mercoledì 5 agosto 2015

Paure e censure

Non è la prima volta che succede e non sarà l'ultima (e con vari giornali) perchè  sono spesso piuttosto drastica e severa nell'esprimere certe mie convinzioni e valutazioni su politica, politici e religione, e questo evidentemente non  piace ai moderatori dei forum  dei giornali, che spesso censurano i commenti che saltuariamente e incautamente invio.
Eppure mi pare di non essere offensiva o usare il turpiloquio come tanti altri  i cui commenti vengono pur pubblicati; anzi pare che questi ultimi vengano prediletti, forse perchè innescano repliche a catena dello stesso "stile" che  fanno aumentare  i clic sul sito, pittosto che favorire una sana discussione...
Ultimo esempio di censura da me subita è questo commento che ho inviato l'altro ieri al FQ a margine di un articolo dedicato all'approvazione di un bando per la futura costruzione di  2 moschee a Milano.
Avevo scritto:

In teoria la scelta di Milano di aprire due moschee appare giusta e in linea con il principio della libertà di religione, che deve essere garantita in uno Stato democratico. Ma in pratica si traduce in una porta aperta e un regalo a chi viene qui non per integrarsi e convivere pacificamente con la nostra cultura, principi e leggi, ma per conservare e diffondere i suoi, che mettono in primo luogo la "sottomissione" al Corano e ad una religione che non è come le altre, perchè non si concilia con la democrazia e dovunque regna vieta la libertà di pensiero e religione e calpesta i diritti civili, in primo luogo quelli delle donne. Non so come, ma credo che i paesi democratici debbano trovare il modo di mettere dei paletti difensivi che impediscano l'uso politico della religione musulmana (non solo a fini terroristici) a chi chiede e ottiene la cittadinanza: in primo luogo il rispetto e la "sottomissione" alle nostre leggi democratiche, prima che a quelle dettate dalla loro religione che, se applicata alla lettera delle sue "sure" è totalizzante e totalitaria, e divide gli uomini in "fedeli" e "infedeli" da combattere con tutti i mezzi, leciti e illeciti. Cito a mo' di esempio il fatto che la nostra Costituzione, pur garantendo la libertà di pensiero e associazione, vieta la ricostituzione del partito fascista, perchè antidemocratico e responsabile di efferatezze passate. Sono in grado, e vogliono, i musulmani cosiddetti "moderati" e pacifici, garantirci che accetteranno di non fare della loro religione un'arma politica per la conquista di un potere con regole che ci riporterebbero al Medioevo?

Valutazioni, le mie, opinabili, come tutte, ma non -mi pare- scandalose o  basate su falsità, che volevano semplicemente evidenziare un problema, e ponevano degli interrogativi su cui riflettere; valutazioni che un giornale, che aveva fatto della difesa della libertà di pensiero e di stampa a fianco di Charlie Hebdo una bandiera distintiva, avrebbe  dovuto o potuto pubblicare, per semplice  riconoscimento del diritto di un lettore di esprimere  un suo parere, giusto o sbagliato che fosse, senza che questo comportasse una condivisione o la linea del giornale sull'argomento.

Ma non è stato pubblicato, nonostante  abbia ritentato più volte e con una formulazione diversa. D'accordo che ognuno in casa sua può far entrare, o non entrare, chi gli pare; ma stupisce questa discrezionalità e contradditorietà, a mio parere non giustificata dall'applicazione  esatta dei criteri di moderazione. Evidentemente sto antipatica ai moderatori, forse  perchè mi firmo Cassandra, e le Cassandre, per  millenaria e mitologica tradizione, nessuno le vuole ascoltare, nè chi sta al governo nè chi  sta all'opposizione, anche se  le loro funeste previsioni sui "cavalli di Troia" di ogni tempo spesso si avverano.
O forse mi hanno censurata perchè anche il Fatto Quotidiano, come tanti altri giornali ed esponenti politici in fondo hanno paura  delle reazioni che possono venire dal mondo musulmano, che non accetta critiche e al minimo appiglio grida  all'offesa  per il Profeta  e si atteggia a vittima dell'antislamismo (come ad ogni minima critica per il governo di Israele gli ebrei si  atteggiano a vittime dell'antisemitismo....e questo succede sempre quando una religione si identifica col potere temporale, e viceversa).
Quando non si arriva a sparare o a sgozzare "l'infedele"o "l'eretico"....


Ebbene, mi censurino pure,  e chi legge mi giudichi pure "politicamente scorretta", o non in linea con le opinioni correnti a sinistra, ma quasi coincidenti con quelle di certa destra, dalla Santanchè a Salvini; ma io lo dico e lo ripeto, senza essere leghista o di destra: molti aspetti dell'islamismo non li condivido e mi fanno paura, per me e per il futuro  del mio paese e pure per  il resto del mondo, in Occidente  dove si sta espandendo, e in Oriente dove governa molti Stati;per non parlare del caos e delle tragedie  e stragi provocate da gruppi di fanatici islamici in Africa.
E voglio poterlo dire e scrivere; come critico, in altre circostanze,  i comportamenti e le ideee  di politici italiani o esteri non musulmani e i ministri, vescovi e papi, e i seguaci del cristianesimo o di altre religioni.
Si può, e si deve, discutere di tutto in un paese democratico; e si possono criticare politici,  filosofi, scienziati e confutare qualsiasi teoria, senza temere  ritorsioni o condanne, se non legittime repliche e controdeduzioni.
Perchè non si deve poter criticare  e confutare i contenuti di una religione, e in particolare l'Islam, che non è solo una religione, ma un sistema di potere che, dove regna, è incompatibile con la democrazia e non lascia spazio alla libertà di pensiero e di religioni o credenze diverse, e calpesta a tuttoggi i diritti civili di uomini e donne (soprattutto), imponendo regole che risalgono a 1.400 anni fa??

Perchè ci dobbiamo autocensurare e tacere sui pericoli che la crescente diffusione dell'islamismo, compresa la sua  eversiva componente fondamentalista e terroristica, comporta per la nostra civiltà?
Perchè  bisogna rispettare tutte le religioni - dicono certi benpensanti poco accorti. Ma  la critica e la  corretta  segnalazione di comportamenti e situazioni reali non è mancanza di rispetto; inoltre è legittima difesa nei confronti di chi  può rappresentare una minaccia o un pericolo; e l'Islam, dove ne ha il potere, non rispetta nessuno  se non si sottomette integralmente  alle "sure" che l'arcangelo Gabriele,  fattosi messaggero di Allah, avrebbe "rivelato" in sogno al Profeta Maometto 14 secoli fa, con la pretesa che gli si creda e lo si ritenga infallibile e indiscutibile in eterno.
Perchè dobbiamo lasciare  a Salvini e alla Santanchè e alle loro discutibili, strumentali e  controproducenti estremistiche espressioni e manifestazioni di piazza a soli fini elettoralistici, la difesa di valori di libertà e democrazia che invece sono patrimonio di tutti?
Sarebbe più utile rileggersi e riflettere su quanto ha scritto in proposito dell'Islam, Oriana Fallaci nel libro "La rabbia e l'orgoglio", a suo tempo incompresa da sinistra e strumentalizzata da destra.

Certo bisogna fare i conti col fatto che una bella fetta di mondo è in mano a sovrani teocratici  islamici, e in Paesi con i quali  coltiviamo una serie di affari di natura economica; ed è probabilmente anche per questo che i nostri politici sono così timidi, ossequienti, confusionari e pasticcioni nei  loro confronti, per paura di perdere commesse per le nostre aziende.
Si deve dunque chiudere gli occhi davanti a violazioni di diritti civili  per mero interesse? Si deve accettare  e accogliere senza alcun filtro la  sempre crescente e sospetta invasione di immigrati, clandestini e richiedenti asilo,  provenienti non solo da paesi in guerra, ma da paesi islamici o comunque oppressivi in cui la povertà è diffusa, e cercano - guarda caso- qui da noi  cattivi infedeli occidentali condizioni di vita migliori? Paesi che scaricano su di noi l'onere del loro mantenimento e della difesa dei loro diritti, mentre nelle patrie d'origine non si fa nulla per trattenerli migliorando le loro regole e condizioni di vita sul piano economico e dei diritti, ma perpetuando ingiustizie e oppressioni in Oriente, Asia e Africa, e indebolendo e mettendo in difficoltà Italia, Europa e l'Occidente tutto, confuso e incerto tra  respingimenti indiscriminati e disumani e accoglienze indiscriminate, improvvide e prive dei necessari mezzi di  supporto e mantenimento.
Molti tra noi, forse un po' ingenuamente, sembrano oggi pronti ad arrendersi e autoflaggellarsi facendo mea culpa per gli errori compiuti dalle potenze occidentali nei decenni scorsi con le loro politiche di "esportazione della democrazia" a suon di bombe. Ma si dimentica che comunque, anche prima degli errori di Bush e altri,  quei paesi d'Oriente e d'Africa non erano certo pacifici, giusti e floridi e i loro popoli non stavano, e non stanno, certo bene; e non per colpa nostra.
Se quella è stata una strategia di intervento sbagliata, se ne trovi un'altra, con interventi di natura diplomatica, economica e di intelligence attenta, con accordi e anche forme di do ut des  fissate da organismi internazionali autorevoli, decisi ed efficaci, in grado di proporre e imporre soluzioni condivise ai problemi, nell'interesse di tutti e di una pacifica convivenza.
Purtroppo  finora  questi organismi internazionali hanno fallito e non abbiamo leader politici di  alta statura, saggezza e lungimiranza.
E' dunque più che giustificata la mia paura.

L'ho già scritto e lo ripeto: se gli immigrati islamici di prima o ultima generazione avessero veramente e sinceramente solo l'intenzione di inserirsi pacificamente e integrarsi con la nostra comunità per migliorare le loro condizioni di vita, e non per trasferire qui e portarsi dietro tutti gli usi e i costumi , e gli influenti imam, che hanno reso la vita difficile nei paesi d'origine, potrebbero  fare autonomamente un bel gesto che non costa nulla, consentendo alle loro donne di  togliersi quel goffo fazzolettone in testa che le mortifica e le distingue per appartenza religiosa ostentata; tantopiù che non è nemmeno letteralmente voluta dal Corano, ma è una arcaica tradizione imposta nei secoli da società maschiliste che consideravano la donna proprietà del maschio.
Invece i fazzolettoni si stanno moltiplicando dovunque e ogni piccolo mercato di paese italiano sta somigliando sempre più  a un suk mediorientale (con conseguenti reazioni di diffidenza e manifestazioni ostili o di intolleranza di stampo razzista da parte dei "nostri" concittadini...). Le donne islamiche evidentemente non hanno la forza e la volontà  per fare autonomamente questo passo, che significherebbe tanto per cominciare  a far valere i propri diritti di uguaglianza e libertà, liberandosi di  quegli aspetti della loro "cultura" d'origine che sono ingiustificati e superati in un mondo moderno ed evoluto. E gli uomini non vi vogliono rinunciare perchè evidentemente vogliono ricreare qui  gli stessi condizionamenti famigliari e sociali che hanno mortificato e impedito il progresso e l'emancipazione delle donne (ma anche quello degli uomini...)  nei loro paesi d'origine.
Eppure sono tanto pronti nell'accettare o pretendere l'uso di telefonini, antenne satellitari, aerei, auto, armi modernissime e perfino centrali atomiche, non certo previsti dal Corano.

mercoledì 10 giugno 2015

Povero papa Francesco, tra Medjugorje e Vito Mancuso

Mentre  imperversano le polemiche tra politici e amministratori nazionali e locali sul che fare per affrontare una immigrazione  quotidiana che  ha assunto ormai  le dimensioni di una invasione organizzata, da tempo premeditata e tutt’altro che disinteressata, sia “a monte” che “a valle”, dall’Africa  e dai paesi islamici all’Italia,  non sapendo sinceramente a chi dare ragione o torto, tra facili strumentalizzazioni di parte, parole e solidarismi  a vuoto, e problemi reali che nessuno sa bene come risolvere in modo equo e saggio, sia a livello nazionale che internazionale, io oggi preferisco soffermarmi a commentare l’ultimo discorso di papa Francesco, pronunciato ieri nel corso di una messa e ripreso dai giornali.
Discorso un po’ sibillino secondo il mio punto di vista, nel quale ha assemblato tante  affermazioni  di carattere generale,  di significato diverso, con destinatari specifici sottintesi, accostate con un equilibrismo che non so se definire di stile gesuitico, o, detto in parole povere, in politichese, o, meglio, secondo il detto “parlo a nuora perchè suocera intenda “.
E le “suocere” da ammonire, anche se non nominate espressamente dal papa, secondo me, erano due: da una parte i fedeli e i prelati che prosperano da decenni intorno ai presunti “veggenti” di Medjugorje che da 34 anni fanno i portavoce della Madonna a ore fisse attirando milioni di fedeli (e offerte),  e, dall’altra,  il teologo Vito Mancuso che era intervenuto qualche giorno prima a Genova ad un convegno – dibattito filosofico promosso dal quotidiano La Repubblica, ed aveva fatto un interessante  discorso nel quale  il punto centrale era l’invito a  riformulare la prima preghiera cristiana con questo incipit: “Padre nostro che sei in terra” (invece di Padre nostro che sei nei cieli), suggerendo quindi un modo nuovo di intendere Dio.
Dal passato remoto (tuttora presente) della fede intesa così come la intendono e vivono quelli che credono alle “apparizioni” della Madonna, qua e là e a “veggenti” di vocazione o di mestiere, al salto nel possibile futuro di una nuova fede religiosa che  travalichi le indicazioni e le formulazioni dogmatiche tramandate dalla Chiesa, e dalla Bibbia, per secoli e millenni, se non rispondono più al sentimento, alla ragione, alle esigenze e ai bisogni degli uomini.
Medjugorje- Il monte delle apparizioni Bosnia_Herzegovina_Apr-24-2012_Mi pare che il pontefice  stia tra due fuochi che,  qualunque posizione prenda, possono bruciarlo (come  ci si è bruciato, fino alle  rivoluzionarie dimissioni, papa Ratzinger). Forse è per questo che è stato così “soft”, nonostante non gli piaccia questo termine.I giornali hanno riportato e interpretato il suo discorso  solo come una anticipazione di un possibile pronunciamento critico nei confronti  del fenomeno fideistico  che si è così fortemente radicato nel popolo dei fedeli più credenti ( o creduloni….) mentre tutti  aspettano  una presa di posizione chiara e autorevole da parte della massima autorità della Chiesa, promessa dal papa dopo anni di incertezza e pareri contrastanti  di prelati di vario livello e la crescita abnorme di  un contorno mercenario-turistico fiorito intorno alla  cittadina  bosniaca. Il fatto che papa Francesco abbia comunque già affermato che “la Madonna non manda emissari”  e ironizzato sui “veggenti delle 4 del pomeriggio, fa presumere quale sia il suo pensiero a proposito di Medjugorje. Ma se  la sentenza ufficiale  finale della apposita commissione sarà di sconfessione  delle “apparizioni“, scoppierà il finimondo, perchè c’è ancora tanta parte di fedeli che di queste   forme di devozione,  più superstiziose, idolatriche e pagane che cristiane, ha bisogno; o così crede, perchè ne è stata educata fin dall’infanzia da un catechismo e da una consuetudine clericale che di questi aspetti ha fatto un punto di forza e ne  è stata fortemente nutrita e influenzata. Quel bell’esemplare di superzelante convertito che è diventato Paolo Brosio ha già scritto al papa per  testimoniargli tutti i benefici spirituali e i miracoli e le guarigioni di tumori e Sla che -secondo lui - i pellegrinaggi a Medjugorie avrebbero regalato all’umanità. E lo implora di darne riconoscimento ufficiale.
E poi, se si mette in discussione Medjugorje, prima o poi per coerenza bisognerà ripensare  alla veridicità di apparizioni e miracoli di Fatima e Lourdes, e alla “sacra sindone”  e a tutto l’armamentario e reliquario miracolistico che sta intorno a mille Santuari e ha  fatto peregrinare milioni di fedeli per l’Italia e per il mondo; per non parlare del senso (spirituale o turistico-commerciale??!!) che si dovrebbe dare al prossimo Giubileo…
Va be’ , problemi loro - posso dirlo - perchè io a miracoli, apparizioni e reliquie  non ci ho mai creduto, anzi mi hanno allontanato dalla religione. Ma mi piacerebbe  vedere più gente (prelati e fedeli) che si affida alla ragione e alla pratica di  opere buone, oneste e giuste piuttosto che a questo tipo di fede e devozione, basata su culti esteriori, riti, processioni, pellegrinaggi e genuflessioni davanti a statue e pose ieratiche a mani giunte e con gli occhi rivolti al cielo, come se fosse questa l’essenza e il valore del cristianesimo.

Per questo ho letto con interesse l’intervento del teologo Vito Mancuso che finalmente ha avuto il coraggio di  mettere in discussione anche l’idea di un Dio che “sta nell’alto dei cieli”, con un “Gesù seduto alla destra del Padre“; idea , anche a mio parere, arcaica, che ci è stata inculcata dalla Chiesa e dalla Bibbia, con  i suoi racconti che  presentano un Dio  a immagine e somiglianza di uomo (come il Giove pagano stava sul monte Olimpo) e che era ora di mettere in discussione. Del resto Mancuso non è nuovo a prese di posizione che la Chiesa non ha ancora ufficialmente definito “eretiche” (oggi non sarebbe molto popolare riesumare medioevali  espressioni e scomuniche), ma che in molti nel mondo cattolico hanno criticato.
Cito solo qualche cenno da http://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Mancuso
………
“Il pensiero di Vito Mancuso si può connotare come evoluzionismo teologico…...segue la corrente dell’emergentismo che ha una visione evoluzionista dell’essere…
…Per la rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica Vito Mancuso arriva “a negare o perlomeno svuotare di significato circa una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica”, finendo così per alimentare la confusione. …..
Don Gianni Baget Bozzo ha parlato della teologia mancusiana in termini di “destino gnostico”. A tale proposito occorre segnalare anche un intervento su Famiglia Cristiana da parte di Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, che pure ha attribuito al pensiero di Mancuso la qualifica di gnosticismo…."
Dunque, anche se nessuno dei commentatori finora lo ha notato, la seconda parte del monito di papa Francesco era proprio diretto a Mancuso quando ha detto, tra l’altro…. “l’identità «può indebolirsi e può perdersi». «La croce – ha continuato – è uno scandalo» e quindi c’è chi cerca Dio «con queste spiritualità cristiane un po’ eteree», gli «gnostici moderni» (e gnostici moderni non possono certo essere definiti i fan delle apparizioni...).
E’ evidente che il buon Francesco non  condivide affatto il balzo in avanti di Vito Mancuso, ed è ancorato ad una religiosità che non può permettersi di mettere in discussione dogmi e rituali consolidati, nel timore che crolli tutto l’impianto teologico.
Anche a costo di perdere comunque un’altra parte di fedeli o ex fedeli  a cui di questi dogmi non importa più nulla.
** Intanto la cronaca  di oggi 10 giugno 2015 ci segnala questi fatti poco edificanti per la sua Chiesa che il papa  deve affrontare:
– Affidati alla Congregazione della dottrina della Fede i giudizi sui prelati che non hanno dato seguito adeguato alle denunce di abusi compiuti su minori….
– Cliniche del Vaticano – Dieci arresti (tre in carcere e sette ai domiciliari, tra cui 2 suore ) per il crac della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie,…“Siamo grati al Vaticano – ha detto il pubblico ministero – perché siamo stati tra le prime autorità giudiziarie a beneficiare del nuovo corso di trasparenza e collaborazione della banca vaticana voluto dal santo padre”.
Collaborazione e trasparenza – è sottinteso ma chiaro- che finora sono sempre mancate, su gravi fatti reiterati nel tempo e che, questi sì, hanno generato tanta "confusione" nei fedeli….

lunedì 1 giugno 2015

Un'altra vittoria di Pirro per il PD

E' in pieno svolgimento l'ultimo atto  del penoso teatrino della politica italiana,  con i commenti a caldo sui risultati delle elezioni  di ieri in 7 Regioni. E ci aggiungo il mio.
Ho appena ascoltato, con sofferenza, le dichiarazioni ufficiali in rappresentanza del PD della vicesegretaria Debora Serracchiani, del Presidente  del PD Matteo Orfini (ex "giovane turco"  pienamente convertito alla causa renziana e mansueto come un agnellino da quando ha ricevuto la carica) e di renziani di ferro come Guerini o Carbone e altre. Chi in vecchio stile politichese-dalemiano, chi in stile Biancofiore (nel senso di amazzone  veteroberlusconiana  in versione pro-Renzi) e chi più aggressivo, ma tutti col dente avvelenato contro la minoranza "di sinistra", e tutti pronti nel definire quella del PD una "vittoria ", perchè i suoi candidati hanno avuto la maggioranza in  5 regioni su 7. In apparenza, se ci si ferma a questo dato, potrebbero avere ragione.

Ma di dati ne sono emersi anche altri, e molto preoccupanti, tanto che per il PD, e per Renzi, segretario del partito oltre che capo del governo, questa  può essere considerata una  dolorosa "vittoria di Pirro", per le perdite che  ha subito. Tanto da far sembrare la sua  tempestiva trasferta in Afghanistan, in orribile giacca mimetica su jeans, una fuga da una realtà  che non sa come affrontare.
Naturalmente di un cenno di autocritica o di riflessione su eventuali proprie responsabilità per i dati negativi emersi, pur evidenti, neanche l'ombra. Si parla invece di "resa dei conti" e di punizione dei presunti "colpevoli" (gli altri, quelli in minoranza, ovviamente...)


- ASTENSIONE  primo partito, di maggioranza quasi assoluta.
Un altro calo di votanti del 10% rispetto alle elezioni precedenti (già molto disertate) ha portato la percentuale dei votanti a poco più del 50%. Checchè ne dicano Renzi  e il suo plotone di fedelissimi, questo è un dato di fatto che testimonia un'ulteriore disaffezione e sfiducia  degli italiani per  tutta la classe politica in carica e candidata, e anche una manifestazione di sfiducia in particolare per Renzi e per il suo governo.
Le sue "riforme" e il suo tenace proposito di "cambiare l'Italia", visti i modi e i contenuti   imposti finora, non sono piaciuti  a metà degli italiani. A torto o a ragione, e secondo me, a ragione. In ogni caso, chi governa, deve tener conto dell'espressione di malcontento e sfiducia nei suoi riguardi, da parte dei cittadini elettori. Le elezioni in democrazia servono a questo.
Invece, secondo il suo stile, Renzi dirà, anzi l'ha già detto,  che non è cambiato nulla e che lui "non molla" e "va avanti a cambiare l'Italia" a modo suo ovviamente,  come niente fosse successo; ma sbaglia. Errare è umano, perseverare è diabolico.
Purtroppo gli uomini di potere, che amano il potere fine a se stesso,  non fanno mai autocritiche, non cambiano metodo e non si dimettono mai, ma portano le loro sfide e prove di forza fino all'estremo limite, finchè  la corda non si spezza, o qualcuno più forte di loro  li batte.

- CALO DEL PD come partito.
Renzi finora ha campato di rendita su un precedente 41% di voti  ottenuti dai candidati PD alle elezioni europee,  sorvolando sul fatto che quelli non erano stati voti per lui e per il suo governo  di "larghe intese" e "patto del Nazareno" con Berlusconi, se non indirettamente e in parte. Ora però da queste elezioni regionali, dopo oltre un anno di gestione sua, emerge che il PD nelle liste di partito ha avuto percentuali molto basse, intorno al 22% in media, quindi il consenso per il partito di cui è  segretario è calato di molto. Si parla di 2 milioni di voti in meno rispetto a qualche anno fa e alla gestione Bersani. E lui come segretario non può non tenerne conto e se ne deve assumere la responsabilità.
Quantomeno dovrebbe  dimettersi da questa carica, visto anche  come  ha gestito malamente le candidature, sia quelle vincenti che quelle perdenti, e soprattutto come ha gestito i rapporti con  le minoranze, "di sinistra" o comunque dissenzienti su tante riforme istituzionali importanti, esaperando sempre i toni, sfidando sindacati, lavoratori e vecchi militanti e sbeffeggiando ogni giorno con battute sprezzanti  come "gufi" e menagramo chiunque non condividesse le sue scelte,  portando figure storiche del PD come Cofferati e  giovani  dissidenti  come Civati  e altri, fuori dal partito o sul limite di rotture e scissioni.
Dare oggi la colpa alla "sinistra" della lista Pastorino se ha perso la maggioranza in Liguria, regalandola al centrodestra di Giovanni Toti, portavoce quasi maggiodomo di Berlusconi, è il colmo dell'assurdo se non del ridicolo.  E' tutta la gestione del potere PD in Liguria, passata e recente, che ha portato ad una candidatura sbagliata, nel modo sbagliato (primarie concordate con frange di destra...) e quindi ad una rottura e divisione e disaffezione degli elettori di sinistra che non si sono sentiti rappresentati dalla Paita.
L'accusa contro la sinistra dissidente di aver favorito Berlusconi, pronunciata da chi, come Renzi, sull'alleanza con Berlusconi ha costruito il suo  successo, la sua linea politica, il programma di riforme e la sua scalata a capo del governo di "larghe intese", è un ulteriore segno di arroganza e di ribaltamento delle carte.
I governatori del PD che hanno vinto, come Emiliano in Puglia  e Rossi in Toscana, sono figure quasi "storiche" di un PD di mezza età, poco renziane e  più uliviste, con forte radicamento personale sul loro territorio e alleate con la vituperata (da Renzi) "sinistra".
L'unica "giovane" renziana (sia pur di penultima ora), Alessandra Moretti, ha perso sonoramente, e non c'era una lista Pastorino a toglierle voti, anzi  c'era un centrodestra diviso che  ciò nonostante ha stravinto con Zaia...
Insomma, per dirla  spiccia, il poco illuminato disegno renziano di cambiare il PD, modificandolo geneticamente per  disfarsi della vecchia  e nuova sinistra e per imbarcare elettori e politiche di destra, si è rivelato un flop.
 Perchè ha perso voti a sinistra, favorendo una buona affermazione generale del M5S, ma non ha conquistato quelli di destra o di centro, che sono in parte tornati all'ovile dietro il bonario Toti o Zaia, o dietro l'estremista leghista Salvini; o, pure loro in tanti, non sono andati a votare.

La "vittoria" dell'inquisito De Luca in Campania e il linciaggio della Bindi
Un caso a parte, ma comunque molto significativo  del dramma  del Pd in Campania, con pesanti riflessi nazionali, è quello emerso con la forzata candidatura di Vincenzo De Luca. Con la sua ossessiva convinzione di  volere e dovere vincere  a tutti i costi anche in Campania, non importa come e con chi,  Renzi ha accettato e poi sostenuto la candidatura di un personaggio potente, popolare ma ambiguo, vincente alle primarie con il concorso di elementi di destra fascista e  del clan  cosentiniano, e gravato da un paio di imputazioni che lo rendevano politicamente inopportuno, "impresentabile" e non eleggibile secondo la legge Severino.
Forzatura politicamente molto gravosa per l'immagine di un PD "pulito"  che dovrebbe essere difensore della legalità e della legge uguale per tutti. Forzatura  aggravata  nell'ultimo giorno di campagna elettorale con  il linciaggio mediatico e dichiarazioni  da codice penale di alcuni esponenti PD, De Luca in testa, contro la Bindi, presidente della Commissione Antimafia che, nell'esercizio, legittimo, delle sue funzioni, unanimemente accettate e condivise fino a qualche ora prima, aveva reso pubblico un elenco di candidati con pendenze giudiziarie, tra cui, appunto, De Luca.
Poi De Luca, come prevedibile,  ha vinto lo stesso (e i cosentiniani esultano); ma adesso  si dovrebbe sospenderlo  in applicazione della legge Severino, e tocca proprio a Renzi (ancora in giacca mimetica!?) firmare l'atto. Se non lo firmerà e troverà un escamotage per salvare De Luca e la sua "vittoria", un'ombra molto scura graverà sulla credibilità del Pd come partito della legalità e dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. 
Ho ascoltato l'intervento minaccioso e vendicativo di De Luca contro la Bindi, e ho ascoltato le ragioni espresse dalla Bindi.
Io sto, ancora una volta, con la Bindi.
Un partito che "rottama" a senso unico solo chi non piace o non ubbidisce al capo, e che sostiene invece un De Luca non è il mio partito.

Conclusione
Hanno "vinto" tutti i partiti, a sentir loro, ognuno secondo il suo punto di vista; ma si naviga a vista nella confusione  ideologica e programmatica più totale, a destra, come a sinistra o al centro.
Così  hanno perso un'altra occasione tutti gli italiani, soprattutto quelli che vorrebbero essere rappresentati e votare per candidati che si battano per una precisa e chiara linea politica e un'idea di società a cui si aspira.
Hanno perso tutti gli italiani che aspettano ancora dagli eletti che vengano risolti problemi gravissimi come il debito pubblico che cresce, la disoccupazione, la corruzione e le mafie  sempre potenti e dilaganti, i ritardi su una legislazione laica che tuteli i diritti civili, l'immigrazione incontrollabile,  l'espansione dell'estremismo islamico e le relative complicazioni internazionali, ecc. ecc..



mercoledì 29 aprile 2015

O mangiare la sua minestra o saltare dalla finestra

Mi spiace dovermi ripetere. Ma il metodo  Renzi proprio non mi va giù.  Ho provato per un po' di tempo ad avere fiducia, ad aspettare, a sperare  che maturasse alla prova dei fatti . Ma lui proprio non cambia, anzi persevera e spinge  forzature  e  ricatti all'estremo.
Ho sempre  disapprovato  i capi dei partiti personali, i "decisionisti" arroganti e presuntuosi, i ducetti  di ogni colore o sfumatura di grigio dittatoriale convinti di essere semidei infallibili e intoccabili, del passato remoto e del passato prossimo (Craxi, Berlusconi,  e Grillo nel presente...), perchè ho visto i guai che combinano e le macerie che lasciano dietro di loro, prima o poi. E Renzi si è buttato a capofitto proprio in questa nefasta categoria, e io non posso che dissociarmi da lui e da chi nel PD lo segue e approva, consolidandone il potere personale e favorendone gli errori.
Se già non bastassero le brutte riforme che ha fatto finora  in materia  istituzionale (Senato, Aree metropolitane) ed economica (Jobs act e altro...), per i miei parametri di giudizio basta vedere come si sta comportando ora per imporre a tutti i costi la "sua " riforma elettorale, nata da un patto con Berlusconi (che ora rinnega), più o meno rabberciata con qualche emendamento che non la rendono certo appetibile e augurabile.

Ma anche se fosse una riforma perfetta, quando la si vuole imporre  con la forza di un ricatto nei confronti del proprio partito, del Parlamento e dell'Italia tutta, e  si dice "o mangiate questa mia  minestra o vi buttate dalla finestra", si esce dal seminato della buona politica  e da quello che dovrebbe essere un metodo democratico da statista serio e si  entra in un campo minato  da cui per bene che vada qualcuno esce mutilato.

Subordinare la tenuta del governo, tra l'altro in una fase di crisi economica e conflitti sociali persistenti, all'approvazione di questa legge elettorale detta Italicum, legando indissolubilmente  l'uno all'altra, e  dicendo che, se non verrà approvata, Governo e Parlamento dovranno andarsene tutti a casa, è una pessima mossa. A molti, e a me per prima, viene voglia di replicare "e andatevene, che non perdiamo niente, visto quello che fate!!! Se insistete a voler "cambiare l'Italia"  in questo modo,  ovvero in peggio, se ve ne andate a casa ci fate un favore..."

Pessima idea anche quella di precettare via messaggino i parlamentari del PD  intimando loro di votare la legge elettorale così com'è ora, e legandola al voto "di fiducia", pretendendo di  definire questo improprio richiamo all'obbedienza  e alla disciplina di partito un atto di "dignità", come se chi non l'approva fosse "indegno". Non mi pare questo un comportamento dignitoso per un capo di partito che è anche capo del governo, che vuol imporre a tutti i costi la sua volontà all'uno e agli altri, incurante delle conseguenze che il suo atto di forza può avere sul suo partito e sul Paese intero.
Vale la pena giocarsi tutto per far approvare questa legge? 
E' coraggio o alterigia nel voler sempre dichiarare che lui "ci mette la faccia"? O è solo "faccia tosta" e sfida continua?
Quanto si può durare procedendo così?


domenica 29 marzo 2015

Tutto è relativo, anche la giustizia....

Non sono una fan dei processi  mediatici che  voltano e rivoltano per anni i casi di cronaca nera, spiattellando  pareri (interessati) di avvocati delle parti, esperti tuttologi a gettone di presenza, testimoni veri e  presunti, amici, parenti e vicini di casa e quant'altro  possa servire a inzuppare il pane della curiosità morbosa di  certo pubblico.
Ho sempre cercato di conoscere e di capire distinguendo il giornalismo di informazione presumibilmente seria, dal giornalismo-spettacolo dei talk show televisivi. Ma non posso esimermi dal commentare  quest'ultima sentenza della corte di Cassazione che ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox dall'accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Khercher 8 anni fa, per le implicazioni e conseguenze che comporta.
 Sentenza sconcertante e preoccupante perchè arriva  a ribaltare precedenti sentenze e dopo 5  processi, dai quali sono scaturite per 3 volte condanne e per 2 volte assoluzioni.
Caso emblematico ma comunque non raro, frutto della  complessità e delle contraddizioni  del nostro sistema giudiziario e dei suoi tre gradi di giudizio, oltre che dei margini di discrezionalità di cui sembrano godere i giudici nei vari livelli di indagine e giudizio.
 Il commento più appropriato a questo punto mi sembra quello della madre della vittima "... Adesso siamo delusi. Perché non c’è una soluzione del delitto. Finisce tutto così, con un punto interrogativo. E allora questo verdetto è una sconfitta del sistema giudiziario italiano..."

Sistema  garantista, pensato per dare ad ogni imputato la possibilità di difendersi da eventuali condanne in primo grado ritenute ingiuste, quando si trovino nuove prove o testimoni che possano  dimostrarne l'innocenza. O viceversa  dare la possibilità  alla pubblica accusa di riaprire il processo contro un imputato assolto, quando  nuovi elementi possano metterne in dubbio l'innocenza e quindi  assicurare alla giustizia e alla dovuta pena un colpevole.
Tutto giusto, in teoria. Ma in pratica il nostro sistema  offre anche  l'occasione  per il prolungamento di indagini e processi  per decenni o fino  alla tagliola della prescrizione, tanto  più quando l'imputato ha mezzi economici e avvocati abili che  sanno sfruttare tutti i possibili cavilli  e  codicilli di una complicatissima legislazione con conseguenti rinvii e ribaltamenti di sentenze. 
Quando  i casi giudiziari  hanno protagonisti noti o molto  seguiti dalla stampa si sa che l'opinione pubblica  si divide tra colpevolisti e innocentisti e ognuno si improvvisa giudice per conto suo. Poi, a sentenza pronunciata, gli uni gongolano e gli altri  si indignano a seconda  che la sentenza coincida col loro giudizio. E fin qui direi niente di male, è normale, fin che c'è libertà di pensiero.

Non è normale  invece, anzi è perniciosa,  la strumentalizzazione delle sentenze che viene praticata  da politici  e giornali  legati agli interessi di inquisiti che non perdono occasione per mettere in cattiva luce la magistratura tutta, facendo di ogni erba un fascio  per avvalorare la comoda tesi che i giudici, quando condannano, "sbagliano", hanno torto e devono "pagare", e gli inquisiti hanno sempre ragione e sono vittime di persecuzione ingiusta.
C'è chi si diverte poi  a "sbattere il mostro in prima pagina", specie se il "mostro" gli sta antipatico, o è di pelle scura, o è exatracomunitario, o di un partito avverso, o è un giudice....
Il caso delle controverse sentenze con assoluzione finale per l'omicidio di Meredith è dunque occasione ghiotta  per i detrattori della  magistratura, anche perchè cade ora che si è in procinto di varare una "riforma" della giustizia  che vuole imporre un certo tipo di responsabilità  e di penalizzazione dei magistrati che "sbagliano".
E l'ex imputato assolto in via definitiva Sollecito, col supporto della sua illustre avvocatessa Giulia Bongiorno, è già lì che reclama un risarcimento milionario ( ma oggi l'avvocatessa in conferenza stampa ha corretto un po' il tiro con un "vedremo...").
Anche questa sarebbe cosa giusta in teoria, ma in pratica  si aprono molti interrogativi
Intanto, checchè ne dica l'avvocatessa, il dubbio può sempre persistere, perchè anche se un imputato per  sentenza definitiva è stato legalmente riconosciuto innocente, potrebbe non esserlo affatto, ma aver beneficiato del fatto che non si sono trovate prove sufficienti a condannarlo e i giudici nel valutare il caso hanno ritenuto che, nel dubbio, fosse meglio lasciar libero un presunto colpevole piuttosto che rischiare di condannare un innocente.
E il dubbio è più che giustificato quando ci si ritrova davanti a casi controversi come questo, che hanno visto tre precedenti sentenze di condanna e la condanna definitiva di un terzo imputato (Rudy Guede, di pelle scura...) "in concorso con altri". Ed è rimasto accertato e punito il fatto che "l'innocente" Amanda tentò di incolpare un tale che fortunatamente aveva un alibi.... Si può onestamente sostenere che i giudici che si pronunciarono per la condanna agirono in mala fede, con dolo o con imperizia? O semplicemente diedero in buona fede una interpretazione diversa delle prove e delle testimonianze raccolte a quel tempo? Come e chi può valutare se si trattò di errore giudiziario meritevole di punizione personale del giudice e dello Stato che rappresentava, o se si trattò invece di legittima e giustificabile valutazione?
Se il sistema giudiziario prevede tre gradi di giudizio è ovvio che si possano avere sentenze di segno diverso; ma questo comporta sempre che le sentenze precedenti  siano passibili di condanna e penalizzazione personale dei giudici e obbligo per lo Stato di risarcimento?
Se  si arriverà ad avvalorare questa tesi, quale giudice si azzarderà più ad emettere sentenze di condanna in primo grado (specie se di un imputato potente e ricco...), sapendo che se poi questo verrà assolto in appello dovrà risponderne in prima persona ed  essere condannato lui?
Avremo più o meno "errori giudiziari"? Avremo meno innocenti in carcere e/o più colpevoli liberi e impuniti? Sarà più garantito l'individuo onesto o il disonesto, e la società tutta?
Ai posteri l'ardua sentenza (definitiva?).

venerdì 20 marzo 2015

Dio non lo vuole!


I  "Crociati" cristiani  del Medioevo  provocarono guerre e stragi di "infedeli" musulmani al grido di "Dio lo vuole", anche se il Gesù a cui dicevano di ispirarsi non aveva mai  preso un'arma in mano.
Adesso i  nuovi Jihadisti, crociati-terroristi  in versione musulmana,  uccidono e fanno stragi di "infedeli" in chiese, mercati, redazioni di  giornali, cristiani o di altra setta musulmana, o comunque di chiunque capiti a tiro sulla loro strada,  al grido di "Allah akbar" (Allah è grande) dimenticando che  l'Allah nel cui nome combattono è definito "clemente e misericordioso"  all'inizio di ogni sura del suo Corano.
Nel corso  del primo e del secondo millennio dopo Cristo non si contano le guerre di religione tra popoli cristiani e  le cruente conquiste di nuove terre fatte "in nome di Dio", un Dio che non è mai intervenuto a smentirli o rinnegarli, nonostante abbiano fatto tante vittime (non c'era, o se c'era dormiva, o così voleva!!??).
I seguaci Arabi  (e Turchi) di Maometto e Allah pure non furono da meno, dal 622 in poi, estendendosi con i loro eserciti nel Medio Oriente, nord Africa e in parte anche in Europa (Spagna, Sicilia... finchè qui non furono fermati o cacciati da  eserciti cristiani). Ma hanno continuato ad espandersi dovunque possibile.

Ma non è ora che gli uomini pacifici, razionali e giusti, credenti e non credenti di ogni luogo, si stanchino  di essere usati, martoriati e strumentalizzati  dai fanatici di ogni credo e proclamino una nuova crociata ideologica, senza croci, nè mezze lune, nè armi nè spargimento di sangue, al grido di   "DIO NON LO VUOLE!!"? (meglio sarebbe appellarsi alla ragione ma avrebbe meno seguito...)

Come? Non lo so, ma credo che non bastino più le  marce  pacifiste  di Assisi o le prediche bonarie di Papa Francesco o gli incontri interreligiosi  dove ogni tanto si incontrano capi delle diverse religioni, ognuno con il suo copricapo distintivo d'ordinanza, per simulare un  benevolo "dialogo " tra sordi, ad uso stampa (e foto) propagandistica, quando poi ognuno di loro torna a casa a predicare quel che ha sempre predicato, ritenendosi infallibile portavoce del suo Dio e della sua verità unica e  indiscutibile.

Se questi capi religiosi non  fanno un onesto esame di coscienza e non hanno l'intelligenza, la volontà e il coraggio per mettere in discussione le loro arcaiche e immutabili credenze, le loro rispettive e contrastanti "sacre scritture" millenarie e i rituali e le tradizioni superate  dall'evoluzione del pensiero e della scienza umana sviluppatasi  nel corso di secoli,  ci saranno sempre  nuove guerre di religione, e fanatici o esaltati che li prendono troppo sul serio e alla lettera.
Ma se i capi, come temo,  non vorranno mettere in discussione i loro dogmi (e il loro potere di condizionamento e influenza sulle masse), bisogna che siano i "fedeli" ad allontanarsi, ad essere sempre meno fedeli e osservanti, a liberarsi e uscire dalle gabbie mentali in cui sono stati rinchiusi fin dall'infanzia nel loro ambiente sociale e impegnarsi per la laicità delle istituzioni, la secolarizzazione dei costumi e la libertà di pensiero.
So che è impossibile  pensare ad un mondo senza religioni, e che anche senza queste gli uomini troverebbero ugualmente pretesti per  fare guerre  e ammazzarsi a vicenda.
Ma sarebbe già un successo  e un passo avanti,  togliere di mezzo almeno una delle cause di problemi  e confitti che più hanno provocato danni nella storia: la pretesa di agire in nome di Dio, quando si uccide o mortifica l'uomo e la donna.
Sarebbe già un successo  far capire a tutti che il mondo e la specie umana non sono cominciati con la partenza di Abramo dalla città di Ur verso la "terra promessa" agli ebrei in Palestina, o nell'anno zero della presunta nascita di Cristo, nè con la data dell'egira, o fuga di Maometto dalla Mecca a Medina, anche se si son voluti impostare i rispettivi calendari da quegli anni.
Il cammino degli uomini è cominciato molto prima e in tanti altri luoghi, con credenze e culti diversi, scritture e civiltà. In nome di quei culti e religioni sono state compiute tante opere buone e tante opere cattive. Si conservi quanto di buono e costruttivo è stato fatto nei secoli, nella cultura, nell'arte e nealla scienza, e si rigettino i messaggi distruttivi e nefasti per la convivenza civile.

Diciamo pure con chiarezza che oggi l'unica religione che non riesce, o non vuole, trattenere  i suoi fedeli entro un ambito  di convivenza pacifica, è l'Islam.  Inutile che  tanti musulmani, che si definiscono moderati, pur in buona fede, credano di poter tirarsi fuori dalle responsabilità limitandosi a dire che "l'islam è una religione  di pace".  Bisogna che lo dimostrino coi fatti.
Nel Corano, come nella Bibbia, ci sono tanti messaggi contraddittori, versetti e sure che invitano all'amore e alla pace e altri che inducono  ad una sottomissione che  mortifica la libertà di pensiero, e che incitano alla lotta contro "gli infedeli".  Comunque sia, se si ha fede e si crede in un Dio creatore, bisogna in primo luogo amare e rispettare il suo creato e le sue creature.
Se non si dice chiaramente che questi testi "sacri" non sono "parole di Dio" da prendere alla lettera, ma parole di uomini, patriarchi, profeti o divulgatori, espressione della mentalità del loro tempo, che vanno letti  e reinterpretati alla luce delle conoscenze attuali, e delle nuove esigenze umane, non si toglierà mai  quel consenso sociale che dà alimento e copertura e giustificazioni religiose ai terroristi che sparano  a innocenti turisti e passanti in nome di Allah (ma usando strumenti modernissimi, non previsti dal Corano, come mitra, giubbotti esplosivi, spostandosi in aereo e usando petrodollari, telefonini e computer....).

- Per analogia, ricordo che il fenomeno, gravissimo, del terrorismo e brigatismo detto "rosso" in Italia negli anni '70/80, fu debellato grazie ad un deciso intervento di polizia e magistratura  contro i gruppi armati ("rossi" e "neri"), e grazie anche alla chiara ( e forse un po' tardiva) presa di distanza ideale e concreta da parte delle forze democratiche di sinistra, che agli inizi, al loro interno avevano manifestato una qualche condiscendenza e comprensione per quella che veniva presentata come una lotta ideologica per "abbattere il sistema" di potere vigente (prevalentemente democristiano), ritenuto ingiusto; come se sparando contro magistrati, poliziotti, giornalisti, o dirigenti di fabbrica, o politici come Aldo Moro, e facendo esplodere bombe su folle inermi, si potesse realizzare una nuova "Resistenza" e costruire un sistema e una società migliore....

- Un'altra cosa che Dio, o Allah, non vogliono (se davvero si crede che siano clementi e misericordiosi) è che gli uomini si accapiglino e litighino per difendere o imporre a tutti i costi ai rispettivi "fedeli" modi di mangiare o vestire attribuendoli a precetti divini. Ma vogliamo proprio continuare a credere in un Dio, così potente e illuminato da aver creato cielo e terra e tutto l'universo, che  avrebbe perso tempo a  dettare (sempre in sogno o tramite angeli....) ora a un popolo ora a un altro, in secoli  e luoghi diversi, regole e precetti diversi su quali animali mangiare o quali non mangiare, e come ucciderli e cucinarli, se mangiarli di venerdì o di sabato, e su come ingraziarsi il suo favore con vestiti, riti e cerimonie prefissate?
Non è un'offesa a Dio attribuirgli mansioni di cuoco e maestro di cerimonie? Quanto sarebbe più facile convivere se  lasciassimo che ognuno mangi come vuole e quel che gli piace, anche secondo le sue abitudini e tradizioni, ma senza pretese e veti da tabù religioso che rendono quasi impossibile gestire le mense scolastiche e le macellerie ....

- E credo anche che non sia Allah a volere che le donne  musulmane  si coprano per forza il capo o addirittura il volto quando escono di casa. Sono gli uomini che lo pretendono per dimostrare agli altri che le "loro" donne  sono buone e fedeli musulmane, sottomesse e osservanti . E mi spiace che le donne, anche quelle  emigrate in Occidente, dove sarebbero libere di scoprirsi, continuino a mortificarsi con quegli arcaici e tristi fazzolettoni e camicioni "per scelta spontanea", come dicono ingenuamente (o ipocritamente, per timore del marito o per compiacerlo),  anche quando sono intelligenti.
Tanto si capisce benissimo che quel fazzoletto è per i musulmani,  uomini e donne, una bandiera religiosa da ostentare per distinguersi e "contro" le religioni altrui, e una barriera, simbolica e reale, che non consentirà mai una vera emancipazione e integrazione.
Continuare ad indossarlo è  ancora un segno di sottomissione pubblica e privata ad una visione fondamentalista dei "precetti" religiosi. Smettere di indossarlo sarebbe un  già una bella risposta ai fondamentalisti, un gesto liberatorio, una nuova "primavera araba" o rivoluzione incruenta che le donne potrebbero e dovrebbero combattere in prima fila, e gli uomini capire e sostenere, se davvero vogliono  liberarsi dalle imposizioni delle teocrazie  e costruire una società moderna e democratica.

mercoledì 11 marzo 2015

No comment

Notizie del giorno di ieri pubblicate sulla stampa di oggi:
1) La Cassazione dopo  9 ore di discussione  ha confermato la sentenza di assoluzione  data a Berlusconi dalla Corte di Appello, liberandolo così definitivamente dalle imputazioni di prostituzione minorile e concussione  che una precedente Corte di Assise in prima istanza  gli aveva attribuito infliggendogli una condanna a 7 anni di carcere.
Dunque anche per la esimia Suprema Corte  di giustizia (o ingiustizia??!!!) all'italiana, come a suo tempo per il disonorevole Parlamento italiano, il settantenne ex capo di governo, pur confermato come  gestore di un sistema di  prostituzione nelle sue dimore pubbliche/private  di Palazzo Grazioli e Arcore, non sapeva che  la giovane marrocchina Ruby era minorenne, e la riteneva addirittura nipote dell'allora Presidente egiziano Mubarak.
Le sue telefonate  alla Questura  e ai dirigenti di polizia  di Milano, per  indurli a liberare subito la ragazza  arrestata perchè  accusata di furto da una "collega", erano solo amorevoli consigli  per evitare  ripercussioni internazionali, che funzionari troppo zelanti, ossequienti  e timorosi hanno interpretato come pressioni, cedendo seduta stante a quegli amorevoli consigli per ignavia. Colpa loro quindi l'aver consegnato la minorenne  prostituta e ladruncola (presunta??!!), invece che ai servizi sociali, alla prosperosa igienista dentale, Nicole Minetti, consigliera regionale di Forza Italia che subito la scaricò  presso altra prostituta.
Si può commentare una notizia così senza provare un  irrefrenabile e profondo  senso di nausea?
Così oggi l'indistruttibile  distruttore di ogni residua morale nazionale se la ride di gusto e, appena reduce  dal servizio sociale  allegramente prestato per qualche mese per un'altra  condanna dagli effetti risibili, si ripresenta baldanzoso sulla scena politica, del resto mai abbandonata, a capo di un partito e di una destra che, se  pur  ferocemente lacerata da divisioni interne e inconsistenza di contenuti, soprattutto per causa sua, continua a ritenere di non  poter fare a meno di lui come padrone e guida in eterno.

2)La Camera ieri ha approvato a maggioranza una  Riforma della Costituzione, su disegno di legge Boschi "che prevede, tra l’altro, il superamento del bicameralismo paritario e la sostituzione del Senato elettivo. Su 489 presenti, i voti favorevoli sono stati 357, i contrari 125 e sette gli astenuti. Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto, Forza Italia ha votato contro, così come hanno fatto Sel e Lega Nord. Il partito di Silvio Berlusconi è però arrivato estremamente diviso al voto: lo strascico di questa spaccatura è la lettera di 18 parlamentari azzurri che hanno lamentato allo stesso Berlusconi un «deficit di democrazia» all’interno del partito".
 Così scrive il Corriere della Sera che poi aggiunge "sul fronte democratico, arriva l’altolà della sinistra del Pd, guidata da Gianni Cuperlo, che in un altro documento (firmato da 24 parlamentari) fa sapere che «nel caso in cui il governo rifiutasse di riaprire il confronto sulle ipotesi di miglioramento avanzate da più parti, ciascuno si assumerà le proprie responsabilità». Posizione che riprende le dichiarazioni rilasciate in mattinata da Pier Luigi Bersani: «Il patto del Nazareno non c'è più - fa notare l'ex segretario -, non si dica che non si tocca niente. O si modifica in modo sensato l'Italicum o io non voto più sì sulla legge elettorale e di conseguenza sulle riforme perché il combinato disposto crea una situazione insostenibile per la democrazia».
Di fatto però quasi tutta la sinistra, Bersani in testa, e le altre componenti delle "minoranze" PD hanno votato a favore di una legge che disapprovano, per "responsabilità" e disciplina di partito, tranne Fassina, Civati, Boccia e pochi altri.
Come hanno votato compatti i deputati di Forza Italia, "per un atto di amore per Silvio che ce lo ha chiesto"  avendo ora  deciso di  passare all'opposizione per  motivi elettorali, e avendo già ottenuto  tutti i vantaggi possibili dal "Patto del Nazareno"  contratto segretamente con Renzi e ora apparentemente  rotto.
 E Renzi è  quindi oggi un altro che gongola e si pavoneggia felice su Twitter  per questo risultato che dal suo punto di vista è un successo, avendo  di nuovo "asfaltato" le minoranze  del suo partito e imposto il suo diktat e il suo distruttivo e intoccabile pacchetto di "riforme", concordato a suo tempo con Berlusconi e Verdini. "Riforme"  istituzionali che snaturano l'impianto costituzionale e  renderanno l'Italia meno democratica e più succube della oligarchia o casta di non eletti, nominati da un partito, l'ex PD diventato PDR  (Partito di Renzi)  per imperscrutabile disegno divino o per oscure e smisuratamente ambiziose trappole terrene  disseminate ovunque per conquistare un potere personale assoluto. E in tanti paiono ben felici di farsi intrappolare per godere di luce e potere riflesso.
E gongolano pure le  ministre, presidentesse  e onorevoli varie di sua nomina e scelta, che si sentono evidentemente miracolate e  in dovere di  gratitudine e obbedienza imperitura  verso il loro leader,  e si esibiscono in  quotidiane entusiastiche ripetizioni di slogan, come facevano le un tempo disprezzate veline-vallette-amazzoni di Berlusconi. Boschi, Serracchiani e colleghe varie  sono diventate la naturale espressione di continuità in versione renziana delle Biancofiore, Carfagna e Santanchè di berlusconiana memoria e modello politico.

3) Per il resto, ha fatto notizia Rocco Siffredi nudo sull'Isola dei famosi (pietà...). 
4) Mentre in Nigeria  una ragazzina si è fatta saltare in aria in un mercato uccidendo 34 persone, oltre se stessa, in  ottemperanza ai voleri di Boko Haram e del suo Allah.
PS. Come si può commentare un mondo così??