme utili al Paese e non adagiarsi sugli allori di questo successo.
Questa vicenda ha dimostrato  che il Pd, se vuole,  ha al suo interno anche forze positive, competenti e capaci, tra le vecchie e le nuove generazioni, e, se unito, può spendere bene il consenso elettorale ricevuto alle elezioni europee e nazionali. Non tutto è marcio e non tutto è casta da rottamare. 
Ma ci vuole volontà e saggezza per ripulire il marcio che c'è, eccome, e si è manifestato in tante, troppe  situazioni e regioni e circoli,  con primarie inquinate,  corruzioni,  sprechi di pubblico denaro  ecc. per colpa di esponenti PD.
In secondo luogo,  va rivisto il rapporto con NCD e FI, e vanno riesaminati  e corretti i progetti di legge ancora a metà del guado, soprattutto la riforma del Senato e la legge elettorale.

Non sarà facile, perchè  ora Forza Italia e NCD, sui cui voti Renzi ha contato finora, sono compagini spaccate e  disorientate e sul piede di guerra.
Vedremo se l'abilità dimostrata da Renzi in questa vicenda saprà trovare una nuova strategia che possa mantenere unito il PD, ridargli dignità e credibilità e riconquistare la fiducia dei suoi elettori con riforme vere  che  aiutino a risolvere i  gravissimi problemi  in campo economico e in materia di giustizia, fisco, laicità,  immigrazione, sicurezza, che sono ancora tutti lì che aspettano.

Nuova strategia che dovrebbe trovare sponda e appoggio nel nuovo Capo dello Stato, uomo rigoroso e poco incline ai compromessi , che potrebbe e dovrebbe "cambiare  verso" rispetto al suo predecessore Napolitano, troppo ostinatamente attaccato alle  innaturali e nefaste "larghe intese" che dovevano essere provvisorie e stavano diventando eterne e immutabili.
Non resta che fargli, e fare a noi stessi, gli auguri per un buon lavoro.

domenica 18 gennaio 2015

Oltre la Bibbia, oltre il Corano, per la pace e la libertà, in Occidente e in Oriente

Sento aleggiare in Europa, e soprattutto in Italia, lo "spirito dei patti di Monaco", nonostante  la bella manifestazione popolare di Parigi che ha visto tanti capi di Stato e  milioni di comuni cittadini sfilare pacificamente per la difesa della libertà di pensiero e di stampa a fronte degli eccidi perpetrati dal terrorismo islamico.
Come non ricordare che nel 1938  le democrazie di Regno Unito e Francia stipularono un accordo con i regimi nazista e fascista di Hiltler e Mussolini, per amor di pace ed evitare una  possibile guerra  in difesa dei territori slovacchi sul  confine orientale, ingoiati dai tedeschi.
Il motto più popolare del tempo, che invitava a non "morire per Danzica?", fu dato dal titolo di uno scritto di tal Déat che poi fu tra i promotori  e ministri del governo collaborazionista francese  di Vichy. Si chiusero gli occhi anche  davanti al patto Ribbentrop-Molotov ( ovvero Hiltler-Stalin) del 1939, avvallando la spartizione di territori altrui tra URSS e Germania nazista. Sempre per amor di pace.
Ma la guerra si fu poi costretti a farla lo stesso  poco dopo, quando la Germania  era diventata più forte che mai ed era pronta a scatenarla.
Si sa che l'appetito vien mangiando,  e ad ogni boccone ci si  rafforza e  si può sempre pretendere di più se non si incontrano ostacoli e gli altri sono arrendevoli.
Mi pare che molta gente si stia rifugiando in questo atteggiamento rinunciatario e arrendevole, per un malinteso "amor di pace" che è invece un nascondere la testa nella sabbia, e prendersela con il bersaglio sbagliato, il più debole e inoffensivo naturalmente, per non voler o saper affrontare il nemico più aggressivo e feroce perchè ci costerebbe uno sforzo e una fatica maggiore.
Leggiamo oggi che in Nigeria sono state incendiate almeno sette chiese cristiane e in assalti e saccheggi vari sono morte una decina di persone per mano di folle  di musulmani inferociti che  gridavano "Allah è grande" e   perchè volevano vendicare  l'offesa arrecata al profeta Maometto dalle vignette di Charlie Hebdo. Episodi simili sono accaduti in altri stati a prevalenza islamica

Ed ecco subito tanti commentatori e lettori di giornali nostrani, moderati e timorosi,  pronti a scagliarsi contro i vignettisti (quelli rimasti vivi...) perchè la smettano di provocare gli islamici con i loro disegni.
In sostanza se la prendono più con i disegnatori che con i terroristi e i fanatici assassini e incendiari, giustificandoli ancora una volta in nome della presunta sacralità e intoccabilità delle religioni.

Ma qualcuno crede davvero che vietando le vignette satiriche di Charlie i terroristi islamici e quei caporioni che aizzano le folle in Niger e altrove si acquieteranno? Io credo invece che avverrà il contrario e chiederanno poi ancora altro e sempre di più fino a pretendere di imporre il burka a tutte le donne e il Corano anche da noi per non  "provocare il loro sentimento religioso". Gli incendi di Chiese e l'uccisione di prelati o fedeli cristiani e di altre fedi sono in atto da tempo, prima che si parlasse delle vignette francesi.
Questo è solo l'ultimo pretesto per  tenere sotto pressione e minacciare l'Occidente nell'ambito di una strategia islamica fondamentalista che usa da anni la religione per rendere la vita impossibile ai fedeli di altre religioni in casa loro e nel contempo mobilitare  e irretire  gli islamici  emigrati e residenti nell'Occidente in nome della fratellanza religiosa, destabilizzando così le istituzioni dei Paesi in cui vivono e impedire che i loro fedeli possano integrarsi pacificamente ed eventualmente rinunciare in parte alla loro influenza e  assimilarsi ad usi e costumi occidentali, sfuggendo alla sottomissione totale pretesa dai capi religiosi.
Cedere ora a queste manifestazioni di folle (in genere affamate e analfabete o quasi) manovrate ad arte in Asia e in Africa, dove le vignette manco le hanno viste perchè proibite, sarebbe un errore, oltre che una resa sul piano dei principi; principi di libertà di pensiero, parola e stampa  che dovrebbero essere per noi occidentali irrinunciabili, almeno in casa nostra.

L'altro giorno ci si è messo pure il papa, il buon Francesco  che, un po'  scherzando ma anche molto sul serio, si è lasciato sfuggire una battuta infelice, affermando che  offendere una religione è come offendere la mamma e chi lo fa si merita un pugno. 
No, caro papa,  la religione non è la mamma, è una convinzione fideistica, opinabile come tutte; non è una persona, questa sì sacra; e un "pugno" non lo dobbiamo dare ai vignettisti che ci scherzano su (bersaglio facile e comodo), ma a chi imbraccia kalasnhikov e bombe incendiarie e uccide in nome del suo dio, agli ordini di chi  vuole imporre il suo credo e il suo potere anche su di noi.

Giorni fa ho letto sul Corriere una illuminante intervista ad un importante rabbino  ebreo,Giuseppe Laras, Presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, intitolata "La Bibbia messa ai margini e la crisi del cristianesimo"  in cui sosteneva   che bisognava rivalutare la Bibbia in risposta  a chi vuole imporre il Corano.

Con tutto il rispetto per l'autore dell'articolo, sicuramente animato da buoni propositi, non trovo però che la sua sia la risposta giusta per uscire da questa drammatica situazione conflittuale. Al fanatismo religioso di matrice islamica, che antepone le sure del Corano a qualsiasi altro diritto, non si risponde proponendo la Bibbia ebraico-cristiana come "fondamento della cultura" e "libro del futuro" per la civiltà occidentale. Così si ritorna alle guerre di religione del passato.
E non si dica che dalla Bibbia discende il concetto di separazione della politica dalla religione. Mosè e i patriarchi biblici furono sempre animati dalla fede che il loro unico Dio li avesse scelti come "popolo eletto", con diritto a sterminare gli altri. L'autore stesso riconosce che la Bibbia è stata" scritta da ebrei e per gli ebrei, in ebraico...". E' quindi un insieme di libri divisivo, frutto di fede religiosa esclusiva, carico di messaggi guerreschi e contraddittori e prescrizioni arcaiche e - mi si permetta di dire- anche risibili(come quelle relative all'alimentazione e all'abbigliamento o alle purificazioni, ecc.. impropriamente attribuite a Dio), come e più del Corano (che in parte vi si ispira), frutto della mentalità di oltre due millenni fa.
E mi pare troppo di parte identificare la causa della giusta difesa degli ebrei dal terrorismo palestinese e islamico con la politica e i comportamenti dei governi di Israele, che non sempre hanno agito per favorire la pace. 

Solo Gesù fu profeta  pacifico e disarmato (e infatti  i governanti politici e i capi religiosi del suo tempo l'hanno ammazzato dopo soli  tre anni di predicazione...). Ma armati e guerreschi furono i suoi seguaci, papi e sovrani, nei secoli. 
Pertanto io mi convinco sempre più che potremo avere pace solo se i nostri popoli, e i capi religiosi e politici, cristiani, ebrei e musulmani, avranno la forza e la saggezza di liberarsi da arcaici condizionamenti e gabbie culturali, per andare "oltre la Bibbia" e "oltre il Corano" e accordarsi su principi moderni e universali, come appunto la difesa della libertà e dell'uguaglianza dei diritti, validi e accettabili da tutti.
Si potrà mai superare la divisione e le ostitlità tra  "fratellanza musulmana", "fratellanza ebraica", e "fratellanza cristiana" per perseguire  la "fratellanza umana"?
Ma temo che il mio sia solo un sogno. E un ostacolo finora insormontabile sono state proprio le religioni, il loro uso politico  e una adesione acritica e viscerale da parte dei rispettivi fedeli.

domenica 11 gennaio 2015

Commento ai commenti su una strage di giornalisti in nome di Allah

Sarò anche una Cassandra testarda e pessimista incurabile, come da soprannome scelto, ma è difficile oggi essere ottimisti e preconizzare un 2015 felix, per l'Italia, l'Europa e il mondo, dopo quel che è successo a Parigi il 7 gennaio scorso, con la strage  dei vignettisti, giornalisti e guardie del settimanale satirico Charlie Hebdo e con tutto quello che ne è seguito.
Mi pare superfluo da parte mia  "portare vasi a Samo", nel senso di  aggiungere ai tanti un ulteriore commento di condanna (peraltro già espresso su vari forum di giornali) di questo fatto, gravissimo in sè per la morte di tante persone, e altrettanto gravissimo per il suo significato e per le implicazioni enormi che porterà come conseguenza.
Infatti non è tanto sulla strage che mi voglio soffermare, pur  sentendomi tanto avvilita nel constatare  che nella Francia, la patria che tra tante lotte e sofferenze  insegnò al mondo il  motto più bello che ci sia "liberté, égalité, fraternité", dopo oltre due secoli da quella  proclamazione e diffusione universale, ancora  ci sono uomini accecati dall'odio religioso che uccidono in nome di un dio chiamato Allah.

Preferisco soffermarmi sui commenti che ho letto sui giornali, espressi  da giornalisti e dai politici ma soprattutto dai cittadini comuni su "social network" e  tra i lettori di giornali nei forum aperti sotto gli articoli relativi.
Ed è proprio tra questi commenti che ho rilevato un ulteriore motivo di preoccupazione.
La prima cosa che ho notato è stato il diffuso riferimento alla qualità delle vignette pubblicate dal settimale francese. Si è detto e ripetuto che quelle vignette  che ironizzavano su Maometto erano volgari, offensive  e irrispettose del sentimento religioso dei musulmani.
Certo che lo erano, e quindi?
Quasi si sottintendeva che in fondo  quei vignettisti se la sono cercata e voluta. Nessuno ha osato dire "ben gli sta", ma lo faceva capire e  forniva una bella giustificazione per i terroristi, che ovviamente ringraziano.
A parte il fatto che i terroristi nella loro folle smania assassina hanno ucciso anche persone che non c'entravano e che si sono trovate sulla loro strada, e un loro complice  ha fatto strage anche in un supermercato frequentato da innocui ebrei (guarda caso...) colpevoli di fare la spesa nel momento sbagliato, mi pare sbagliato offrire questo genere di giustificazioni, che sono associate in genere ad un timoroso sentimento di riverenza, chiamato "rispetto per il sentimento religioso", ma che in realtà è rinuncia  alla libertà di critica e satira nei confronti delle religioni, come fossero tabù intoccabili . Sembra valere ancora oggi il vecchio detto popolare (di sicura ispirazione clericale...) "scherza coi fanti ma lascia stare i santi".
E perchè mai?
Si può criticare e satireggiare su tutti, capi di Stato, politici, scienziati, eroi del passato e del presente, confutare le loro idee pur documentate e motivate, e non si può ironizzare sui profeti e le cosiddette "verità rivelate" in sogno da angeli e arcangeli a personaggi di  millecinquecento o duemila anni fa, e imposte, senza facoltà di prova, come "parole di Dio" nel Corano e nella Bibbia?

Infatti crediamo davvero che autocensurandoci e censurando le vignette volgari e irrispettose delle religioni elimineremmo il terrorismo islamico? Io credo invece che se accettiamo il ricatto di coloro che pretendono oggi le censure alla satira, questi non si accontenterebbero  e pretenderebbero poi altre restrizioni alla nostra libertà e ai nostri diritti di uomini e donne, come succede nei regimi governati dalla sharia e a chi cade nelle mani di Al Qaeda o Isis. Per costoro è blasfemo qualsiasi modo di vestire o parlare e agire che non sia coincidente con la loro distorta idea di religione e di Islam. Perciò va difesa, senza se e senza però, anche la libertà di satira volgare e irrispettosa, perchè rappresenta la punta dell'iceberg delle nostre libertà; può far ridere o disgustare, ma non uccide nessuno. Se non piace la si ignori o critichi o, al limite, quereli il vignettista (come  fecero D'Alema e pochi altri...). Ma la condanna a morte di un uomo, un vignettista, o giornalista o scrittore, quand'anche pessimo, non si giustifica mai. 

Anche le vignette di Forattini, o Vauro e altri disegnatori satirici sono talvolta volgari e irripettose dei personaggi che mettono in caricatura. Ma non per questo gli autori meritano di essere sterminati a colpi di kalasnikov, e non mi sognerei mai di giustificare chi lo facesse. Il punto cruciale non sta nel fatto che la satira sia bella o brutta, gradita o no. L'importante è che sia libera di esistere e manifestarsi; poi ognuno deve essere altrettanto libero di apprezzarla o criticarla o ignorarla.

Altra "giustificazione" che   emergeva dai commenti  di tanti lettori di area grillina o di certa sinistra era l'immancabile colpevolizzazione dell'Occidente  e degli interventi di USA, Francia e altri paesi dell'Occidente in Iraq, Afghanistan, Libia, "primavere arabe" fallite, questione arabo-palestinese, ecc. E' vero che i paesi dell'Occidente di colpe ne hanno tante e di errori  ne hanno commessi tanti, con conseguenze anche gravi, vittime e ingiustizie. Ma è anche vero che in tutte quelle complicatissime situazioni in cui sono intervenuti, errori e colpe sono  equamente da dividersi anche con i governi e i clan e le mentalità tribali di quei popoli forzatamente tenuti nell'ignoranza o indottrinati dalle sole scuole coraniche.
Ed è anche vero  che  nei paesi dell'Occidente ci sono ordinamenti che garantiscono  maggior libertà e benessere ai loro cittadini, tanto che sono  i cittadini  di tanti paesi arabi o mediorentali che fuggono dai loro paesi d'origine travagliati da regimi assolutisti, guerre intestine di clan o tra sunniti e sciiti, oppressione e povertà o fame, per trovare rifugio qui da noi.
E' dunque giusto che  noi cittadini residenti nei paesi dell'Europa e dell'Occidente  difendiamo "la nostra identità" a fronte delle barbarie  del terrorismo islamico. Ma non nel senso ostile e divisivo in cui la difendono Salvini  &C.. La nostra identità da difendere non sta tanto nei crocefissi nelle scuole (come l'identità islamica non dovrebbe stare nel terrorismo o nel velo imposto alle donne...), ma nella laicità delle istituzioni, nella democrazia e nella libertà di pensiero, di stampa, di religione e di critica delle religioni.
In ultima analisi, nella affermazione, senza se e senza ma, per tutti, credenti e non credenti, cristiani, musulmani, ebrei o induisti, dei principi universali  riassunti nel motto "liberté, égalité, fraternité.


 

martedì 6 gennaio 2015

Furbizia (comunque maldestra), ignoranza o malafede?



Stavolta mi risparmio la fatica di pensare e scrivere perchè c'è già chi ha  descritto molto bene e con cognizione di causa  quello che anch'io da osservatore  disincantato penso:

Furbizia o solo ignoranza?

La norma «Salva Berlusconi» e il problema della trasparenza

di Luigi Ferrarella

Al supermercato c’è la tracciabilità del cotechino e si può sapere tutto della filiera di provenienza di un kiwi: nei Consigli dei ministri del governo di Matteo Renzi, invece, sembra difettare la tracciabilità delle norme «orfane» o «desaparecide». Soprattutto nei decreti legislativi, dove deleghe troppo generiche ed estese conferiscono all’esecutivo un potere sottratto a un effettivo controllo parlamentare, persino superiore a quello dei già troppo abusati decreti legge. Sempre più spesso nelle sedute di governo non si capisce chi e perché faccia sparire in uscita norme che in entrata c’erano; o chi invece infili e faccia votare a distratti ministri norme che in entrata non c’erano, e che all’uscita nessuno più nel governo sembra riconoscere o addirittura conoscere.  

........Il resto è leggibile al link

http://www.corriere.it/politica/15_gennaio_05/furbizia-o-solo-ignoranza-7338c026-94a7-11e4-b882-edd16a1de18c.shtml   

sabato 22 novembre 2014

Non in mio nome

Mi dispiace, ma stavolta  non andrò a votare per le elezioni amministrative  regionali dell'Emilia Romagna. Per me è una sconfitta, una contraddizione con un principio che ho sempre predicato e, per quanto mi era possibile, praticato: quello della partecipazione attiva e consapevole come cittadina alla vita politica del Paese, con l'esercizio in primo luogo del voto, strumento indispensabile per la manifestazione della propria libertà di scelta e quindi  per la sopravvivenza della democrazia.
Ma stavolta mi arrendo e rinuncio. Visti i pessimi risultati ottenuti finora con il voto, stavolta pratico il "non voto", o l'astensione che dir si voglia, come estremo rimedio a mali estremi, o quanto meno come espressione di una protesta contro la gestione della politica regionale e nazionale  attuata in questi ultimi anni e mesi.
Inutile ricordare ora i meriti e anche le cose buone fatte, in particolare da esponenti del partito, il PD, che ho contribuito a fondare e in cui avevo sperato, partendo da un lungo e ormai lontano percorso iniziato con l'Ulivo.
Ma i meriti  sono stati vanificati da  demeriti che  io non posso più sottacere e perdonare.
Cosa non posso perdonare? A livello regionale, il caso Marco Monari, la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia sopportazione. Che costui fosse un individuo  di scarsissima levatura politica  ma di evidente  e unica capacità di fare carriera  mettendosi alle costole, come portaborse e  apparentemente fedelissimo delle figure politiche di  maggior importanza che via via emergevano nell'area del centrosinistra a Bologna, l'avevo capito io che sono l'ultima dilettante-simpatizzante di provincia, fin dai tempi del primo Ulivo.

C'erano tanti bravi  giovani che si impegnavano a quei tempi e che apparivano molto più sinceri, motivati e preparati, eppure  era Monari che fu di fatto imposto al più alto livello regionale, prima nei Democratici, poi nella Margherita e infine nel PD, con i soliti meccanismi della cooptazione, della candidatura unica  perchè "non c'erano alternative", per  finire incoronato addirittura a capo di Gabinetto, consigliere regionale, e - ti pareva - capogruppo per il PD, sulla comoda slitta di babbo Natale del listino di Errani per due legislature. Praticamente senza mai essere stato scelto ed eletto per selezione democratica.

Ricordo di aver scritto già nel 2004 ai massimi vertici lettere di critica e protesta per il metodo adottato per favorire la resistibile scalata di Monari. Naturalmente senza ricevere risposta, anzi l'effetto contrario.
Ora  dalla inchiesta delle "spese pazze" dei consiglieri regionali e dalle intercettazioni telefoniche pubblicate emerge la volgarità del personaggio e la  sua opaca qualità morale per l'uso improprio fatto del pubblico denaro.
Ma possibile che nessuno tra i big (La Forgia, Albertina Soliani,  Prodi, Errani...) a cui si era attaccato l'avesse capito di che pasta era fatto?
Ed è per questo che io non ce l'ho con Monari, o solo con lui, ma con tutto l'apparato bolognese-emiliano che l'ha favorito  e sostenuto ad occhi  chiusi (???). E  di casi Monari, e simili, ma anche  peggio, con imputazioni  più gravi per esponenti PD, ne sono venuti fuori  un bel un po' in tutte le regioni italiane.

E non è tutto. Anche a livello nazionale  Matteo Renzi sta  imponendo un metodo e una linea al partito e al governo del paese che non condivido e che non rappresenta le mie idee e le mie aspirazioni. Io alle ultime elezioni europee avevo votato per un PD che prometteva altre cose; ma Renzi, grazie alle primarie e ai tanti voti ottenuti dal partito (il 41%), se ne è impadronito a passi da gigante e metodi spicci, per fare una "sua" politica e un "suo" partito personale simil- berlusconiano che snatura completamente  i contenuti ideali, morali e materiali che dovevano caratterizzare un partito di centrosinistra.
Mi dispiace  per quanti, candidati ed elettori in buona fede, continuano ad impegnarsi all'interno del PD, e so che ce ne sono di onesti e bravi. Ma stavolta non ne appoggerò nessuno perchè è troppo forte la mia convinzione che essi non conteranno nulla se ai massimi livelli si continua con questi metodi e si impedisce di fatto  che possano avere un ruolo,essere ascoltati e procedere su un' altra linea.
Ho visto il destino toccato ai Marino, Puppato e Civati, che avevo sostenuto negli anni scorsi: o  "integrati nel sistema" del consenso per dovuta obbedienza al partito (o per l'esattezza a chi comanda nel partito), o osteggiati, o sbeffeggiati e sempre sul punto di essere cacciati.


Tornerò a votare per il PD  quando  cambierà davvero verso (non quello di Renzi) e saprà  far emergere  candidati  che pratichino l'onestà personale, la lotta alla corruzione e alle mafie, e difendano sul serio la giustizia sociale, la legalità e la giustizia penale e civile uguale per tutti, la laicità delle istituzioni, la equa promozione del lavoro e dei lavoratori e il rispetto sostanziale della Costituzione.

Tutte qualità e valori che  questo PD, "nuovo partito della Nazione" sembra aver dimenticato (e non solo per colpa di Renzi e dei suoi cortigiani e cortigiane...) e che le ultime riforme  fatte e in cantiere, stanno vanificando.
Se continuerà così come ora e avrà comunque il consenso  della maggioranza, faccia pure. Ma non in mio nome e con il mio consenso.

Degli altri candidati e degli altri partiti non parlo nemmeno: perfetti sconosciuti  espressi da gruppi improvvisati, da un grillismo incomprensibile, o da vecchi partiti di centrodestra usurati, incapaci e divisi, che meno che mai potrebbero rappresentare le mie idee.

lunedì 27 ottobre 2014

Leopolda = non più PD ma OGM, Organismo Geneticamente Modificato

Faccio sempre più fatica a commentare  i fatti, o meglio le chiacchere, della politica attuale, perchè  non trovo più  nemmeno uno spiraglio  e un po' di fiducia in qualcuno in cui sperare, nè in chi sta al potere, nè in chi, teoricamente,  sta all'opposizione  e non ha alcuna possibilità o capacità di costituire una seria alternativa.
L'ultimo evento  che ha monopolizzato  giornali e TV è stato questa strombazzata "convention" tenutasi a Firenze alla ex stazione detta "Leopolda", e  promossa da Matteo Renzi, non si capisce se in veste di capo del governo, di segretario del PD, o di capocorrente di una corrente personale che  pretende di rappresentare e fagocitare tutto il PD senza nemmeno portarne il simbolo e senza chiarire cosa lo vuol far diventare, nel presente e nel futuro.Ed è quest'ultima, di fatto, l'interpretazione più pertinente e realistica, e già questo fatto di accentrare in sè questo triplice ruolo  è una anomalia, come dice la Bindi "imbarazzante",  e io aggiungo, pericolosa.
Il Partito di cui Renzi si è impossessato  (grazie alle primarie e ad un ormai malaugurato 41% conquistato dal PD in elezioni  europee)  sta diventando un fantomatico "Partito della Nazione" acchiappatutto, un Organismo Geneticamente Modificato dal sapore e contenuto indefinibile e dagli effetti collaterali imprevedibili e incalcolabili.
Da qui al partito unico per un pensiero unico nè di destra nè di sinistra, senza identità se non la sua di leader carismatico e popolare, il passo è breve.


 Non si sa cosa verrà fuori in fatto di proposte concrete, da quei 104 "tavoli"   di fedeli seguaci del nuovo messia, convinti di "costruire il futuro", come se questa fosse una gran novità; quando chi  ha fatto un po' di politica attiva di questi "gruppi di lavoro tematici" per  confezionare proposte e programmi ne ha sperimentati  o visti tanti in passato; e ricordo solo i "Comitati per l'Italia che vogliamo" e "la Fabbrica" del programma di Prodi in preparazione delle elezioni politiche dell'Ulivo e dell'Unione ( dichiaratamente di centrosinistra, a differenza del laboratorio renziano...).  E tutti purtroppo con risultati pari a zero; o quanto meno si è trattato di  belle esercitazioni accademiche e democratiche che hanno dato l'illusione a chi vi partecipava di contare qualcosa  e contribuire a prendere le decisioni giuste. Ma poi nessuno ne ha tenuto conto, proposte e programmi sono rimasti sulla carta  perchè non si è voluto o potuto, per cause diverse, metterli in atto.

Ma  Renzi sta  mostrando soprattutto una chiara intenzione  di fare da sè; si circonda solo di yes man e soprattutto di yes women che stanno assomigliando sempre più alle aggressive amazzoni o ex veline che difendevano Berlusconi come pappagalli ammaestrati a ripetere i suoi slogan; dice di "rispettare"  e di ascoltare chi non la pensa come lui, ma dice poi anche apertamente che si farà  comunque come vuole lui  e nessuna opposizione, sindacato o minoranza, lo fermerà e gli impedirà di "cambiare l'Italia" ecc.. ecc...
Sprizza da tutti i pori supponenza, presunzione, arroganza e disprezzo  per chi dissente, critica o non si sottomette. L'ANM critica  alcune proposte di legge del governo sulla giustizia? "Brr! Sai che paura!"  commenta sarcastico. Tanti giuristi criticano le sue proposte di modifica  del Senato? "Professoroni,  parrucconi, conservatori, gufi...". Poi quando  la sua "riforma" del Senato  viene approvata nonostante le tante critiche, si vanta per aver "spianato" i dissidenti.
La CGIL va in piazza  con un milione di cittadini (tra i quali soprattutto elettori del PD) scontenti del suo Jobs Act (riforma del lavoro che non c'è...) e della sua ostilità per l'art. 18?  Lasciamoli sfogare questi "obsoleti e incapaci difensori di una classe operaia e di un posto fisso che non c'è più". Solo alla Leopolda " stanno quelli che creano posti di lavoro", dice lui.
Peccato che finora in Italia  si continui a licenziare  e a perdere posti di lavoro. Vedremo quanti ne creeranno gli strateghi usciti dal garage del rottamatore  di reduci e biciclette  che si crede un genio....
Inquietante poi è stata un'altra sua frase:"Nel 2011  ho capito che l'Italia era scalabile". Scalabile come una azienda da acquistare a poco prezzo con una OPA finanziata da Davide Serra  e ispirata da Licio Gelli con l'aiuto di Berlusconi e del suo patto segreto?? Come una montagna su cui salire per metterci la propria bandiera e restarci a guardare dall'alto i sudditi??
In effetti, con qualche aiutino esterno e  tante debolezze interne, c'è riuscito a scalarla.
E si è già prenotato per restar in carica due mandati, poi - viva la modestia- si farà da parte.
Evidentemente è sicuro  di aver già "spianato" gli avversari e "scalato"  le prossime elezioni. Come un agguerrito giocatore di poker, sicuro di aver in mano carte vincenti, sta sfidando i già deboli avversari della minoranza interna, mettendoli con le spalle al muro verso una dilemma  comunque  infelice: o la rottura e una dolorosa scissione  di incerto e scarso successo o l'umiliante resa e sottomissione.
No, mi spiace, ma questo non è il leader e il partito democratico che vorrei.