giovedì 14 giugno 2012

Chi è stato "strangolato"? Cicchitto, Monti, o noi?

La nuda cronaca parlamentare del Corriere della sera online di ieri  ci riferisce che
"Il ddl anticorruzione è passato con una maggioranza risicata di 354 sì e con un alto numero di astenuti: 102. Tra questi, oltre alla Lega, hanno deciso di astenersi anche 38 esponenti del Pdl.
Il sì definitivo è arrivato dopo che mercoledì alla Camera erano passate le tre fiducie sugli articoli «caldi» del ddl. Dunque maggioranza che si sbriciola sul voto finale al ddl sulla corruzione. Mancano più di cento voti, infatti, a quelli che sostengono il governo Monti. Assenti al voto anche il leader del Pdl, Angelino Alfano e il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani anche se, viene chiarito, solo perchè impegnato in altri appuntamenti. Tra i leader dunque solo Pier Ferdinando Casini era presente e ha votato a favore. Hanno votato contro Idv, i pidiellini Luca D'Alessandro e Lucio Barani, Santo Versace, due deputati di Popolo e Territorio, due di Nps. Si sono astenuti invece tra le opposizioni la Lega Nord, i restanti deputati del gruppo Pt, mentre nella maggioranza 38 del Pdl tra i quali Renato Brunetta, Guido Crosetto, Alfredo Mantovano, Mario Landolfi, Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio, Aldo Brancher. Astenuti anche i 6 deputati Radicali eletti nelle liste del Pd. Assenti al momento del voto oltre a Bersani altri 11 deputati del Pd e oltre ad Alfano altri 59 deputati del Pdl, 4 gli assenti dell'Udc.

L'AVVERTIMENTO DI CICCHITTO - «Al Senato sosterremo la responsabilità civile dei giudici e le diamo, signor Ministro, un elemento di riflessione: non ci venga a proporre emendamenti con l'esercizio da parte del governo di quello che è avvenuto qua, perché noi in questo caso non voteremo la fiducia su questo punto, perché non vorremmo essere ulteriormente strangolati» avverte il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, concludendo la dichiarazione finale di voto al Ddl anticorruzione, riferendosi in particolare alla norma prevista dal Ddl comunitario 2011 al'esame di Palazzo Madama. E avverte: «Come dice il proverbio: uomo o donna avvisata è mezzo salvata». Cicchitto ribadisce, inoltre, l'intenzione del Pdl di modificare il disegno di legge contro la corruzione, nella terza lettura al Senato, nelle parti relative al reato di concussione e alla nuova fattispecie «traffico di influenze».

E con questo chiarissimo e duro "avvertimento" il governo Monti è servito.
Chi avesse coltivato ancora qualche ingenua illusione che  Monti e il suo governo di "tecnici" più o meno bravi e coraggiosi, fossero liberi e autonomi  nelle loro scelte, credo debba svegliarsi e prendere atto della realtà.
Non è Cicchitto ad essere stato "strangolato" o "ammanettato", come il piduista ex socialista cane da guardia di Berlusconi ha  affermato con toni perentori e drammatici.
Ammanettato e strangolato è Monti  che deve fare i conti con questa parte di maggioranza che lo sostiene: il PDL (ma anche certi settori del PD...), che pretende una riforma della giustizia  e un decreto anticorruzione che innanzitutto garantisca l'impunità  reale e sostanziale del suo padre-padrone e poi anche  di tutti i corrotti grandi e piccoli che militano nelle sue fila o che lo sostengono.
E per proteggere  le pendenze pregresse e anche quelle eventuali future delle bande di delinquenti che ci opprimono si pretende una norma detta eufemisticamente della "responsabilità civile dei giudici", ma che di fatto  vuole ammanettare i giudici, collocandoli sotto una spada di Damocle di penalizzazioni personali e ritorsioni milionarie nel caso si azzardino ad inquisire e condannare i delinquenti danarosi e potenti.

Tutto questo mentre  il Paese si trova in una situazione economica disastrosa, per di più aggravata dalle conseguenze  di un terremoto altrettanto disastroso che ha messo in ginocchio una delle Regioni, l'Emilia Romagna, finora più floride e produttive.
Invece di spremersi le meningi e impegnarsi per  tentare di affrontare e risolvere questi  enormi problemi, questi figuri che tengono Parlamento e Governo in ostaggio si preoccupano di  perpetuare le corruzione, salvare i corrotti e punire i giudici scomodi.
Chi è lo strangolatore, e chi lo strangolato, signor Cicchitto?

martedì 15 maggio 2012

Le parole che non sopporto più

Fazio e Saviano hanno dedicato  la loro nuova trasmissione "Quello che (non) ho" su la7 alle "parole", quelle ricche di significati e contenuti, e anche quelle da evitare, perchè abusate o insignificanti. Ebbene  a questa seconda categoria io ne avrei altre da aggiungere, perchè, sinceramente, non me posso più di sentirle ripetere.

Comincio subito con l'inflazionato "vaffancu..." che è diventato il motto o il grido di battaglia  del comico-guru politico Beppe Grillo e del suo  Movimento che ha avuto  gran successo alle ultime elezioni amministrative.
Ora, riconosciamo pure che è sempre meglio  del "Dio lo vuole" di medioevale memoria che incitò i crociati a far stragi per portarsi a casa un po' di reliquie (fasulle). E sicuramente meglio è del "Dio è con noi"  sulle insegne  dei soldati nazisti che arrivarono al genocidio.
Ma  mi auguro che adesso chi è stato eletto nelle liste del succitato "vaffa.." a "5 stelle" si occupi d'altro, sappia dire  anche altre  parole e sappia dare ai cittadini le risposte  adeguate ai loro problemi, dimenticando gli assalti al didietro altrui e incitando a fare tante altre cose utili e interessanti.

Opportuno anche evitare  di "dire caz..." e di infilare il nome "caz.." ogni tre parole, di qualsiasi argomento si parli serenamente o si discuta. Passi lo sfogo in un momento d'ira, che scappò  al responsabile della Capitaneria di Porto De Falco contro il capitano Schettino  che aveva  vilmente abbandonato la sua nave e i passeggeri.
Ma che lo si tiri fuori  come intercalare abituale in ogni conversazione mi pare un po' troppo  e denota una fissazione eccessiva e quasi ossessiva verso una parte del corpo che ha pure le sue buone funzioni, ma che come livello di importanza e valore dovrebbe stare un po' più in basso e in subordine alla testa, visto che l'evoluzione della specie umana  ha portato l'uomo in posizione eretta. E quando si diceva di uno che era una "testa di c..." non gli si faceva un complimento.

Una volta si diceva anche  che l'Italia è "un popolo di eroi, santi, poeti e navigatori"; ed era  certamente un'esagerazione o un luogo comune. Adesso siamo per molti , a cominciare da un noto ex capo di governo e dal suo sodale, "un paese di mer..". E anche questa  mi pare una definizione da evitare, perchè diventata il simbolo di chi nella m... ci sguazza,  usa la bandiera per pulirsi il c... e per salutare alza il dito medio, sempre fissato allo stesso indirizzo.

Se poi siamo arrabbiati e vogliamo insultare  qualcuno che disprezziamo o ci ha fatto un torto, non ricorrerei al maleodorante "str..."; credo ci siano tanto altri vocaboli nella lingua italiana che possono esprimere i nostri sentimenti o risentimenti.

In conclusione, un invito: cari italiani, un po' di fantasia e di creatività espressiva; la nostra lingua è ricchissima e il nostro corpo è fatto di tanti organi; alziamo gli occhi dalle parti basse  e guardiamo un po' più in alto. Si può fare, e si può dare, di più e comunicare meglio il nostro pensiero.

PS. Manco a farlo apposta, questa sera, nella seconda puntata della trasmissione, Luciana Litizzetto ha dedicato buona parte del suo intervento alla esaltazione   delle succitate parole che io vorrei invece fossero messe in ombra. Evidentemente non abbiamo gli stessi gusti o partiamo da punti di vista diversi.
Lei deve far ridere e per una che di mestiere fa l'attrice comico-satirica, ci può stare. 
Da sempre si sa che  per far ridere bisogna raccontare  barzellette "sporche", con i classici riferimenti a organi genitali e pratiche sessuali.
Ma nel linguaggio comune quotidiano  credo che questo insistere sulla coprolalia e sugli organi  del lato A e del lato B, faccia piangere, o almeno sia   una segno della decadenza di stile e buon gusto che si accompagna alla decadenza   della società in tanti altri aspetti.

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domenica 13 maggio 2012

La lezione del voto che nessuno sa o vuole capire

Non ho voluto finora  scrivere un commento sulle elezioni amministrative del 6-7 maggio scorso, perchè tanto  di articoli e di commenti i giornali e i blog vari erano pieni; il mio sarebbe stato comunque superfluo e assolutamente inutile. E poi volevo vedere come  reagivano politici, giornalisti e cittadini. 
Ma è già passata una settimana e mi sembra che  i risultati delle elezioni, pur eclatanti, non abbiano  smosso più di tanto la palude della politica italiana. Alle urne ha vinto l'astensionismo e il partito  del "vaffa" che vuol  rovesciare l'establishment dei partiti e mandare a casa l'attuale inamovibile casta, ma tra i palazzi del potere aleggia ancora lo spirito del sempiterno Andreotti.
A cominciare dalla serafica reazione del presidente della Repubblica che ha ritenuto opportuno sminuire e liquidare con una battuta  il boom del successo elettorale delle  liste  del "Movimento 5 stelle", meglio noti come "grillini" (anche perchè  riesce linguisticamente  difficile definirli altrimenti: "movimentisti", o, forse, "cinquestellati"?).
In stato confusionale il povero Alfano, che subito ha ammesso la sonora sconfitta del PDL e il giorno dopo è stato costretto  da Berlusconi (dalla Russia con amore)  a correggersi e a  inventarsi  un inesistente buon risultato, anzi quasi una vittoria. Tanto per continuare a mistificare e nascondere la realtà.

E' evidente che la responsabilità del crollo del Pdl, e della Lega, non va attribuita ad altri che ai leader, Berlusconi e Bossi, agli scandali di cui sono stati protagonisti, e ai gerarchetti servili, famelici, opportunisti e incapaci di cui si sono circondati.
 Il Pdl come partito in realtà non è mai esistito; è nato su un predellino ed è finito in un "casino" (mi si perdoni l'espressione volgare, ma fa rima ed è realistico) o in un "burlesque", se si preferisce; privo come è sempre stato di un contenuto di valori ideali e politici e tenuto insieme solo dalla sudditanza al padrone e ai suoi interessi. Costretto a ritirarsi lui, il pseudo- partito si è inevitabilmente squagliato. Che Alfano fosse un re travicello messo lì solo per far da controfigura al padrone era chiaro a tutti.
E' ridicolo che adesso si voglia scaricare la colpa del crollo al sostegno dato al governo Monti, che è il prodotto, o l'effetto, proprio della crisi causata dai governanti precedenti, in carica fino a 5 mesi fa. 
Mi colpisce il fatto che anche in questa circostanza certi militanti o simpatizzanti di centrodestra  si siano rivelati incapaci di fare autocritica e di avere il coraggio di fare una seria analisi e pulizia in casa propria, indispensabile per tentare almeno di creare le condizioni per risorgere e darsi un'identità nuova e seria per il futuro, dopo una tale batosta. E invece c'è chi  si ostina ancora a dare la colpa della sconfitta alla Magistratura, al "bailamme mediatico-giudiziario", e ad agitare lo spauracchio della "sinistra".
E c'è addirittura chi ripropone Berlusconi come candidato leader di una "nuova" formazione politica  che possa ricompattare  le truppe del centro e della destra, ora in ordine sparso intente a leccarsi le ferite e a beccarsi tra loro o a riposizionarsi alla disperata.

C'è  chi avanza anche l'ipotesi che possa essere la Cei a promuovere il radicale rinnovamento del Pdl; il che mi fa pensare che ci si aggrappi ancora alla sempre ricorrente speranza di ricreare la Dc. Speranza finora sempre delusa, nonostante gli sforzi di Casini e altri orfani, e che non fa altro che dar fiato e forza al "grillismo", e comunque indica che si continua a guardare all'indietro e si è senza idee e senza leader credibili e autorevoli, e nuovi, per la società del presente e del futuro.
 
E veniamo al PD, che ha sostenuto e sostiene il governo Monti con scelte politiche che rasentano il suicidio, ma non ha pagato lo stesso prezzo, conservando un minimo di credibilità, grazie al suo zoccolo duro e alla sua presenza capillare sul territorio. Di fronte alla  sconfitta del centrodestra, pur avendo perso moltissimi elettori, tenta ora di farsi accreditare quasi come un vincitore. E manda in Tv e sui giornali a pontificare il "giovane" D'Alema, che è l'Andreotti del PD.
Ma non canti vittoria. Astensionismo e grillismo stanno insidiando parecchio anche il suo zoccolo e se non si affretta a rinnovarsi davvero, a trovare una linea precisa, a liberarsi dei suoi scheletri nell'armadio e a mettere in pensione i suoi dinosauri, il prossimo crollo, alle elezioni politiche, potrebbe essere il suo.

sabato 21 aprile 2012

Siamo tutti su "Scherzi a parte"

E' proprio vero che la realtà supera la fantasia. Lo si sa da un pezzo, ma quello che si è visto e sentito negli ultimi giorni non lo si sarebbe potuto  immaginare, tanto  appare strampalato e offensivo  per chi sia ancora in grado di intendere e di volere  e non voglia farsi prendere in giro.
Tanto per cominciare, prendiamo spunto  dalla lettera  inviata al Corriere da una signora "bene" milanese, ciellina della prima ora, moglie di un ex assessore di una precedente Giunta Formigoni, il ciellino doc Antonio Simone, ora in carcere insieme a tal Pierangelo Daccò, altro ciellino doc amico del cuore dello  stesso Formigoni e superbeneficiato dalla Regione Lombardia, pluriindagato anche per gli affari fallimentari di don Verzè.
Ebbene, la signora  in questa lettera  ha tracciato un bel quadretto, che sarà anche uno sfogo dettato da motivazioni un po' rancorose e vendicative, ma offre comunque un esemplare ritratto dei comportamenti e dei sentimenti di questi supponenti e onnipotenti ciellini, strenui difensori a parole dei "valori cristiani", e pescati  a trafficare a piene mani con "valori" molto pagani.

La lettera va ad aggiungersi ad un'altra notizia, uscita l'altro ieri, di una cena a margine di un convegno al mitico meeting di Rimini del 2009, costata 15.000 euro. Cena che spero Formigoni adesso non voglia paragonare a quell'ultima cena di Gesù con gli apostoli a base di pane e vino; visto che già si è modestamente paragonato a Gesù che sbagliò a  fidarsi di Giuda, per giustificare il fatto che  lui  si è circondato da una decina di "apostoli"  che ora sono sotto indagine giudiziaria  per corruzioni e malversazioni varie.

L'autodifesa apparsa oggi sui giornali è di tipica vecchia scuola democristiana: dall'arroganza dell'onnipotente intoccabile fino a ieri è passato alla farsa della falsa modestia e della finta umiltà  del peccatore che ammette solo qualche piccolo peccatuccio ( perchè ormai noto e innegabile), certo dell'assoluzione umana e divina. Glissando o negando i peccati più grossi, anche se ugualmente evidenti. 

Quello che mi disgusta di più in queste vicende di ruberie e sprechi è l'ipocrisia, la sfrontatezza e la doppiezza dei protagonisti, che ostentano e proclamano alte idealità con arrogante sicurezza, per nascondere la miseria e la bassezza delle loro azioni. Il clan Formigoni- CL - don Verzè , e la Lega, sono stati esemplari in questa scandalosa specialità: si sono riempiti la bocca per anni di paroloni in difesa dei crocefissi collocati dappertutto e dei "valori cristiani" da sbandierare ogni giorno contro il vituperato "laicismo", e intanto si riempivano le tasche e le pance di valori pagani, con cene e vacanze di lusso, ville, auto e diamanti. E con denaro di provenienza pubblica che doveva essere destinato ad altri usi.

Ebbene, dopo aver sentito l'autodifesa dell'ex immacolato Formigoni;
dopo aver sentito anche le giustificazioni dei leghisti ex implacabili censori di "Roma ladrona" che ora si mostrano con la scopa in mano per  spazzare i diamanti e i lingotti d'oro acquistati con denaro pubblico;
e dopo aver sentito l'autodifesa di Berlusconi che ha definito i suoi festini "gare di burlesque", ho capito:
noi italiani, consapevoli e inconsapevoli, siamo tutti su "Scherzi a parte", la trasmissione Tv di maggior successo del gruppo Mediaset, sponsorizzata da CL. 
Quindi, possiamo ridere.


 

lunedì 9 aprile 2012

B&B. Smascherata la Banda Bassotti che ha rapinato e ingannato l'Italia per 20 anni.

E' finita (si spera...) come doveva finire la  resistibile ascesa  di Umberto Bossi, giunto immeritatamente alle più alte vette del potere  e del governo in Italia e ora costretto alle umilianti dimissioni  da "capo" della Lega, travolto da una valanga di  scandalose accuse  che  mostrano  la vera natura del castello di balle su cui aveva costruito la sua fama e il suo successo. Finito dunque ingloriosamente, come il suo socio e complice Berlusconi, e pochi mesi dopo di lui; e come quella specie di pseudogiornalista-maggiordomo di Emilio Fede, che reggeva loro il bordone  con servile e interessata  piaggeria dalla sua tribuna televisiva.

Fine di un'epoca, o almeno di un ventennio  infelice della storia politica italiana? Magari fosse così.  Certo, per chi come me questi due personaggi li ha sempre  visti come il fumo negli occhi, come un pericolo pubblico  portatore di  malcostume e degrado morale e sociale, è già una buona soddisfazione  vedere la loro uscita dai piani alti delle istituzioni; e mi regala un piccolo compiacimento nel poter dire che avevo visto giusto e che la mia diffidenza e ostilità erano più che giustificate.

Ma la mia soddisfazione finisce qui e si ferma davanti al triste spettacolo offerto dagli orfani del "caro leader" nostrano, del capo carismatico a cui tutto si perdona, attribuendo sempre le colpe dei misfatti agli altri, ai familiari e ai  capetti opportunisti e interessati che l'hanno circondato e sostenuto facendo finta di non vedere incapacità, pasticci e illeciti, per trarne vantaggio. Così come giustificarono tutto  gli innamorati di Mussolini che, anche dopo  aver subito i danni immani da lui provocati all'Italia, lo assolvevano dando la colpa di tutto ai "gerarchi". Così come  hanno pianto affranti sincere lacrime quei poveri  sudditi dei regimi alla morte dei dittatori che li avevano sfruttati e  ingannati senza che loro se ne rendessero conto.

Ma la mia tristezza non viene solo dallo spettacolo offerto dal piccolo popolo di fan leghisti della base, male informati e nutriti di slogan sempliciotti e assurdi; viene anche dallo spettacolo offerto  da politici e giornalisti  dei piani alti  che ancora non hanno il coraggio di chiamare le cose col loro nome e galleggiano su una marmellata ambigua e ipocrita,  arrivando quasi a rendere onore a Bossi  perchè ha compiuto il gran gesto, raro in Italia, delle dimissioni. Facendo finta di non capire che si è dimesso per forza delle cose che sono venute alla luce e solo di fronte a contestazioni della magistratura grandi come una casa (anzi come una villa ristrutturata con denaro pubblico destinato ad altri usi...).

E' bene dunque che sia stata smascherata questa specie di Banda Bassotti  della politica italiana. Ma rimane il tanto male in un tessuto sociale italiano che ha permesso, voluto e sostenuto questa Banda. Perchè senza un largo consenso di cittadini volutamente ciechi o miopi tutto questo non avrebbe potuto accadere. E quindi potrebbe accadere di nuovo.

Un Paese che si è lasciato governare per tanto tempo da questa gente è un paese molto malato  e non vedo al momento i "dottori" giusti che lo possano guarire. Non lo vedo in un centrodestra ex maggioranza, già complice e ancora succube dei suoi squalificati leader; non lo vedo in un centrosinistra  o in una sinistra divisi, incapaci di fornire un modello alternativo, impastoiati tra  eterne tentazioni all'inciucio e al compromesso su valori e questioni ideali e sostanziali; con frange di opposizione fine a se stessa  ad uso e consumo  di leadership personali.
Senza dimenticare che  i casi Lusi, Penati,  Tarantini e dalemiani vari hanno mostrato quanto siano deboli e fragili gli ideali civici e sociali di tanta gente "di sinistra" di fronte al denaro, agli affari  e alle possibilità di carriera.

Nè c'è da illudersi che il risanamento morale, ed economico, possa venire  da  "larghe intese" costituite dalle attuali forze politiche che sostengono il governo Monti e che pensino di poter continuare ancora negli anni prossimi a nascondersi dietro di lui, facendogli fare il "lavoro sporco" taglieggiando le classi più deboli e sfornando riforme capestro o fasulle. Chi ha provocato il disastro  difficilmente saprà o vorrà porvi rimedio.

Con buona pace del nostro autorevole dispensatore di alti, e inutili, moniti bipartisan. Piaccia o no quel po' di "pulizia" che si è riusciti a fare finora lo si è dovuto all'azione della Magistratura. Quella Magistratura che il Capo dello Stato ha così spesso bacchettato e accusato di protagonismo, mentre dilagavano mafie e corruzione, con notevoli collusioni  e favoreggiamenti di politici e amministratori pubblici.

domenica 11 marzo 2012

Falcone e Borsellino uccisi una seconda volta, dalla Cassazione


Falcone e Borsellino sono stati uccisi una seconda volta; e dalla Corte di Cassazione. Metaforicamente s'intende, ma con conseguenze  anche  reali e sostanziali sul presente e il futuro dei processi contro la criminalità organizzata. Con le motivazioni espresse dal Procuratore Generale di questa Corte per annullare la sentenza di appello che condannava Dell'Utri, la lotta di Falcone e Borsellino e altri giudici contro la  mafia degli esecutori materiali e dei mandanti e di tutti quei signori in camicia bianca, politici e della "società civile", che direttamente o indirettamente ne determinano o favoriscono le azioni, o ne traggono vantaggio tramite rapporti di amicizia e contiguità, sembra perduta.
Prima con la loro morte fisica per mano di criminali, ora con la morte delle loro idee, per bocca di alti magistrati, chiamiamoli ipergarantisti per carità di patria, tanto premurosi nel difendere i "diritti" di uomini potenti  dalle accertate e reiterate cattive frequentazioni con mafiosi di prima linea.
Se un alto magistrato della Corte di Cassazione afferma che il "concorso esterno in associazione mafiosa è diventato reato autonomo in cui nessuno crede più“, siamo a un passo dal dire, come decenni fa, che "la mafia non esiste"
Quando è vero invece,  che la mafia sul "concorso esterno" ci campa e prospera e si garantisce, spesso, l'impunità. Lo testimonia il potere di condizionamento da essa raggiunto in tutti i campi e le sue ramificazioni e infiltrazioni  nel mondo economico, politico e delle amministrazioni locali. Tanti altri magistrati, inquirenti e giudicanti, che hanno vissuto e lottato sul campo  e studiato il fenomeno, lo hanno affermato con convinzione  e anche con prove, quando è stato possibile  raccoglierle. Cosa difficilissima, perchè  le eminenze grigie  dei favoreggiatori e  dei sostenitori o beneficiati  esterni stanno ben attenti a non sporcarsi direttamente le mani, le lasciano sporcare ad altri.

Che il PDL, o la destra italiana, si lasci guidare ancora da Berlusconi e Alfano, e dai tipi come dell'Utri, e gioisca di questa sconfitta della giustizia che non riesce a colpire il terreno di coltura di cui si nutre la mafia in Italia, è veramente triste.
Dopo la sentenza della Cassazione sono innumerevoli le dichiarazioni e le congratulazioni al senatore Dell'Utri tra le fila del centrodestra. Dichiarazioni da incorniciare per far capire di che pasta sono fatti i dirigenti del partito personale di Berlusconi, fondato da lui e da Dell'Utri.

«Tieni duro e continua a difenderti con grande orgoglio e straordinaria dignità come hai fatto in questi anni», afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano rivolgendosi a Dell'Utri.
«L'annullamento del processo a carico del senatore Marcello Dell'Utri è una buona notizia, per cui non possiamo che rallegrarci, ma al tempo stesso non possiamo non ammettere amaramente che nessuno potrà mai sanare la gravità delle accuse e il peso delle sofferenze patite ingiustamente dal senatore Dell'Utri nel corso di questi anni» ha affermato il coordinatore del Pdl Sandro Bondi. 

Gianfranco Rotondi, membro dell'Ufficio di Presidenza del Pdl: «Voglio esprimere la mia soddisfazione per la decisione della Corte di Cassazione in merito al processo Dell'Utri. Per il senatore Dell'Utri inizia il secondo tempo della sua vita fatta finalmente di giustizia»

Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «Le parole del Pg e la decisione della Cassazione sembrano demolire l'azione di militanza politica portata avanti nel caso Dell'Utri da alcuni settori della minoranza politicizzata della magistratura ...

E tutto questo arriva pochi giorni dopo l'affossamento per prescrizione del processo contro Berlusconi  per l'accusa di corruzione (accertata) dell'avvocato Mills.

Qualcuno trova una coincidenza  nella liberazione di Berlusconi e del suo fedelissimo alleato da pendenze giudiziarie che avrebbero potuto portarli in galera; "liberazione" provvidenzialmente arrivata 100 giorni dopo le sue dimissioni da capo del governo. Sarebbe devastante  se fosse vera l'ipotesi che questo era il prezzo (segreto, ovviamente, e inconfessabile) da pagare per convincere Berlusconi a farsi da parte e "salvare" l'Italia dal baratro economico.

Così non si salva nulla ma si perpetua una gravissima malattia che mina legalità, giustizia, principio di uguaglianza  e valori etici che dovrebbero essere irrinunciabili in una democrazia sana.

giovedì 2 febbraio 2012

Attenti professori, sul ghiaccio si scivola

Ho accolto con  moderata soddisfazione  la chiamata al governo  del professor Mario Monti e della sua squadra di "tecnici" e professori in discipline varie perchè ci liberava  dal peso insostenibile  del governo Berlusconi, e ci faceva sperare in una nuova amministrazione della cosa pubblica seria e competente.
Ho accolto con mesta e sobria rassegnazione le "manovre" annunciate e approvate, anche se mi penalizzano come pensionata e come cittadina con casa propria, perchè mi sono convinta che siano inevitabili e necessarie per il risanamento dei conti pubblici.

Ma sono rimasta di ghiaccio  a sentire il professor Monti  scherzare sul "posto fisso", ovvero un  lavoro sicuro a tempo indeterminato, perchè sarebbe "noioso".
Ghiaccio che si è aggiunto a quello che sta paralizzando l'Italia dopo una nevicata  di proporzioni mega come non la si vedeva da tempo. Per non parlare del freddo con brividi  che mi ha colto sentendo  quel tal sottosegretario Michel Martone, figlio di papà  superfavorito e privilegiato, che ironizzava sugli "sfigati" 28enni non ancora laureati, senza chiedersi se  erano pigri  bamboccioni o  volonterosi  frenati dalle esigenze di una contemporanea attività di lavoro precario o da altre difficoltà.

A sentire tutte le dichiarazioni  e interviste che ormai ci stanno inondando da tutti i giornali e canali televisivi, comincio a temere che questi tecnici e professori  ragionino un po' troppo  da tavolino o da Aula Magna, e non abbiano sufficiente percezione e contatto con la realtà  della società che devono governare.
Non vorrei finissero per  somigliare a quella regina Maria Antonietta che a chi  le riferiva del  malcontento del popolo che non aveva pane, rispondeva "che mangiassero biscotti".

Non sono in grado di valutare se tutti i provvedimenti annunciati servano davvero a   ridurre il debito pubblico e a rilanciare l'economia in crisi; per forza di cose,  devo aspettare  gli effetti, che non saranno a breve termine.
Ma ho forti dubbi sulla utilità sociale della precarietà e della flessibilità   diffusa e istituzionalizzata nel mondo del lavoro.
Il "posto fisso" sarà anche "noioso", ma dà sicurezza a chi voglia  fondare una famiglia, mettere al mondo dei figli  ed essere in grado di mantenerli, ottenere un mutuo da una banca per  comprarsi un appartamento, fare acquisti e  qualche vacanza e  fare da volano per l'economia del paese.

Dopotutto  è ancora in vigore la Costituzione che all'articolo n. 4 afferma "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto...", e nei successivi  35 e 36  stabiisce ulteriori tutele.

E negli articoli del Titolo II dal n. 29 in poi riconosce i diritti della  famiglia e i doveri dei genitori per il mantenimento dei figli.


Non tutti possono permettersi di saltellare da un posto divertente e interessante all'altro quando cominciano ad annoiarsi (grazie alle raccomandazioni di padri influenti), soprattutto quando  l'economia è in crisi e le fabbriche chiudono.

Attenti professori, non scherzate sulle sofferenze  e le difficoltà dei giovani seri, preparati e volonterosi, che non sono rappresentati dal "ribellismo"  oscuro e indistinto dei Centri sociali, ma che si aspettano, o aspettavano, almeno da voi, un'attenzione e una lettura più consapevole della realtà.
Se  distribuite ghiaccio, poi su quel ghiaccio potreste scivolare voi stessi, insieme a noi, e perdere  il patrimonio di consenso preventivo ricevuto all'inizio.



Capisco che per restare in carica avete bisogno dell'appoggio "anche" di Berlusconi, ma se lo corteggiate troppo  e fate solo la politica che piace a lui, o peggio di lui,  che ci abbiamo guadagnato?