domenica 11 gennaio 2015

Commento ai commenti su una strage di giornalisti in nome di Allah

Sarò anche una Cassandra testarda e pessimista incurabile, come da soprannome scelto, ma è difficile oggi essere ottimisti e preconizzare un 2015 felix, per l'Italia, l'Europa e il mondo, dopo quel che è successo a Parigi il 7 gennaio scorso, con la strage  dei vignettisti, giornalisti e guardie del settimanale satirico Charlie Hebdo e con tutto quello che ne è seguito.
Mi pare superfluo da parte mia  "portare vasi a Samo", nel senso di  aggiungere ai tanti un ulteriore commento di condanna (peraltro già espresso su vari forum di giornali) di questo fatto, gravissimo in sè per la morte di tante persone, e altrettanto gravissimo per il suo significato e per le implicazioni enormi che porterà come conseguenza.
Infatti non è tanto sulla strage che mi voglio soffermare, pur  sentendomi tanto avvilita nel constatare  che nella Francia, la patria che tra tante lotte e sofferenze  insegnò al mondo il  motto più bello che ci sia "liberté, égalité, fraternité", dopo oltre due secoli da quella  proclamazione e diffusione universale, ancora  ci sono uomini accecati dall'odio religioso che uccidono in nome di un dio chiamato Allah.

Preferisco soffermarmi sui commenti che ho letto sui giornali, espressi  da giornalisti e dai politici ma soprattutto dai cittadini comuni su "social network" e  tra i lettori di giornali nei forum aperti sotto gli articoli relativi.
Ed è proprio tra questi commenti che ho rilevato un ulteriore motivo di preoccupazione.
La prima cosa che ho notato è stato il diffuso riferimento alla qualità delle vignette pubblicate dal settimale francese. Si è detto e ripetuto che quelle vignette  che ironizzavano su Maometto erano volgari, offensive  e irrispettose del sentimento religioso dei musulmani.
Certo che lo erano, e quindi?
Quasi si sottintendeva che in fondo  quei vignettisti se la sono cercata e voluta. Nessuno ha osato dire "ben gli sta", ma lo faceva capire e  forniva una bella giustificazione per i terroristi, che ovviamente ringraziano.
A parte il fatto che i terroristi nella loro folle smania assassina hanno ucciso anche persone che non c'entravano e che si sono trovate sulla loro strada, e un loro complice  ha fatto strage anche in un supermercato frequentato da innocui ebrei (guarda caso...) colpevoli di fare la spesa nel momento sbagliato, mi pare sbagliato offrire questo genere di giustificazioni, che sono associate in genere ad un timoroso sentimento di riverenza, chiamato "rispetto per il sentimento religioso", ma che in realtà è rinuncia  alla libertà di critica e satira nei confronti delle religioni, come fossero tabù intoccabili . Sembra valere ancora oggi il vecchio detto popolare (di sicura ispirazione clericale...) "scherza coi fanti ma lascia stare i santi".
E perchè mai?
Si può criticare e satireggiare su tutti, capi di Stato, politici, scienziati, eroi del passato e del presente, confutare le loro idee pur documentate e motivate, e non si può ironizzare sui profeti e le cosiddette "verità rivelate" in sogno da angeli e arcangeli a personaggi di  millecinquecento o duemila anni fa, e imposte, senza facoltà di prova, come "parole di Dio" nel Corano e nella Bibbia?

Infatti crediamo davvero che autocensurandoci e censurando le vignette volgari e irrispettose delle religioni elimineremmo il terrorismo islamico? Io credo invece che se accettiamo il ricatto di coloro che pretendono oggi le censure alla satira, questi non si accontenterebbero  e pretenderebbero poi altre restrizioni alla nostra libertà e ai nostri diritti di uomini e donne, come succede nei regimi governati dalla sharia e a chi cade nelle mani di Al Qaeda o Isis. Per costoro è blasfemo qualsiasi modo di vestire o parlare e agire che non sia coincidente con la loro distorta idea di religione e di Islam. Perciò va difesa, senza se e senza però, anche la libertà di satira volgare e irrispettosa, perchè rappresenta la punta dell'iceberg delle nostre libertà; può far ridere o disgustare, ma non uccide nessuno. Se non piace la si ignori o critichi o, al limite, quereli il vignettista (come  fecero D'Alema e pochi altri...). Ma la condanna a morte di un uomo, un vignettista, o giornalista o scrittore, quand'anche pessimo, non si giustifica mai. 

Anche le vignette di Forattini, o Vauro e altri disegnatori satirici sono talvolta volgari e irripettose dei personaggi che mettono in caricatura. Ma non per questo gli autori meritano di essere sterminati a colpi di kalasnikov, e non mi sognerei mai di giustificare chi lo facesse. Il punto cruciale non sta nel fatto che la satira sia bella o brutta, gradita o no. L'importante è che sia libera di esistere e manifestarsi; poi ognuno deve essere altrettanto libero di apprezzarla o criticarla o ignorarla.

Altra "giustificazione" che   emergeva dai commenti  di tanti lettori di area grillina o di certa sinistra era l'immancabile colpevolizzazione dell'Occidente  e degli interventi di USA, Francia e altri paesi dell'Occidente in Iraq, Afghanistan, Libia, "primavere arabe" fallite, questione arabo-palestinese, ecc. E' vero che i paesi dell'Occidente di colpe ne hanno tante e di errori  ne hanno commessi tanti, con conseguenze anche gravi, vittime e ingiustizie. Ma è anche vero che in tutte quelle complicatissime situazioni in cui sono intervenuti, errori e colpe sono  equamente da dividersi anche con i governi e i clan e le mentalità tribali di quei popoli forzatamente tenuti nell'ignoranza o indottrinati dalle sole scuole coraniche.
Ed è anche vero  che  nei paesi dell'Occidente ci sono ordinamenti che garantiscono  maggior libertà e benessere ai loro cittadini, tanto che sono  i cittadini  di tanti paesi arabi o mediorentali che fuggono dai loro paesi d'origine travagliati da regimi assolutisti, guerre intestine di clan o tra sunniti e sciiti, oppressione e povertà o fame, per trovare rifugio qui da noi.
E' dunque giusto che  noi cittadini residenti nei paesi dell'Europa e dell'Occidente  difendiamo "la nostra identità" a fronte delle barbarie  del terrorismo islamico. Ma non nel senso ostile e divisivo in cui la difendono Salvini  &C.. La nostra identità da difendere non sta tanto nei crocefissi nelle scuole (come l'identità islamica non dovrebbe stare nel terrorismo o nel velo imposto alle donne...), ma nella laicità delle istituzioni, nella democrazia e nella libertà di pensiero, di stampa, di religione e di critica delle religioni.
In ultima analisi, nella affermazione, senza se e senza ma, per tutti, credenti e non credenti, cristiani, musulmani, ebrei o induisti, dei principi universali  riassunti nel motto "liberté, égalité, fraternité.


 

martedì 6 gennaio 2015

Furbizia (comunque maldestra), ignoranza o malafede?



Stavolta mi risparmio la fatica di pensare e scrivere perchè c'è già chi ha  descritto molto bene e con cognizione di causa  quello che anch'io da osservatore  disincantato penso:

Furbizia o solo ignoranza?

La norma «Salva Berlusconi» e il problema della trasparenza

di Luigi Ferrarella

Al supermercato c’è la tracciabilità del cotechino e si può sapere tutto della filiera di provenienza di un kiwi: nei Consigli dei ministri del governo di Matteo Renzi, invece, sembra difettare la tracciabilità delle norme «orfane» o «desaparecide». Soprattutto nei decreti legislativi, dove deleghe troppo generiche ed estese conferiscono all’esecutivo un potere sottratto a un effettivo controllo parlamentare, persino superiore a quello dei già troppo abusati decreti legge. Sempre più spesso nelle sedute di governo non si capisce chi e perché faccia sparire in uscita norme che in entrata c’erano; o chi invece infili e faccia votare a distratti ministri norme che in entrata non c’erano, e che all’uscita nessuno più nel governo sembra riconoscere o addirittura conoscere.  

........Il resto è leggibile al link

http://www.corriere.it/politica/15_gennaio_05/furbizia-o-solo-ignoranza-7338c026-94a7-11e4-b882-edd16a1de18c.shtml   

sabato 22 novembre 2014

Non in mio nome

Mi dispiace, ma stavolta  non andrò a votare per le elezioni amministrative  regionali dell'Emilia Romagna. Per me è una sconfitta, una contraddizione con un principio che ho sempre predicato e, per quanto mi era possibile, praticato: quello della partecipazione attiva e consapevole come cittadina alla vita politica del Paese, con l'esercizio in primo luogo del voto, strumento indispensabile per la manifestazione della propria libertà di scelta e quindi  per la sopravvivenza della democrazia.
Ma stavolta mi arrendo e rinuncio. Visti i pessimi risultati ottenuti finora con il voto, stavolta pratico il "non voto", o l'astensione che dir si voglia, come estremo rimedio a mali estremi, o quanto meno come espressione di una protesta contro la gestione della politica regionale e nazionale  attuata in questi ultimi anni e mesi.
Inutile ricordare ora i meriti e anche le cose buone fatte, in particolare da esponenti del partito, il PD, che ho contribuito a fondare e in cui avevo sperato, partendo da un lungo e ormai lontano percorso iniziato con l'Ulivo.
Ma i meriti  sono stati vanificati da  demeriti che  io non posso più sottacere e perdonare.
Cosa non posso perdonare? A livello regionale, il caso Marco Monari, la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia sopportazione. Che costui fosse un individuo  di scarsissima levatura politica  ma di evidente  e unica capacità di fare carriera  mettendosi alle costole, come portaborse e  apparentemente fedelissimo delle figure politiche di  maggior importanza che via via emergevano nell'area del centrosinistra a Bologna, l'avevo capito io che sono l'ultima dilettante-simpatizzante di provincia, fin dai tempi del primo Ulivo.

C'erano tanti bravi  giovani che si impegnavano a quei tempi e che apparivano molto più sinceri, motivati e preparati, eppure  era Monari che fu di fatto imposto al più alto livello regionale, prima nei Democratici, poi nella Margherita e infine nel PD, con i soliti meccanismi della cooptazione, della candidatura unica  perchè "non c'erano alternative", per  finire incoronato addirittura a capo di Gabinetto, consigliere regionale, e - ti pareva - capogruppo per il PD, sulla comoda slitta di babbo Natale del listino di Errani per due legislature. Praticamente senza mai essere stato scelto ed eletto per selezione democratica.

Ricordo di aver scritto già nel 2004 ai massimi vertici lettere di critica e protesta per il metodo adottato per favorire la resistibile scalata di Monari. Naturalmente senza ricevere risposta, anzi l'effetto contrario.
Ora  dalla inchiesta delle "spese pazze" dei consiglieri regionali e dalle intercettazioni telefoniche pubblicate emerge la volgarità del personaggio e la  sua opaca qualità morale per l'uso improprio fatto del pubblico denaro.
Ma possibile che nessuno tra i big (La Forgia, Albertina Soliani,  Prodi, Errani...) a cui si era attaccato l'avesse capito di che pasta era fatto?
Ed è per questo che io non ce l'ho con Monari, o solo con lui, ma con tutto l'apparato bolognese-emiliano che l'ha favorito  e sostenuto ad occhi  chiusi (???). E  di casi Monari, e simili, ma anche  peggio, con imputazioni  più gravi per esponenti PD, ne sono venuti fuori  un bel un po' in tutte le regioni italiane.

E non è tutto. Anche a livello nazionale  Matteo Renzi sta  imponendo un metodo e una linea al partito e al governo del paese che non condivido e che non rappresenta le mie idee e le mie aspirazioni. Io alle ultime elezioni europee avevo votato per un PD che prometteva altre cose; ma Renzi, grazie alle primarie e ai tanti voti ottenuti dal partito (il 41%), se ne è impadronito a passi da gigante e metodi spicci, per fare una "sua" politica e un "suo" partito personale simil- berlusconiano che snatura completamente  i contenuti ideali, morali e materiali che dovevano caratterizzare un partito di centrosinistra.
Mi dispiace  per quanti, candidati ed elettori in buona fede, continuano ad impegnarsi all'interno del PD, e so che ce ne sono di onesti e bravi. Ma stavolta non ne appoggerò nessuno perchè è troppo forte la mia convinzione che essi non conteranno nulla se ai massimi livelli si continua con questi metodi e si impedisce di fatto  che possano avere un ruolo,essere ascoltati e procedere su un' altra linea.
Ho visto il destino toccato ai Marino, Puppato e Civati, che avevo sostenuto negli anni scorsi: o  "integrati nel sistema" del consenso per dovuta obbedienza al partito (o per l'esattezza a chi comanda nel partito), o osteggiati, o sbeffeggiati e sempre sul punto di essere cacciati.


Tornerò a votare per il PD  quando  cambierà davvero verso (non quello di Renzi) e saprà  far emergere  candidati  che pratichino l'onestà personale, la lotta alla corruzione e alle mafie, e difendano sul serio la giustizia sociale, la legalità e la giustizia penale e civile uguale per tutti, la laicità delle istituzioni, la equa promozione del lavoro e dei lavoratori e il rispetto sostanziale della Costituzione.

Tutte qualità e valori che  questo PD, "nuovo partito della Nazione" sembra aver dimenticato (e non solo per colpa di Renzi e dei suoi cortigiani e cortigiane...) e che le ultime riforme  fatte e in cantiere, stanno vanificando.
Se continuerà così come ora e avrà comunque il consenso  della maggioranza, faccia pure. Ma non in mio nome e con il mio consenso.

Degli altri candidati e degli altri partiti non parlo nemmeno: perfetti sconosciuti  espressi da gruppi improvvisati, da un grillismo incomprensibile, o da vecchi partiti di centrodestra usurati, incapaci e divisi, che meno che mai potrebbero rappresentare le mie idee.

lunedì 27 ottobre 2014

Leopolda = non più PD ma OGM, Organismo Geneticamente Modificato

Faccio sempre più fatica a commentare  i fatti, o meglio le chiacchere, della politica attuale, perchè  non trovo più  nemmeno uno spiraglio  e un po' di fiducia in qualcuno in cui sperare, nè in chi sta al potere, nè in chi, teoricamente,  sta all'opposizione  e non ha alcuna possibilità o capacità di costituire una seria alternativa.
L'ultimo evento  che ha monopolizzato  giornali e TV è stato questa strombazzata "convention" tenutasi a Firenze alla ex stazione detta "Leopolda", e  promossa da Matteo Renzi, non si capisce se in veste di capo del governo, di segretario del PD, o di capocorrente di una corrente personale che  pretende di rappresentare e fagocitare tutto il PD senza nemmeno portarne il simbolo e senza chiarire cosa lo vuol far diventare, nel presente e nel futuro.Ed è quest'ultima, di fatto, l'interpretazione più pertinente e realistica, e già questo fatto di accentrare in sè questo triplice ruolo  è una anomalia, come dice la Bindi "imbarazzante",  e io aggiungo, pericolosa.
Il Partito di cui Renzi si è impossessato  (grazie alle primarie e ad un ormai malaugurato 41% conquistato dal PD in elezioni  europee)  sta diventando un fantomatico "Partito della Nazione" acchiappatutto, un Organismo Geneticamente Modificato dal sapore e contenuto indefinibile e dagli effetti collaterali imprevedibili e incalcolabili.
Da qui al partito unico per un pensiero unico nè di destra nè di sinistra, senza identità se non la sua di leader carismatico e popolare, il passo è breve.


 Non si sa cosa verrà fuori in fatto di proposte concrete, da quei 104 "tavoli"   di fedeli seguaci del nuovo messia, convinti di "costruire il futuro", come se questa fosse una gran novità; quando chi  ha fatto un po' di politica attiva di questi "gruppi di lavoro tematici" per  confezionare proposte e programmi ne ha sperimentati  o visti tanti in passato; e ricordo solo i "Comitati per l'Italia che vogliamo" e "la Fabbrica" del programma di Prodi in preparazione delle elezioni politiche dell'Ulivo e dell'Unione ( dichiaratamente di centrosinistra, a differenza del laboratorio renziano...).  E tutti purtroppo con risultati pari a zero; o quanto meno si è trattato di  belle esercitazioni accademiche e democratiche che hanno dato l'illusione a chi vi partecipava di contare qualcosa  e contribuire a prendere le decisioni giuste. Ma poi nessuno ne ha tenuto conto, proposte e programmi sono rimasti sulla carta  perchè non si è voluto o potuto, per cause diverse, metterli in atto.

Ma  Renzi sta  mostrando soprattutto una chiara intenzione  di fare da sè; si circonda solo di yes man e soprattutto di yes women che stanno assomigliando sempre più alle aggressive amazzoni o ex veline che difendevano Berlusconi come pappagalli ammaestrati a ripetere i suoi slogan; dice di "rispettare"  e di ascoltare chi non la pensa come lui, ma dice poi anche apertamente che si farà  comunque come vuole lui  e nessuna opposizione, sindacato o minoranza, lo fermerà e gli impedirà di "cambiare l'Italia" ecc.. ecc...
Sprizza da tutti i pori supponenza, presunzione, arroganza e disprezzo  per chi dissente, critica o non si sottomette. L'ANM critica  alcune proposte di legge del governo sulla giustizia? "Brr! Sai che paura!"  commenta sarcastico. Tanti giuristi criticano le sue proposte di modifica  del Senato? "Professoroni,  parrucconi, conservatori, gufi...". Poi quando  la sua "riforma" del Senato  viene approvata nonostante le tante critiche, si vanta per aver "spianato" i dissidenti.
La CGIL va in piazza  con un milione di cittadini (tra i quali soprattutto elettori del PD) scontenti del suo Jobs Act (riforma del lavoro che non c'è...) e della sua ostilità per l'art. 18?  Lasciamoli sfogare questi "obsoleti e incapaci difensori di una classe operaia e di un posto fisso che non c'è più". Solo alla Leopolda " stanno quelli che creano posti di lavoro", dice lui.
Peccato che finora in Italia  si continui a licenziare  e a perdere posti di lavoro. Vedremo quanti ne creeranno gli strateghi usciti dal garage del rottamatore  di reduci e biciclette  che si crede un genio....
Inquietante poi è stata un'altra sua frase:"Nel 2011  ho capito che l'Italia era scalabile". Scalabile come una azienda da acquistare a poco prezzo con una OPA finanziata da Davide Serra  e ispirata da Licio Gelli con l'aiuto di Berlusconi e del suo patto segreto?? Come una montagna su cui salire per metterci la propria bandiera e restarci a guardare dall'alto i sudditi??
In effetti, con qualche aiutino esterno e  tante debolezze interne, c'è riuscito a scalarla.
E si è già prenotato per restar in carica due mandati, poi - viva la modestia- si farà da parte.
Evidentemente è sicuro  di aver già "spianato" gli avversari e "scalato"  le prossime elezioni. Come un agguerrito giocatore di poker, sicuro di aver in mano carte vincenti, sta sfidando i già deboli avversari della minoranza interna, mettendoli con le spalle al muro verso una dilemma  comunque  infelice: o la rottura e una dolorosa scissione  di incerto e scarso successo o l'umiliante resa e sottomissione.
No, mi spiace, ma questo non è il leader e il partito democratico che vorrei.



giovedì 18 settembre 2014

Errare è umano, perseverare è diabolico

E' deprimente dover assistere ancora all'ultima esibizione di braccio di ferro tra  Parlamento e Governo  per la nomina  di  componenti della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura (o CSM)! Per la 12a volta il Parlamento ha bocciato la nomina di Luciano Violante e Donato Bruno, proposti da PD e Forza Italia, che  ostinatamente continuano a ripresentarli, anche se non raggiungono la necessaria maggioranza di voti,data la contrarietà non solo dei partiti di opposizione ma anche di dissidenti interni ai due maggiori partiti proponenti.

Errare è umano, perseverare è diabolico! Come diabolico e assurdo è aggrapparsi in casa PD ancora all'ambiguo e luciferino Violante ( perchè piace al Berlusca e quindi non si può rottamare ...).
Come diabolico è insistere col "patto del Nazareno" più o meno segreto  tra Renzi e Berlusconi, che sta producendo frutti amarissimi in campo istituzionale, economico e giudiziario, con le proposte di legge approvate, o in cantiere finora, che contraddicono  tutte le aspirazioni e istanze  degli elettori PD.
Tristemente ormai fuori del tempo il presidente della Repubblica, che sforna i sempre più inutili moniti quotidiani, rifiutandosi di riconoscere che quanto sta avvenendo è anche frutto della sua ostinata imposizione di innaturali "larghe intese", nonostante i fallimenti precedenti con Monti e Letta e la disastrosa deriva imboccata da Renzi, decisionista a parole che non decide nulla che non sia gradito a Berlusconi (che molto più furbesacmente tiene i piedi in due staffe, condiziona e impone diktat al governo e fa opposizione  attraverso suoi rappresentanti e sui suoi giornali).

Tanto difficile trovare e proporre nomi di giuristi super partes, che non siano parenti o clienti o amici degli avvocati di Berlusconi?
Perchè tanta disperante ostinazione nel voler mettere uomini di parte o di sicura obbedienza ad un partito (o a una persona) nei massimi organi di garanzia costituzionale?
Perchè ci si vuole assicurare il consenso quando si tratterà di valutare la costituzionalità delle leggi approvate e l'operato della Magistratura.
 A pensar male in questo caso non si fa peccato e ci si indovina. E spero che vincano le opposizioni a questo immondo mercato.
Ma è speranza vana, perchè  un Parlamento di nominati e inquisiti che   sicuramente tengono molto  ad arrivare a fine legislatura il più tardi possibile, alla fine  si piegherà ad approvare nomine  di impronta spartitoria  e compromissoria e di  scarsa qualità  morale e professionale.
E si farà un ulteriore passo verso l'incertezza del diritto e della giustizia.

AGGIORNAMENTO DEL 16 OTTOBRE


Ventesima fumata nera per l’elezione di due giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune. E ancora una volta l’Aula non prende una decisione. Nessun candidato infatti ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell’Assemblea, pari a 570 voti. Servirà una nuova votazione, la ventunesima. Hanno votato solo 538 parlamentari, meno del quorum di 570 voti richiesti per fare scattare l’elezione, pari ai due terzi dei componenti del Parlamento in seduta comune. Il PD e FI , via sms, hanno ordinato ai loro parlamentari di votare scheda bianca.
Forza Italia ha già cambiato due volte la sua proposta di candidatura del suo uomo di  parte, ma alla candidatura di Violante il PD ancora non  si rinuncia e costui non ha ancora trovato un briciolo di dignità per rinunciare, dopo 20 votazioni andate a vuoto e tanti malumori e contrarietà interne ed esterne ai due partiti.
Chissà perchè è così importante per PD e Forza Italia che questo personaggio entri alla Corte costituzionale?!
E' proprio vero che il comune senso del pudore non esiste più.


AGGIORNAMENTO DEL 29 OTTOBRE
Da Il Fatto quotidiano:

"Luciano Violante rinuncia alla corsa per la Corte costituzionale dopo venti fumate nere del Parlamento. “È necessario fermare una deriva che offende l’autorevolezza delle istituzioni e la dignità delle persone”. Dopo che per venti volte i partiti hanno bocciato la sua candidatura e non sono riusciti a trovare un accordo per far raggiungere il quorum per la sua elezione e dopo che lo stesso Matteo Renzi ha fatto sapere di essere pronto a cambiare candidato, l’ex vicepresidente della Camera scrive una lettera, pubblicata da il Corriere della Sera, per annunciare il passo indietro. “Il protrarsi della indecisione”, dice, “che mi auguravo superabile, sta producendo un grave discredito delle istituzioni parlamentari accentuato dal manifestarsi in Aula, nel corso delle ultime votazioni, di comportamenti, limitati ma gravi, di dileggio” 
Alla buon'ora!! Ce n'è voluto per farglielo capire..... Ma comunque  il Parlamento, anzi i partiti che malamente  lo governano, sono ancora lontani da un accordo e si parla di un rinvio a data da destinarsi della prossima votazione.

sabato 9 agosto 2014

Deliri e dolori d'agosto


La via del guerriero
"Mai nessuna classe oppressa è riuscita ad emanciparsi senza ricorrere alla violenza; mai le classi privilegiate han rinunciato ad una parte, sia pur minima, dei loro privilegi, se non per forza, o per paura della forza. Le istituzioni sociali attuali sono tali che appare impossibile di trasformarle per via di riforme graduali e pacifiche; e la necessità di una rivoluzione violenta che, violando, distruggendo la legalità, fondi la societa umana sopra basi novelle, s'impone. L'ostinazione, la brutalità con cui la borghesia risponde ad ogni piu anodina domanda del proletariato, dimostrano la fatalita della rivoluzione violenta".
tratto da "Rivoluzione e lotta quotidiana" di Errico Malatesta.

Il post completo è sottofirmato da Beppe Grillo nel sito de La settimana vol. 9 n. 32 pubblicato accanto all'altro post del 9 agosto 2014 intitolato

La Lunga Marcia
Dopo l'abolizione del Senato e il tradimento della Costituzione da parte del trio Napolitano, Renzie, Berlusconi, l'unica forza democratica del Paese è il M5S. L'unica che opera attraverso gli strumenti di democrazia rimasti: leggi popolari, referendum, elezioni di candidati "non nominati", rispetto dell'esito referendario dell'eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti e della pubblicizzazione dell'acqua. Non c'è più l'alternativa tra noi o loro, ma tra loro e la democrazia. Il M5S ha provato in tutti i modi di affermare una democrazia con la partecipazione autentica dei cittadini. Ha persino provato a migliorare la legge elettorale con una sua proposta, sbeffeggiata dall'ebetino, che non ci ha ancora risposto in streaming come se non rappresentassimo milioni di votanti alle politiche, che giocava con il telefonino mentre i nostri rappresentanti discutevano. Un truzzo con le pieghe della pancia de fora nella camicetta bianca da gagà. O loro o la democrazia. Non c'è più scelta. Sarà una lunga marcia. Se necessario dovremo convincere gli italiani uno per uno, un porta a porta nazionale, ma arriveremo al governo. Non abbiamo fretta. Con questi golpisti comunque non ci vogliamo più avere niente a che fare. Prepariamoci al referendum confermativo per il Senato. Il potere appartiene al popolo, non ai partiti.

Corredato da foto di Grillo vestito in divisa da Mao tse tung seguito da guardie rosse armate

*** Il tutto tra la pubblicità di viaggi in Uzbekistan e di case per pensionati in Costa Rica......

PS. Se ci deprime il comportamento della maggioranza e del governo, quello del capo della opposizione  (altro pregiudicato extraparlamentare padre-padrone di un partito), che stravolge una giusta battaglia democratica per rifugiarsi in deliri agostani maoisti, ci dà il colpo di grazia.
Siamo senza speranza

venerdì 8 agosto 2014

Baci e abbracci per una triste "vittoria di Pirro"

No comment. Questa foto vale più di qualsiasi articolo.
La ministra delle "riforme", Maria Elena Boschi,  miss sorriso permanente, sempre in posa su tacchi a spillo, eroina del  PD renziano, che si sdilinque  a baciare con evidente trasporto di gratitudine, Romani, uomo di punta di Forza Italia, dopo  la tribolatissima approvazione delle "riforma" autodistruttiva del Senato.
Grazie Renzi, questa  sì che è una  vittoria .... di Pirro, mentre il Paese  sprofonda nella recessione.
Eloquente il titolo del Corriere di oggi 8 agosto

L'ex Cavaliere: «Mi preparo a tornare»
Forza Italia si intesta il risultato: «Senza di noi nessuna riforma»
Toti: «Il Pd si sarebbe fermato a 140 voti». Berlusconi: «Torniamo ad essere protagonisti. E siamo opposizione a un governo che mette solo tasse» di ALESSANDRO SALA 
....... 

Col 40% dei voti   hai ottenuto di ridare forza e agibilità politica ad un ex premier pregiudicato e squalificato, che ha malgovernato l'Italia per oltre 10 anni e l'ha comunque condizionata per altri 10.
E ora, grazie al tuo sostegno, continua a fare danni e dettar legge.
E' così che "cambi l'Italia"?