martedì 5 aprile 2011

Processo Mediatrade? L'imputato è il PM De Pasquale, secondo Giuliano Ferrara.


I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno confermato davanti al Gup del tribunale di Milano, Maria Vicidomini, la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, accusato di frode fiscale e appropriazione indebita. Nell'ambito del procedimento "Mediatrade", sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv del gruppo Mediaset, l'accusa ha mosso analoghe richieste anche per gli altri 11 imputati, tra i quali figurano anche Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.
Nel corso della discussione all'udienza preliminare, De Pasquale ha sostenuto che Berlusconi sarebbe stato socio occulto del produttore americano di origine egiziana, Frank Farouk Agrama, anche quando svolgeva le funzioni di presidente del Consiglio. Il Cavaliere, infatti, è accusato di appropriazione indebita fino al 2006 e di frode fiscale fino al 2008. Secondo la ricostruzione dell'accusa, dalla fine degli Anni Ottanta sarebbe stato utilizzato un sistema di frode per gonfiare i prezzi dei diritti televisivi: il denaro che transitava poi su società di comodo riconducibili ad Agrama, considerato dalla procura socio occulto di Berlusconi. «Per quanto possa saperne io, la frode fiscale potrebbe ancora essere in corso» ha detto De Pasquale. La frase del pm si riferisce ad una presunta evasione fiscale di 8 milioni contestata fino al 2009 al premier, al figlio Piersilvio, a Fedele Confalonieri e a altri imputati. Non solo. I pm De Pasquale e Spadaro sono convinti che per acquistare i diritti televisivi in sovrapprezzo sarebbero stati usati soldi di Publitalia. Nel suo intervento, il pubblico ministero De Pasquale ha lamentato, inoltre, di essere stato ostacolato dalle difficoltà nelle rogatorie all'estero («aspetto ancora risposte da Irlanda, Stati Uniti e Hong Kong»).
Questo è il fatto, così come lo racconta un giornale “neutrale” su internet (il Corriere.it del 4 aprile).
Come l'ha raccontato la nostra Tv nazionale subito dopo il TG 1 che ne ha dato appena un cenno velocissimo?
Con Giuliano Ferrara che dalla trasmissione dal titolo scandalosamente usurpato di “Radio Londra”, è comparso con un sacchetto di plastica in testa per mimare il suicidio di Gabriele Cagliari, il 20 luglio 1993, in carcere preventivo da 5 mesi per disposizione del GIP  e su richiesta dei PM Fabio De Pasquale e Antonio Di Pietro. Cagliari, ex presidente Eni, era stato accusato di corruzione per tangenti da lui e da Craxi  ricevute  da Ligresti nell'ambito dell'inchiesta ENI-_SAI, collegata anche alla maxitangente di 150 miliardi erogata a vari partiti, e in particolare a PSI e DC; tangente da cui scaturì il processo Enimont, che dal 1995 al 2000, nei tre gradi di giudizio, portò poi alla condanna di vari esponenti politici (tra cui Craxi; vedere i particolari su wikipedia).
Tre giorni dopo il suicidio di Cagliari si suicidò anche Raul Gardini, che in carcere non era, ma sotto inchiesta per lo stesso giro di tangenti.
La vedova di Cagliari restituì poi 10 miliardi di fondi neri accumulati in Svizzera.

Al di là delle valutazioni che si possono fare sulla vicenda personale di Cagliari, va rilevato che per tutti i suoi 5 minuti Ferrara non ha parlato del caso Mediatrade, e delle imputazioni di Berlusconi, ma ha girato il coltello su quella vecchia vicenda  per insinuare che la responsabilità del suicidio di Cagliari era del PM De Pasquale.
PM che è stato quindi presentato al pubblico televisivo come il brutto e cattivo, colpevole  di quel “delitto”. Ergo, qualunque accusa lui possa formulare contro Berlusconi è sicuramente infondata e dettata da insana volontà persecutoria e giustizialismo giacobino.

Per soprammercato,  Ferrara  aggiunge sempre la citazione del caso Tortora e il gioco è fatto. Il nostro presidente del Consiglio, per la Tv di Stato, non è un plurimputato presumibilmente colpevole di gravi reati (non spiegati), ma una vittima sacrificale del succitato pessimo magistrato, voglioso di sangue umano.

3.000 euro di gratificazione quotidiana quindi all'ennesimo avvocato difensore del nostro capo del Governo, che si è aggiunto alla legione di avvocati-parlamentari, pagati con denaro pubblico e impegnati esclusivamente a risolvere i suoi casi giudiziari e fabbricare leggi  che eliminino, affossino, prescrivano ogni genere di reato di cui è accusato.

domenica 20 marzo 2011

Italia, come canna al vento

Ecco dove porta la realpolitik fatta senza un minimo di strategia di lungo respiro e senza un vero senso dello Stato da difendere con dignità nei rapporti internazionali. Siamo passati dal baciamano con inchino al tiranno, ai Tornado per bombardarlo, così, dalla sera alla mattina. Come canna al vento la nostra diplomazia passa di mano dal damerino ossequioso Frattini al "generale" La Russa, che non gli par vero di indossare la tuta mimetica al grido di "armiamoci e partite!".

La Lega, che voleva affondare i barconi carichi di immigrati che arrivavano dalla Libia, schierando cannoniere a difesa delle nostre coste, ora si astiene da ogni iniziativa, invece di coglier l'occasione per eliminare quel tiranno che ci ha imbrogliato facendoci pagare fior di miliardi per ritrovarci in cambio una vera e propria invasione di profughi.
Ma quale politica estera può avere un partito che vuol tagliare l'Italia a pezzi e chiudersi nel recinto di una Padania immaginaria?
Non so come finirà questa difficilissima impresa, ma certo la figura degli inaffidabili voltagabbana senza bussola la facciamo, ancora una volta.
Il fatto è che Berlusconi, trovandosi a zero in fatto di credibilità nazionale e internazionale e alle prese con i suoi processi che incombono, si è affrettato ad aggregarsi a francesi, inglesi e USA nel disperato e interessato tentativo di riacquistare un ruolo politico nello scenario politico  internazionale, e magari pure avere una scusa buona per rinviare le udienze dei processi, data la gravità del momento.
- E l'opposizione?
Temo sia imbottigliata, ancora una volta,  in un ruolo incerto, costretta a sostenere ora la strategia del momento adottata dal governo, in appoggio ad una scelta  degli storici alleati, forse tardiva e contraddittoria, estremamente rischiosa.
Se la Lega mantiene la sua posizione di contrarietà,  toccherebbe proprio all'opposizione  fare da stampella ad un governo  che in politica estera non ha più una maggioranza.
Un gesto magnanimo di "responsabilità"  o un altro suicidio politico?

PS. Molto istruttive le reazioni dei tifosi berlusconiani sui forum della stampa a questa imprevista e improvvisa "entrata in guerra" (o quasi) contro Gheddafi decisa dal Governo italiano (con astensione della Lega). E' evidente che sono contrari, ma la colpa di questa scelta viene scaricata su tutti, fuorchè su quello che ne è il principale responsabile: Silvio Berlusconi. Chi se la prende con Napolitano, chi con Bersani, chi con la Francia e l'Inghilterra, chi con il bersaglio preferito che sono i "sinistri" in blocco perchè non hanno tirato fuori subito la bandiera della pace (dategli tempo... così poi li deriderete come disfattisti nemici della patria...), chi arriva perfino a chiedere le dimissioni di Napolitano, o di Frattini e la Russa. 
Io ritengo invece che si dovrebbero chiedere le dimissioni del capo del governo, Silvio Berlusconi, che ci ha trascinato in questa pericolosissima e contraddittoria situazione, con danno enorme di immagine, di credibilità e con conseguenze sul piano economico sicuramente pesanti.
 

giovedì 10 marzo 2011

Berlusconi con cerotto e bilancia della giustizia sbilanciata

E' la foto del giorno, e suscita in me la ennesima crisi di rigetto. Vedere ancora questo funambolico e pluriinquisito presidente del Consiglio che, con la faccia  più tosta che mai, si presenta  con la guancia coperta da un gran cerotto (superfluo secondo il suo stesso medico) e in mano il disegnino con  due bilance della giustizia, di cui una piuttosto pendente, dà la misura di cosa è capace quest'uomo, per ingannare l'opinione pubblica e salvare se stesso.
Mentre rifila al Paese una "Riforma"  scritta con la penna intinta nel veleno per  dividere e depotenziare la magistratura e renderla più dipendente dal potere dei politici,  prende in giro il popolino degli ingenui coi disegnini da terza elementare,  per dare a intendere che lui vuole una giustizia  dove i poteri  di accusa e difesa saranno  di pari peso. Balla stratosferica perchè leggendo  i  punti salienti della riforma  non risulta proprio che questo possa accadere con tali provvedimenti. E' tutto un gran polverone, in cui insieme a qualche indicazione   in parte condivisibile, ci sono sostanziali macigni che intralceranno il percorso della giustizia, la renderanno più costosa (2 CSM!?) e lenta, più dipendente dal potere del Parlamento e dal Ministro della giustizia, e quindi dei partiti politici; limiteranno l'obbligatorietà dell'azione penale, forniranno  ai delinquenti molte possibilità di sfuggire alla condanna, se riescono a farsi assolvere in primo grado.
Il tocco  da maestro del tarocco l'ha dato poi  facendosi fotografare con la faccia incerottata, avendo deciso di farsi operare alla mandibola per i postumi (veri o presunti...) del colpo ricevuto un anno e mezzo fa dalla statuetta lanciatagli dallo squilibrato Tartaglia. Che avesse problemi alla masticazione  non se ne era accorto nessuno, vista la quantità di pranzi e cene  con festino (e bunga bunga) a cui ha partecipato nel frattempo. Ma lui ha detto che questo intervento era necessario ed era stato consigliato da oltre un anno e solo ora ha trovato il tempo per  farlo. Proprio ora che deve cominciare, finalmente, a presentarsi ai 4 processi  in cui è oggetto di denuncia, e nel momento in cui presenta la sua mefistofelica "riforma" della giustizia.
Presentarsi al pubblico e ai giudici con la faccia incerottata e l'espressione sofferente, da vittima sacrificale, fa sempre effetto. Soprattutto per far dimenticare  foto e intercettazioni a luci rosse e  le sue feste da basso impero allietate da donnine discinte e fameliche in quantità industriale.
Per non parlare delle scandalose leggi in materia di giustizia ad personam già fatte e degli impegni promessi e mancati e dei problemi nazionali veri e mai risolti

mercoledì 16 febbraio 2011

Forza Rosy!

Non sono sempre d'accordo con Vendola, anzi, i suoi atteggiamenti e certe sue scelte mi lasciano piuttosto dubbiosa sulla potenzialità  e credibilità della ipotesi di porlo a futura guida  del centrosinistra. Ma stavolta ne ha detta una giusta, o perlomeno ha avanzato una proposta che mi piace. Anzi l'avevo lanciata io stessa (che non sono nessuno ovviamente)  in un mio trafiletto nella mia pagina  in facebook il 1° febbraio scorso.
Adesso che l'idea l'ha lanciata lui a livello nazionale in una intervista, la stampa ci si è buttata sopra e  la sta propagandando, non si sa se per saggiarla, per incoraggiarla o per bruciarla. Staremo a vedere.
Le prime reazioni tra i lettori di giornale sono positive. 
Sul Corriere della sera.it, il sondaggio  lanciato ieri 16 febbraio ha dato questi risultati al quesito:

"Rosy Bindi come guida al femminile di un possibile governo di coalizione alternativo a Berlusconi sarebbe la scelta giusta?"

Si 67.9%    
No 32.1%      Numero votanti: 2402
alle ore 21 del 16 febbraio
Si 66.6%    No 33.4%       Numero votanti: 3886 alle ore 6,26 del 17 febbraio
 
Si 67.5%    No 32.5%     Numero votanti: 6899 alle ore 13 del 17 febbraio
Su  la Repubblica.it il forum aperto ieri  al seguito dell'articolo con intervista a Vendola ha visto arrivare, fino a ieri sera, 471 risposte, diventate in tarda mattinata 509, quasi tutte favorevoli ad un candidatura di Rosy alla guida del centrosinistra, quale che sia la coalizione che si riuscirà a mettere insieme.
Un vero plebiscito  è emerso nel sondaggio che anche  la Repubblica.it  ha aperto in mattinata, con questi dati raccolti in 3 ore:

"Nichi Vendola ha proposto la presidente del Pd come candidato alla premiership del centrosinistra. Siete d'accordo?"
Sì (11490 voti) 79%
No (2593 voti) 18% Non so (403 voti) 3%
14486 voti alle 11:7.    Sondaggio aperto alle 09:58 del 17.02.2011

- Sì (28539 voti) 78% No (6788 voti) 19% Non so (1163 voti) 3%
36490 voti alle 12:53.

Il guaio è che proprio  dall'interno dello stesso PD, di cui Rosy è presidente, sono arrivati subito i primi stop. Freddino Bersani che mena il can per l'aia, anzi invita a "non mettere il carro davanti ai buoi", rimandando la scelta alle calende greche di un "dopo programma" che si dovrebbe approvare insieme agli ancora ignoti partner di una ipotetica coalizione. Ma forse aspetta l'approvazione di D'Alema, che non arriverà mai. Per ora è arrivato solo un suo laconico invito a demandare la scelta "alla coalizione" (ci dicessero quale...)

E poi subito si è fatto avanti ad alzare il cartello  di stop  l'ingombrante e pretenzioso  "cattolico" Fioroni, che aspetta l'approvazione del Vaticano per ogni cosa, e che sa che per la Bindi non arriverà. E poi via via, a ruota, a porre distinguo e obiezioni, veltroniani e affini.
L'unico appoggio chiaro, ma in  veste personale, è arrivato  da Romano Prodi che ha voluto  esprimere il suo augurio di buon compleanno (60 ieri) a Rosy  , dicendole che sarebbe stata "la persona giusta come Presidente del Consiglio", senza però voler pubblicamente prendere parte al "totopotere", per non venire strumentalizzato.
Ma verrà mai il giorno in cui il centrosinistra si libererà dell'influenza delle eminenze grigie di D'Alema e del Vaticano, e dal macigno dei contrasti interni, e saprà cogliere istanze  che vengono dal sentimento della sua base, del suo popolo e non da gerarchie o nomenklature laiche o ecclesiastiche?
Io non ho che da confermare quanto ho scritto su facebook il  1°febbraio scorso:
"Oggetto di scherno e battute offensive da parte del nostro premier per il suo aspetto fisico non da velina o da escort, spezzo una lancia a favore di una sua candidatura a leader del centrosinistra: sarebbe la migliore e più credibile alternativa a tutte le "donne del presidente" che ci siamo dovuti sorbire in questi ultimi tempi, siliconate, rifatte, "orizzontali" di corpo o di spirito, votate solo al servizio e all'obbedienza al "sultano".
Rosy ha esperienza e intelligenza, ha carattere combattivo e "verticale" in tutti i sensi, e soprattutto è una donna "vera", sincera, genuinamente DOC e senza OGM. Con un buon parrucchiere e un sarto più attento, potrebbe essere la nostra Merkel.
Aggiungo  che solo una donna come Rosy ha il curriculum giusto e potrebbe essere la carta vincente e la "bandiera" giusta , anche per  superare la litigiosità e le rivalità tra lo stuolo di aspiranti leader maschi, che non accetteranno e non riconosceranno mai la leadership di uno di loro. Forse di fronte  ad una donna come Rosy , che le stellette se le è conquistate tutte sul campo, lottando come una leonessa, potrebbero fare elegantemente un passo indietro. Forse ... se avessero a cuore il futuro di questo Paese, oltre che del loro partito  o coalizione e della loro carriera personale. E se arriveranno a capire che se continuano a pestarsi i piedi l'un l'altro come hanno fatto finora il centrosinistra non vincerà mai. 



domenica 6 febbraio 2011

Al Palasharp di Milano io c'ero, per una protesta civile


C'ero anch'io tra quelle  diecimila e forse più  persone che hanno riempito il Palasharp di  Milano ieri, sabato 5 febbraio, per dire al nostro capo del Governo: "Dimettiti". Persone di ogni età e condizione professionale ed economica, da De Benedetti al più modesto dei precari, uomini e donne, anziani e giovani. Persone con la P maiuscola che hanno voluto dare testimonianza del loro sentimento, per difendere il loro onore e la loro dignità di cittadini  italiani calpestata e infangata da Berlusconi e dai suoi cortigiani.  La manifestazione è stata convincente, partecipata, per tanti aspetti esaltante. Gli organizzatori,  dirigenti dell'associazione "Libertà e Giustizia" e tutti gli autorevoli esponenti del mondo della cultura che sono saliti sul palco per esprimere il loro pensiero hanno dimostrato di essere mille volte più degni di ricoprire anche cariche politiche e istituzionali, e di essere molto migliori degli attuali governanti.  Mentre li ascoltavo pensavo che  l'alternativa al berlusconismo c'è, eccome, nella società civile. Se i partiti lo capissero!!!

Mentre si ritornava a Bologna su uno dei tre pullman riempiti dal Circolo locale, di LeG, ho ascoltato anche con interesse il racconto delle esperienze personali dei tanti giovani intervenuti; giovani motivati e preparati, anche se proiettati verso un futuro non proprio roseo di certezze.
Ma ho provato anche tanta tristezza a pensare che questa non era certo la prima manifestazione a cui avevo partecipato. Avevo  cominciato con un primo viaggio a Napoli nel 1994 per sostenere la candidatura di Romano Prodi  e il nascente primo Ulivo.
Poi sono stata a Roma  3 o 4 volte, in occasioni diverse. L'ultima volta è stata nel 2002 a Milano, nello stesso  edificio, che allora si chiamava Palavobis, per manifestare "per la legalità" e per  ribadire la difesa delle "mani pulite"  minacciate  ancora da Berlusconi  tornato al governo  dopo la sconfitta del centrosinistra e dell'Ulivo suicidato per implosione.
Di tutte quelle manifestazioni ho il ricordo di migliaia di persone  animate dallo stesso sentimento, dalla volontà  di contare, di farsi sentire,  di esprimere la forte  attesa di giustizia, di pulizia morale da parte di chi ci governava.
Ricordo l'entusiasmo e la soddisfazione di trovarci uniti in tanti. Ma ricordo anche la delusione di vedere poi subito dopo  vanificate le nostre speranze.
E quindi ieri al ritorno non potevo fare a meno di pensare che anche stavolta sarebbe andata così. Se dopo tanto manifestare ci si ritrova dopo 17 anni  ancora con Berlusconi e Bossi che malgovernano l'Italia, con ministri come Calderoli e la Carfagna, e con un capo di governo che nonostante tutte le denunce che gravano su di lui e gli scandali emersi negli ultimi tempi non se ne vuol andare.
E' evidente che chi ha in mano le leve del potere non le molla, e si fa beffe del nostro manifestare pacifico e civile. Se non incontra sulla sua strada una forza organizzata ed efficace capace  di contrapporsi e toglierle di mano queste leve.

Triste è stato anche leggere stamattina i commenti di alcuni  lettori berlusconiani sotto un articolo del Messaggero online, che riferiva  della manifestazione di Milano (Corriere e Quotidiano.Net avevano prudentemente  evitato di aprire i forum sotto i relativi articoli). Commenti delle sparute ma ostinate pattuglie di tifosi  che su ogni forum sono sempre pronti  a denigrare e ridicolizzare qualunque fatto  o persona  si opponga al loro idolo o padrone, con battute e slogan da bar sport più che con argomenti seri. Stile "Libero" del maestro Feltri insomma.
Esempi? Chi sfotteva  i relatori come fossero  fannulloni  buoni solo a parlare (probabilmente senza aver mai letto una riga su di loro),  chi   sottolineava che 11.000 persone che manifestavano contro Berlusconi non erano nulla in confronto ai milioni di italiani che l'hanno votato, chi chiedeva sarcasticamente quanto aveva preteso Saviano di cachet per partecipare.

- So che è tempo perso, ma a questi fan di Berlusconi  vorrei chiedere: credete  davvero  che  un costituzionalista come  Gustavo Zagrebelski  non potrebbe sostituire più degnamente ministri come  Gasparri o Bossi? Preferite  davvero Calderoli , autore di riforme "porcata",  a Saviano? Pensate che la Santanchè sia più degna di rappresentare le donne italiane di Sandra Bonsanti? Non sarebbe meglio la Lorella Zanardo della Mara Carfagna ? Pensate che Umberto Eco non possa reggere il confronto con Sandro Bondi per difendere la cultura italiana? E vi sembrano proprio indegne persone come la costituzionalista Lorenza Carlassare, Salvatore Veca, Maurizio Pollini, Giovanni Bachelet, Paul Ginsborg, la Susanna Camusso, leader del maggior sindacato italiano? E mi fermo qui perchè  la farei troppo lunga a citarei tutti gli intervenuti. E questa che ho visto ieri è solo una parte della società civile  che non ci farebbe vergognare di fronte a noi stessi e di fronte al mondo.

- A chi si attacca ad argomentazioni meschine e insussistenti, come il presunto cachet dato a Saviano
per partecipare alla manifestazione di Milano, e a chi ironizza persino sulle origini borghesi del pianista Maurizio Pollini (è reato?), vorrei suggerire di indagare prima su quale cachet in denaro o altro benefit è stato pagato o promesso ai cosiddetti "responsabili" parlamentari che dalla sera alla mattina si sono convinti ad accorrere in soccorso di Berlusconi, cambiando fronte politico. E se si è chiesto da dove viene, se è stato onestamente guadagnato e ben speso il fiume di danaro che il signor Berlusconi può permettersi di elargire a mano libera a dozzine di fanciulle scollacciate e "bisognose", a Lele Mora e Emilio Fede. Considerando poi che paghiamo comunque noi stipendi e benefit a lui, ai suoi avvocati, alle ministre, sottosegretarie e consigliere regionali di sua diretta nomina, alle scorte, ai portavoce, a tutto lo staff di persone e mezzi a sua disposizione. Compreso il ricco stipendio di dirigenti e responsabili di RAI 1 e Rai 2 che fanno i salti mortali per nascondere fatti sgraditi e incensare il premier ogni giorno a getto continuo. A questi fan , non si sa se per convinzione o per convenienza, da fastidio il denaro guadagnato onestamente da chi sta all'opposizione e ignora il vorticoso giro di denaro derivato dalla corruzione delle cricche che sostengono questo malandato "idolo"; eletto, sì, ma che ha tradito tutte le sue promesse e si è rivelato indegno della carica che ricopre. I governi, pur democraticamente eletti, si possono altrettanto democraticamente cambiare. Basta volere.

- A chi vuol sminuire il valore delle 10.000 persone, e forse più,  presenti ieri al Palasharp di Milano,
fermandosi ad una valutazione meramente numerica, ricordo che era stata organizzata in pochi giorni e con pochi volontari da una piccola associazione come "Libertà e Giustizia " senza l'appoggio di nessun partito o altra organizzazione. Quei 10.000 rappresentavano come minimo i 100.000 che avevano firmato online l'appello "Dimettiti", indipendentemente dall'appello analogo del PD. Si sa che alle manifestazioni partecipa solo una minoranza di persone, per le obiettive difficoltà logistiche di spostamento o anche per una ritrosia determinata spesso dalla errata convinzione che "non servono", perchè "tanto noi cittadini non contiamo niente". A questi bisognerebbe ricordare che in tante occasioni sono state proprio le minoranze più illuminate e coraggiose a fare la storia, leggi il Risorgimento e la Resistenza. In ogni caso, una manifestazione pubblica civilmente condotta vale come testimonianza e come stimolo, per il significato e il contenuto delle sue argomentazioni e per il prestigio delle persone che intervengono. Prestigio conquistato nell'eccellenza raggiunta nelle loro professioni a prezzo di lunghi studi, sacrifici, e duro lavoro. Altro che fannulloni! Farebbe bene a tutti per lo meno ascoltarli anche gli elettori del cendrodestra, invece di respingerli a priori con disprezzo.
-- Infine, concludo dicendo che, per far sì che anche stavolta non risulti tutto inutile, bisognerebbe riuscire a realizzare un mobilitazione continua e permanente, con una miriade di iniziative sparse su tutto il territorio italiano, attuate da gruppi spontanei o associazioni, magari coordinandosi e alternandosi, e aiutandosi reciprocamente per  sostenere lo sforzo  nel tempo e riuscire a conciliare la militanza politica con i propri altri impegni. Utile può essere la presenza su forum e siti di giornali, partiti, uomini politici, per bersagliarli con le nostre opinioni, critiche, proposte. E anche si può "mettere all'asta" il proprio voto, non nelle maniera clientelare  e utilitaristica personale denunciata da Saviano. Ma  darlo al miglior offerente che dia garanzia di onestà, capacità e coerenza per il bene del Paese tutto (e quindi anche per ognuno di noi)
Visto il trasformismo acrobatico di Berlusconi, che ingaggia chiunque pur di mantenere una risicata maggioranza (da Scilipoti e Calearo a Storace, e forse a Pannella), vista la lentezza e l'incapacità delle opposizioni di mettersi d'accordo per trovare una strategia comune, magari affidandosi ad un leader esterno super partes, bisogna che la "rivolta" culturale e politica venga dal basso, contro questo governo, e anche contro le dirigenze dei partiti, di maggioranza e di minoranza, che non riescono o non vogliono porre fine a questa situazione penosa per l'Italia.








lunedì 31 gennaio 2011

Donne "verticali" della storia

Per reagire  al degradante spettacolo offerto in questi ultimi tempi dalle donne-immagine del ciarpame televisivo e giornalistico ( e politico di casa PDL), ho accolto l'invito di un gruppo di ragazze  di ricordare e valorizzare donne  che nella storia hanno svolto un ruolo importante e si sono distinte per i loro meriti professionali e umani. Donne forti, coraggiose, intelligenti, "verticali", di cui essere orgogliose.
Ho scelto quindi la foto e una mini-biografia di:
Maria Skłodowska, meglio nota come Marie Curie (1867 - 1934). Nata a Varsavia, figlia di Wladyslaw Skłodowski (1832-1902) e di Bronislawa Boguska (1834-1879); in Polonia, iniziò gli studi con il padre, da autodidatta, proseguendoli poi a Varsavia ed infine all'Università della Sorbona di Parigi, laureandosi in chimica e fisica. Maria fu la prima donna ad insegnare nell'università parigina. Alla Sorbona incontrò un altro docente, Pierre Curie che poi sposò.
Insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel, Maria Sklodowska-Curie ricevette - prima donna della storia - il premio Nobel per la fisica nel 1903:
“ in riconoscimento dei servizi straordinari che essi hanno reso nella loro ricerca sui fenomeni radioattivi “
Otto anni dopo, nel 1911, fu insignita di un altro premio Nobel, questa volta per la chimica:
“ in riconoscimento dei suoi servizi all'avanzamento della chimica tramite la scoperta del radio e del polonio, dall'isolamento del radio e dallo studio della natura e dei componenti di questo notevole elemento. “
Durante la prima guerra mondiale, Maria Sklodowska-Curie sostenne l'uso delle unità mobili di radiografia come mezzo di diagnosi per i soldati feriti. Nel 1921 effettuò un viaggio negli Stati Uniti per raccogliere i fondi monetari necessari a continuare le ricerche sul radio; ovunque fu accolta in modo trionfale.
Fondò l'Istituto del Radio, oggi noto come Istituto Curie, dapprima a Parigi e successivamente a Varsavia.
Gli ultimi suoi anni di vita furono turbati dall'uso improprio e privo di precauzioni del materiale radioattivo attorno al quale aveva molto lavorato. Morì nel sanatorio di Sancellemoz di Passy (Alta Savoia), nel 1934; la causa fu quasi certamente la leucemia, molto probabilmente dovuta all'esposizione massiccia alle radiazioni durante i suoi lunghi anni di lavoro.
La figlia maggiore, Irène Joliot-Curie, vinse anch'essa un premio Nobel per la chimica nel 1935, l'anno successivo la morte della madre.
La secondogenita, Eve Denise Curie, scrittrice, fu tra l'altro, consigliere speciale del Segretariato delle Nazioni Unite e ambasciatrice dell'UNICEF in Grecia.
(*) Foto e  biografia in sintesi da Wikipedia

mercoledì 26 gennaio 2011

Tutte le "donne del presidente", orizzontali con il corpo o con la mente

Se c'è una categoria di persone che esce male da questa ultima vicenda della ex minorenne Ruby ospite beneficiata dal Presidente del Consiglio, sono le donne, mi spiace dirlo, ma proprio tutte le donne, le cosiddette "escort" o partecipanti alle "cene" di Arcore, e le esponenti del centrodestra   di cui abbiamo sentito  testimonianze e interviste.
Si era tanto  sperato nella emancipazione femminile, nella conquista di pari dignità e opportunità, nel ruolo positivo che le donne avrebbero potuto svolgere anche in politica.
E invece ecco il frutto del ventennio berlusconiano: legioni di giovani belle ragazze disposte a tutto per raggranellare un po' di soldi in fretta o aspirare ad una particina in uno show televisivo, e deputate, ministre , consigliere regionali del PDL (quasi sempre scelte per la loro "telegenicità"...) votate al solo ruolo di  amazzoni a difesa del sultano.
Se appare  vera la ormai famosa definizione della Santanchè (di un paio d'anni fa in momentanea fase antiberlusconiana) che " le donne Berlusconi le apprezza solo in posizione orizzontale", si può aggiungere che  oltre alla posizione orizzontale in senso fisico, il presidente pretende anche la sudditanza intellettuale o mentale che dir si voglia. E quest'ultima ha una valenza e una conseguenza anche peggiore della prima.
E' stupefacente per me, e demoralizzante,  sentire che Ministre dello Stato italiano, come la Carfagna e la Prestigiacomo, un giorno minacciano le dimissioni  accusando il loro partito di commistioni con  i corrotti e di non tenere in considerazione il loro ruolo, e il giorno dopo, previo colloquio con Berlusconi,  rimangiarsi le critiche e ritornare zitte e obbedienti come pecorelle all'ovile.  Quali argomentazioni misteriose abbia il premier per ottenere sì repentina sottomissione  è per me, e per tanti osservatori, un mistero.

Troppo ci sarebbe da dire su Daniela Santanchè, diventata in tempi fulminei esponente di spicco del PDL  mandata ad  occupare tutti gli spazi televisivi possibili con il compito  di aggredire verbalmente chiunque esprima una critica al suo capo, non lasciando parlare gli avversari politici,  attaccandoli con diversivi sul piano personale, negare l'evidenza dei fatti addebitati a Berlusconi, esponendo il dito medio e infine lasciando platealmente  la trasmissione per dimostrare la sua indignazione  e disprezzo per i conduttori e tutti gli altri presenti che hanno osato "attaccare vergognosamente" e "fare un processo mediatico" all'incolpevole presidente del Consiglio.
Sulla stessa falsariga si sono mosse tutte le altre donne del PDL o "del presidente", dalla Bernini alla Mussolini, dalla Ravetto alla Minetti, alla finta suorina Gelmini, per finire con la Zanicchi, disposte a giurare sull'innocenza delle serate del presidente allietate da decine di "ragazze immagine", sulle sue  buone e filantropiche intenzioni  nel cercare di sottrarre alle forze dell'ordine la minorenne Ruby,  straconvinte delle sue grandi capacità di uomo di governo che avrebbe fatto tanto per il Paese. Se i risultati non si vedono, o non tutti li vedono, non è colpa sua, poverino, perchè è vittima da vent'anni dell'assedio dei giudici "comunisti".
Tutte, come un sol uomo, a ripetere "spontaneamente", s'intende, le parole d'ordine  confezionate dal Comitato Centrale di Arcore, costituito dal Presidente e dai suoi legali.
Esemplare il caso della Iva Zanicchi, già  conduttrice televisiva Mediaset, che l'altra sera  nella trasmissione  di Gad Lerner su La 7, dopo aver per tutta la sera  difeso a spada tratta il suo ex padrone che l'ha elevata al rango di deputata europea, ha dovuto assistere  impietrita all'irruzione telefonica in diretta di Berlusconi, che ha definito un " bordello ripugnante" la trasmissione e le ha intimato, come a uno scolaretto , di alzarsi e abbandonare la trasmissione.
E' vero che la Zanicchi ha resistito eroicamente all'ordine e non si è alzata. Ma il giorno dopo si è prodigata in interviste  a difendere ancora "il mio presidente", dicendo "che  ha una forza fisica incredibile", "è ancora abbastanza lucido", quello che fa alla sera "sono affaracci suoi". Spiegando che "il disagio" provato non era tanto per le dure parole del presidente contro il conduttore e  la trasmissione, ma perchè si era sentita sola tra tanti che lo avevano accusato ingiustamente
Se le donne in politica devono "servire" solo a questo, è meglio, almeno dal punto di vista morale,  far le casalinghe e servire la cena al marito... Anche se , per la verità,  a servire il presidente si guadagna molto di più.
Pare che tutte le suddette signore si sentano animate  dal sacro fuoco dell'amore e dalla gratitudine per chi le ha elevate al rango (spesso immeritato) delle cariche pubbliche che ricoprono.
Dimenticando che lo stipendio da deputato o ministro in realtà non glielo paga il presidente del consiglio (che certo le ha raccomandate o imposte), ma i cittadini italiani. Cittadini ai quali dovrebbero sentire in primo luogo gratitudine e dovere di buona e corretta informazione e amministrazione.
** In foto, Rosy Bindi che , vivaddio, non è a disposizione del Presidente del Consiglio, e nemmeno, credo, ai dopocena di Bersani.