giovedì 8 aprile 2010

La resistibile ascesa di Silvio I

Sicuramente parrà eccessivo a molti paragonare la folgorante presa del potere da parte di Silvio Berlusconi alla "Resistibile ascesa di Arturo Ui", il dramma che Bertolt Brecht scrisse pensando alla scalata al potere compiuta da Hitler. Ascesa che secondo lo scrittore tedesco avrebbe potuto essere fermata in tempo e che invece si compì grazie al sostegno e alla complicità di tanti.
Ma pur in tempi e con personaggi diversi, io trovo che in fondo le analogie sono tante, come sono tante le analogie con i metodi di conquista del consenso popolare praticati da Mussolini per la sua resistibile ascesa, diventata irresistibile grazie al sostegno e alla complicità di tanti, dal re Vittorio Emanuele III ai camerati e gerarchetti, ai deboli partiti socialcomunisti, liberali e popolari del tempo incapaci di accordarsi, al popolo credulone affascinato dall'uomo della Provvidenza, e alla Chiesa- istituzione più sensibile ai poteri forti che alla difesa dei deboli.
Lo stile di giornali attuali come "Libero" e "Il Giornale" è tale e quale quello a suo tempo usato da "L'Assalto" di Arpinati & C per insultare, aggredire e intimidire ogni avversario politico reale o potenziale o chiunque osasse non assecondare i disegni del Capo.
Non posso ovviamente sapere quanto e come durerà il "regime di Silvio I" (così credo si possa chiamarlo, dopo 17 anni dalla sua "discesa in campo", a malapena interrotti per qualche anno dalle deboli prestazioni dei bersagliatissimi governi di centrosinistra votati alla autodistruzione). Ma quel che è certo è che un gradino dopo l'altro la scala dei poteri l'ha già conquistata tutta e può guardare dall'alto i suoi sudditi e manovrarli come vuole, grazie anche, e soprattutto, al monopolio sui mezzi di informazione pubblici e privati di cui si è appropriato.
Eppure le occasioni e i motivi per fermarlo ce ne sono stati tanti, ma nessuno ha saputo o voluto tenerne conto.
Anche con le recenti elezioni regionali, che pur hanno rivelato un calo di voti e di votanti in assoluto per il centrodestra, il parallelo calo di voti e di votanti tra gli elettori potenzialmente di centrosinistra ha fatto sì che quello che poteva e doveva essere uno stop sul trionfale percorso berlusconiano , si sia trasformato in una nuova vittoria per Lui.
E sì che negli ultimi mesi ne sono sono venuti fuori dei fattacci che avrebbero dovuto deludere chi aveva creduto in lui e nel suo potere taumaturgico di "uomo del fare" (e del malaffare). Ma non è bastato. Non sto a ripetere quanto già scritto in post precedenti e in commenti in altre sedi; ormai sono talmente stanca di questa politica che non ho più nemmeno voglia di scrivere.

L'ultima delle amarezze (non dico delusione perchè da tempo non mi illudo più sul suo comportamento) è venuta ancora una volta da Napolitano che ha firmato a gran velocità la legge sul cosiddetto "legittimo impedimento" e subito il giorno dopo è ripartito in quarta a predicare per l'ennesima volta perchè si mettano tutti d'accordo, maggioranza e opposizione, per fare le ormai famose e fantomatiche "riforme condivise" che piaceranno a Berlusconi e serviranno a spianargli la strada per diventare addirittura il prossimo presidente della Repubblica.
Ma a che gioco sta giocando quest'uomo che ricopre la più alta carica istituzionale ed esercita il suo ruolo con un tempismo, un attivismo e uno zelo degno di miglior causa? Qual'è il fine recondito che si è prefisso (o che gli è stato imposto da accordi di cui non conosciamo la natura) per il suo settennato?
Perchè un ex comunista diventato capo dello Stato sta facendo di tutto per favorire la trasformazione della Repubblica italiana, fondata sulla Costituzione del 1948, in un regime autoritario asservito ad un personaggio come Berlusconi, con tanti conti aperti con la giustizia, frutto del peggior capitalismo, sostenuto dalla destra ex fascista più aggressiva e priva di valori e da una Lega disgregatrice dell'unità nazionale?
E perchè la Chiesa dei Ratzinger, dei Sodano, dei Bagnasco e dei Ruini sta facendo altrettanto? Invece di vergognarsi per gli scandali di pedofilia clericale che stanno spuntando ovunque come funghi, e tenuti nascosti finora, costoro fanno le vittime e gridano al complotto (come l'amico Berlusconi del resto).
E il popolo, o buona parte di esso, crede loro, e per sentirsi cristiano corre a vedere un lenzuolo medievale spacciato per sudario di Cristo, mostrando così un ben misero volto di un cristianesimo che fa prevalere ancora una volta poteri forti, sfoggio di cerimonie, culto delle reliquie, idolatrie e feticismi, invece di impegnarsi nella ricerca e nella difesa della verità, della moralità autentica e della giustizia per i più deboli .

mercoledì 3 marzo 2010

Mio dio come siamo caduti in basso!

Credevamo che la sinistra fosse caduta piuttosto in basso con le vicende di Marrazzo e Delbono, ma la destra sta toccando un fondo che più profondo non si può. Che non ci si dovesse aspettare niente di buono da un cosiddetto “popolo delle libertà” che si faceva, e si fa, guidare da un personaggio come Berlusconi si sapeva. Ma che il marcio della sua corte e della sua base di manager e "uomini del fare" e del malaffare fosse così esteso e puzzolente ancora non si poteva credere. Le cronache di questi ultimi giorni stanno rivelando una “corruzione” e un degrado, nel senso più ampio del termine , che lascia sconcertati.

Come si potrà “rifondare” un'Italia ridotta così?

Leggo, oggi 3 marzo, dal pur prudentissimo Corriere della sera: "«Cartello» degli appalti. Una talpa nei Servizi segreti. I pm: una società intestata a Verdini (coordinatore del Pdl, ndr) è riconducibile al costruttore Fusi

PERUGIA—La «cricca» che gestiva gli appalti per i Grandi Eventi poteva contare su appoggi all’interno della Guardia di Finanza e dei servizi segreti. E così veniva informata sugli sviluppi delle indagini in corso. A rivelare questi rapporti sono i nuovi atti giudiziari depositati dai magistrati di Perugia. Le migliaia di pagine - con intercettazioni, pedinamenti e accertamenti …..."

In altro articolo sullo stesso giornale:

"Balducci, festini e prostituzione maschile. Il Vaticano caccia il corista nigeriano. Chinedu Thiomas Ehiem era indicato nell'indagine quale procacciatore di incontri omosessuali per Angelo Balducci

Il corista nigeriano della Cappella Giulia, Chinedu Thiomas Ehiem, indicato nell'indagine quale procacciatore di incontri omosessuali per Angelo Balducci, l'ex numero uno del Consiglio superiore dei lavori pubblici arrestato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta G8, «non è un religioso, nè un seminarista» e, comunque, è stato allontanato dal coro. Lo hanno precisato fonti della Santa Sede ...…"

Da rilevare che questo Angelo Balducci, potentissimo capo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ora in carcere per non so quanti affari sporchi, si fregiava, dal 2001, pure del titolo di “Gentiluomo di sua Santità” il papa ...

Alla faccia del “gentiluomo”! Che schifo a leggere le conversazioni telefoniche tra lui e chi gli procurava i “fusti”, con indicazione di misure, peso, colore e attitudini. A questo punto le massaggiatrici di Bertolaso , grande amico dei personaggi coinvolti nell'inchiesta, sono appena un innocente diversivo, sia pur con l'ombra del do ut des per altri appalti e favori per “l'imprenditore” Anemone.

Nell'inchiesta stanno venendo fuori amicizie e rapporti ambigui pure con il generale Nicolò Pollari, il superprotetto ex capo dei servizi segreti, già molto discusso per altre vicende.

Il senatore del PDL, Di Girolamo, oggi ha dovuto dimettersi perchè accusato di essere “schiavo” della camorra (e i suoi compagni di partito l'hanno pure applaudito, per il gran gesto di aver dato le dimissioni, poverino... invece di cacciarlo a pedate). Il giudice romano Achille Toro si è dimesso qualche giorno fa, essendo emerso che, insieme al figlio, faceva arrivare agli inquisiti informazioni sulle indagini in corso.

E' di ieri poi la notizia bomba che non sono state presentate in tempo utile e con tutti i crismi della legalità le liste elettorali della Polverini nel Lazio e di Formigoni in Lombardia. Quindi sono state escluse dalle competizione elettorale regionale del 28 marzo. Incredibile ma vero! Bossi ha chiamato i suoi cari alleati del Pdl “dilettanti allo sbaraglio”. Qualcosa di simile ha detto pure il Dc Rotondi, fino a ieri umile servitore e parente povero per sua stessa ammissione. Fini , cofondatore, ha detto, ma lo si era già capito, che questo partito non gli piace.

Dulcis in fundo: Ernesto Galli della Loggia, uno degli editorialisti del Corriere della sera finora più giustificazionisti nei confronti del governo al limite della cecità, se ne è uscito con un articolo così critico nei confronti del Pdl che pareva scritto da Travaglio. Alla buon'ora! Meglio tardi che mai! Quante boiate ci son volute per fargli aprire gli occhi e sciogliere la penna e fargli scrivere che il partito del premier è un "partito di plastica " che si sta sciogliendo!

Ma il fatto grave è che il direttore De Bortoli, probabilmente temendo le reazioni dei padroni del giornale (tra gli altri Mediobanca e Marina Berlusconi), ha tentato di bloccarlo prima che andasse in stampa. La censura però non gli è riuscita perchè l'articolo era già comparso in rassegne stampa estere e in internet. Così hanno dovuto pubblicarlo per forza anche su carta e in Italia, con un giorno di ritardo. Ma la faccia l'hanno persa. E questo è il segno dello stato di sudditanza in cui anche il maggior quotidiano nazionale “indipendente” si trova nei confronti dei suoi padroni e , sostanzialmente, di Berlusconi. Come se Berlusconi di potere di informazione e disinformazione non avesse già abbastanza, grazie ai suoi giornali e alle sue Tv , e alle Tv pubbliche dirette da uomini "suoi" come Minzolini, Mazza e Masi ( anch'essi citati in amichevoli telefonate con gli inquisiti dell'ultima inchiesta, guarda caso...).

Se poi pensiamo che sono state sospese per un mese, fino alle prossime elezioni, le trasmissioni di approfondimento Annozero e Ballarò su Rai 2 e Rai 3 e a Gad Lerner , su La7, è stato pure impedito di dedicare una puntata della sua trasmissione "L'infedele" alla recentissima inchiesta sulle società di telecomunicazione Fastweb e una consociata di Telecom, il quadro della situazione da regime e basso impero allo sfascio è completo.



mercoledì 24 febbraio 2010

Travaglio e Santoro, per favore non tiratevi la zappa sui piedi

Leggo da il messaggero.it:
Annozero, strappo Travaglio-Santoro. Il giornalista minaccia l'addio poi resta
Tensione dopo la trasmissione rovente di giovedì scorso Il conduttore: te ne vuoi andare? Non sarà una tragedia
Travaglio: potrei lasciare, ma sarebbe una sconfitta ROMA (23 febbraio) - «Caro Marco»; «caro Michele». Botta e risposta su Il Fatto quotidiano tra Michele Santoro e Marco Travaglio, dopo le polemiche dell'ultima puntata di Annozero......
…......
Ai due giornalisti rivolgo quindi un appello:
Da lettore ed estimatore attento e quasi sempre d'accordo con voi, vi chiedo, per favore non litigate. Non fatevi prendere troppo la mano dal vostro pur comprensibile orgoglio personale. Anche se sentite la vostra professionalità minacciata o incrinata , soprattutto a causa del malcostume dei mastini berlusconiani che aggrediscono sempre sul piano personale quando non hanno argomenti per difendere il loro padrone, resistete, e continuate a fare giornalismo come lo avete sempre fatto. Se non ci foste voi bisognerebbe inventarvi, anche se certi aspetti del vostro carattere e del modo di esprimervi possono suscitare, oltre all'ammirazione di tanti fan, anche l'ostilità, quando non l'odio, da parte di chi vorrebbe tapparvi la bocca perchè siete bravi a scoprire gli altarini e le magagne che i potenti vorrebbero tener nascosti al popolo televisivo. Non mi interessa sapere in che albergo ha passato le vacanze il giornalista Marco Travaglio 10 anni fa; non mi interessa sapere se lui e il giornalista Santoro da piccoli hanno rubato la marmellata dalla credenza della zia. Anche se fosse vero, questo non li renderebbe meno attendibili quando denunciano e documentano fatti inconfutabili di ben altra gravità di cui si sono resi responsabili personaggi che hanno responsabilità istituzionali e doveri pubblici di legalità.
Giornalisti così, ormai ce ne sono rimasti pochi; quasi una specie in via di estinzione, da salvare per l'equilibrio, anzi la sopravvivenza, della democrazia.

sabato 6 febbraio 2010

Religione e ragione: separati in casa, alleati o nemici?

Lo scienziato Umberto Veronesi a Sky Tg24 pomeriggio:
«La religione impedisce di ragionare» «La religione, per definizione, è integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità»
Così era intitolato un breve articolo , tipo comunicato di agenzia, pubblicato sul Corriere online il 4 febbraio scorso, come sintesi di una intervista. Apriti cielo! Con un titolo così , fideisti e razionalisti, "ultras cattolici" e "laicisti" si sono scatenati. Nel giro di poche ore i commenti dei lettori sono arrivati a decine, chi con battute telegrafiche e chi con più estese argomentazioni. Il forum è poi stato chiuso, e l'articolo archiviato, la sera stessa con 417 commenti. Non sono riuscita a contare se fossero in prevalenza gli uni o gli altri.

Da una parte si andava da un "Bravo Veronesi, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire quel che pensa della religione senza ipocrisie ed equilibrismi per timore di essere sgridato dai vescovi", alla classica definizione della "religione oppio dei popoli", alla contestazione dei dogmi che la Chiesa ha imposto ai credenti nel corso dei secoli, alle colpe storiche della Chiesa contro la libertà di pensiero in ogni campo.

Dall'altra , i credenti scandalizzati da tanto ardire, pronti a rovesciare su Veronesi l'accusa di arroganza e presunzione con espressioni tipo "ma come si permette? ma faccia il suo mestiere e non parli di quel che non sa" ; e altri solleciti nel tentare di dimostrare le colpe e gli errori della scienza e della ragione.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_04/veronesi-religione-ricerca_0dbc44c2-11a1-11df-806e-00144f02aabe.shtml

L'argomento non è stato trattato da altri giornali, almeno quelli che ho visto online, a parte Il Giornale della famiglia Berlusconi che vi ha dedicato subito un articolo di confutazione firmato da George Israel. Il tutto è stato riferito dal sito dell'UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), che ha raccolto gran numero di commenti in proposito (312), ovviamente, dato il tipo di lettori, quasi esclusivamente di plauso per Veronesi. L'articolo, leggibile al link

http://www.uaar.it/news/2010/02/05/veronesi-scienza-religione-sky-tg-24-polemica/

mette in evidenza come sul comunicato pubblicato dal Corriere online si sia un po' troppo sbrigativamente riferito e titolato l'intervista di Veronesi, col risultato di estremizzarne i concetti e suscitare anche critiche non meritate. Si invita quindi a sentire il video dell'intervista completa.

Chi ha tempo e voglia può documentarsi e sentire le varie voci su questo tema, che suscita tante passioni contrastanti. Io mi limito ad aggiungere alle mie considerazioni sulla laicità già espresse in altri post, alcune osservazioni riguardo ai commenti dei difensori della religione che non mi hanno convinto.

In primo luogo non trovo pertinente che si voglia negare al prof. Veronesi il diritto di criticare le religioni, come se avessero diritto di parlare di religione solo i teologi, gli ecclesiastici e i credenti. Se c'è un argomento per il quale ognuno di noi , professore o operaio, laureato o analfabeta, ha diritto di dire la sua è proprio quello della religione, che praticamente ci viene imposta appena nati col battesimo e di cui si pretenderebbe poi da ognuno l'osservanza per il resto della vita. Dove sta scritto che bisogna accettare la pratica di una religione senza obiezioni e che non si possono spiegare pubblicamente le ragioni per cui non ci si vuol sottomettere alle sue regole , contenuti e dogmi, in tutto o in parte? Non siamo forse in paese democratico? Che dire allora delle reiterate accuse e critiche sprezzanti che il papa e i vescovi muovono contro il relativismo, l'ateismo, o l'agnosticismo? Che dire dei loro quotidiani interventi per sentenziare o imporre la loro idea di come deve essere la famiglia, di come si deve nascere e di come e quando si deve morire, quando loro non hanno voluto crearsi una famiglia, non hanno figli, non sono medici, nè ginecologi? Che ne sanno di tutti questi problemi, materiali ed etici, che ognuno di noi comuni mortali deve risolvere?

Altro argomento preferito dai "fideisti" è l'affermazione della supremazia della "verità" proclamata dalla religione rispetto alla ragione e alla scienza. Si dice infatti che la scienza può solo spiegare e descrivere cose ed eventi del mondo reale, ma la religione spiega il perchè e dà un senso soprannaturale alla vita; quindi le verità di una religione sono più importanti e superiori delle verità, opinabili e variabili, che la ragione umana e la scienza possono raggiungere .

Ma qui sta invece, per me, il punto dolente. Anche le "verità rivelate" delle religioni sono opinabili e variabili, da un luogo all'altro della terra. Le risposte ai perchè della vita che le religioni offrono si basano sulla fiducia individuale, sul sentimento , sulla speranza che si realizzino le promesse. Ma sono certezze e verità solo per chi ci crede. Il "mistero della fede", l'indefinibile Dio che sta nell'alto dei cieli e lascia all'uomo il libero arbitrio di commettere qualsiasi nefandezza, ma secondo un suo disegno "imperscrutabile", non spiegano un bel nulla; danno speranze e promesse in uno sconosciuto "Regno dei cieli" nell'al di là e risposte preconfezionate e dogmatiche per il "di-qua" che il credente deve accettare per buone. Prendere o lasciare.


Ma chi non ne è convinto deve avere tutto il diritto di lasciare; e non per questo deve essere considerato inferiore, o superiore, o incapace di dare un senso morale e un altro tipo di fede e valori etici alla propria vita.
Religione e ragione per molte persone possono certamente anche convivere pacificamente, o procedere su binari paralleli che vanno nella stessa direzione. Ma ci sono molti momenti nella vita in cui le risposte della religione, e dei suoi portavoce istituzionali, non collimano con quelle della ragione, della scienza e della propria coscienza, e ognuno di noi ha diritto di poter scegliere se far prevalere le une o le altre.

mercoledì 3 febbraio 2010

Illegittimo impedimento e impunità garantita per legge

Oggi un altro passo è stato compiuto verso la degenerazione della nostra democrazia. La Camera ha approvato una proposta del governo definita elegantemente e ipocritamente del "legittimo impedimento". In realtà si tratta di un provvedimento che rende il capo del governo e i suoi ministri intoccabili, qualunque cosa facciano, anche se avessero compiuto reati gravi, perchè potranno rifiutarsi di presentarsi in tribunale per rispondere ad eventuali imputazioni ed essere processati per 18 mesi, o quasi fino alla fine del loro mandato. Assenti dunque "giustificati" dal "legittimo impedimento" di dover occuparsi del loro ministero. Come se fossero solo loro necessari e insostituibili nelle loro funzioni e come se fosse un beneficio per il Paese lasciare che continuino a governare anche se dovesse risultare che sono delinquenti!
Forse che non è indispensabile e insostituibile ogni padre che lavora o madre di famiglia che si occupa dei figli, o il medico, l'imprenditore, lo scienziato o chiunque renda un servizio alla comunità? Non dovremmo allora astenerci dal giudicare e processare o arrestare nessuno di costoro , anche se compiono reati, perchè hanno altro fare , per il bene della loro famiglia e della comunità? Forse che la magistratura può aspettare che vadano in pensione e i figli siano cresciuti per incriminarli? E non gli viene in mente ai poco onorevoli legislatori che hanno approvato questa legge che se i ministri, a cominciare dal primo, sono disonesti e corrotti, possono usare del tempo di dilazione e dei rinvii per reiterare i reati o usare del loro potere e influenza per nascondere o inquinare prove, condizionare testimoni, ecc ..?
E' ovvio ed evidente che i signori ministri del nostro governo, con il compatto e solidale sostegno dei partiti di maggioranza, PDL e Lega, ricordiamocelo per i posteri e la storia, si sono ritagliati un privilegio che li esonera dal rispetto della Costituzione che aveva sancito l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Questa è solo l'ultima , anzi la più recente perchè non resterà l'ultima, delle innumerevoli leggi ad personam che il nostro disonorevole capo del governo Berlusconi si è fatte approvare in precedenza; dopo il tentativo fallito del cosiddetto Lodo Alfano e mentre si porta avanti il progetto di legge per il "processo breve", che cancellerà migliaia di processi, inclusi ovviamente quelli in sospeso per lui e i suoi amici. E tutto questo si compie "in nome del popolo", legittimato dal consenso del popolo che ha votato questi personaggi e continua a sostenerli. Il leghista Roberto Cota se ne è fatto vanto in TV, sbandierando la sua cravatta verde da "padano" che vuol disfare l'Italia
Se non è degenerazione della democrazia questa.....
E intanto si riversano sulle strade migliaia di disoccupati, i problemi del Paese crescono e non si tenta nemmeno di porvi qualche serio rimedio, aspettando sempre la soluzione dalla italica buona stella della fortuna.

Altre elezioni sono alle porte, quelle regionali di marzo, e il maggior partito di opposizione, il PD, si è impantanato in figuracce che gli hanno fatto perdere credibilità come alternativa. Le tante incertezze e compromissioni compiute nel passato lontano e recente dai suoi leader, ne hanno rovinato l'immagine e tolto la forza morale necessaria per contrastare adeguatamente l'azione di questo governo, vanificando i pochi momenti e atti di chiara opposizione come quelli sostenuti ieri in Parlamento.
Anche qui si spera ormai solo nella buona stella .
Ma le stelle stanno a guardare; e se il "popolo", che sia di destra, di sinistra o di centro, non apre gli occhi e non impara a scegliersi le proprie guide e i propri rappresentanti tra gli onesti e i capaci, finiremo annegati in fondo al fiume come i topi trascinati dal pifferaio magico di Hamelin.

martedì 5 gennaio 2010

Pensieri sotto l'albero di Natale 2009

E' passato quasi un mese dall'ultima volta che ho scritto su questo blog, ma poco è cambiato nel frattempo sulla scena politica nazionale, se non in peggio, in seguito al fatto eclatante del 13 dicembre scorso, quando uno squilibrato ha colpito Berlusconi al viso con una statuina del duomo di Milano, provocandogli alcune ferite (della cui entità si sta ora discutendo). Certo è che il fatto, imponderabile e non politicamente significativo e motivato di per sè, ha avuto conseguenze deleterie soprattutto per l'opposizione, perchè è stato subito strumentalizzato con determinazione e pesante aggressività dall'entourage del premier, che si è scatenato in una campagna mediatica martellante contro le forze dell'opposizione, i politici e i giornalisti , Di Pietro , Travaglio e Santoro in particolare, considerati corresponsabili e accusati di aver fomentato una "campagna di odio" contro il capo del governo che avrebbe armato la mano dello squilibrato milanese.
Le foto della faccia insanguinata e dello sguardo stravolto di Berlusconi hanno fatto il giro del mondo, suscitando viva impressione e anche l'umana solidarietà di tanti critici e avversari politici del premier. In Italia i messaggi e le manifestazioni di solidarietà sono stati tanti, a partire dal Capo dello Stato e dal segretario del PD, Bersani, che si è recato personalmente all'ospedale S. Raffaele di Milano, dove il premier era ricoverato, per fargli visita, portargli i suoi auguri e manifestargli pubblicamente la unanime condanna dell'aggressione a nome del partito. Bel gesto, apprezzato dagli esponenti della maggioranza, che hanno però anche colto l'occasione ghiotta per infierire su Di Pietro e la Bindi, che avevano avuto l'ardire di aggiungere, nei loro interventi di condanna dell'aggressione, anche un accenno al contributo dato alla campagna di odio dallo stesso premier, con i suoi attacchi violenti contro magistrati, stampa, CSM e altre istituzioni, espressi con vigore nei giorni precedenti e nel corso della stessa manifestazione del PDl milanese dalla quale era appena uscito la sera dell'aggressione.
Apriti cielo! non l'avessero mai detto! Tutti dovevano cantare nel coro le lodi del premier e indicarlo come vittima dell'odio di una (inesistente o impotente) "sinistra". Anzi il PD, se voleva riscattarsi agli occhi della maggioranza di governo, doveva rompere subito i rapporti con Di Pietro e affrettarsi a fare urgentemente le riforme costituzionali "condivise", specie quelle sulla giustizia, tanto bramate da Berlusconi e auspicate e benedette da Napolitano.
Riecco quindi rispuntare D'Alema con il suo elogio dell'inciucio in una intervista al Corriere della sera, ed Enrico Letta, che ogni giorno lancia messaggi d'amore all'UDC e critiche a Di Pietro. E Bersani che fa e che dice? E' assente, in vacanza in USA, mentre il PD è allo sbando , senza una guida e una linea in varie regioni dove non si trova un accordo sui candidati da presentare alle prossime elezioni regionali.
L'ultimo segno di vitalità 2009 Bersani lo dà il 23 dicembre, prima di partire con l'augurio di buon 2010 agli italiani sul PDNetwork. Al che io gli ho replicato.

Da italiana ringrazio Bersani degli auguri all'Italia, che ne ha bisogno. Ma anche Bersani ha bisogno di auguri e soprattutto ha bisogno di dosi massicce di ricostituente, vitamine e ferro - mi si perdoni la battuta- per trovare la forza di combattere contro un avversario infido e potente, e pure per resistere alle pressioni di quanti, in modo diretto e indiretto, stanno cercando di trascinarlo ad una politica di resa sostanziale. Non lo si vuol chiamare "inciucio" ma "confronto" o "dialogo", ma sempre inciucio è, dannoso e mortifero per il PD, dannoso per l'Italia, che dal berlusconismo ha già subito tanto danno e ancor più ne subirà, e a lungo, se anche il PD acconsentirà a fornire un salvacondotto giudiziario al premier e appoggerà false riforme.

- Dimesso dall'ospedale con un paio di cerotti sul viso, e dopo aver diffuso contraddittorie e confuse notizie su presunti interventi immediati di ricostruzioni dei denti rotti (?) e di possibili ricoveri successivi in clinica svizzera (poi smentito) per aggiustare il setto nasale rotto (?) il premier, rilassato e confortato da certificato medico che gli concede 15 giorni di riposo assoluto, non perde occasione per intervenire da casa sua via radio a confortare i suoi e ad annunciare al mondo che il suo è il partito dell'amore e che , con ritrovata modestia, toglierà dal suo inno la frase "meno male che Silvio c'è," per sostituirla con un democratico "meno male che noi ci siamo". Al che ho scritto da qualche parte:

Che ridere! Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La convalescenza in periodo natalizio gli ha dato il tempo per pensarne altre due delle sue per blandire le folle dei sudditi adoranti: il " partito dell'amore" e la promessa di passare dall'io San Silvio al noi. Conversione sulla via di Damasco? Ma va là! Ottimo e astuto espediente per rubare un po' di scena al Papa, mostrarsi in veste di agnello sacrificale e usare anche lui, come il Papa, il "pluralis maiestatis"


- Al 31 dicembre si è aggiunto a reti unificate , il tanto preannunciato, ma solito, messaggio di fine anno del Presidente Napolitano, con il solito invito alla concordia e coesione nazionale per fare le famose "riforme condivise". Riforme ritenute tanto necessarie al Paese, ma viste con tanto sospetto dal tenace Tonino Di Pietro, il quale, pur approvando il significato e la buona intenzione pacificatrice del messaggio presidenziale, ha ritenuto opportuno mettere anche in guardia dall'uso strumentale e pro domo sua che la maggioranza di governo ne avrebbe fatto. Altro scatenamento di ire contro di lui da parte del Pdl (ovvio) , ma anche del "nostro" Enrico Letta e dei dalemiani che ora imperversano. Commento mio.

Ma Bersani dov'è, a dirigere una bocciofila?

Adesso Bersani sembra nascosto chissà dove e manda avanti Letta a criticare Di Pietro e l'Idv su giornali e Tv; poi c'è Latorre che ogni dì indica la linea delle "riforme condivise" dal PD (quali?, come? decise da chi?); poi c'è la Finocchiaro che ogni tanto "apre" su qualcosa; e sorvoliamo sulle esternazioni degli onnipresenti D'Alema, Violante e altri malassortiti della compagnia. Ma, di grazia, un povero elettore del PD vorrebbe sapere che ci sta a fare il segretario eletto del PD e se tutta questa gente che parla a nome del PD corrisponde a una linea e a decisioni prese democraticamente all'interno del partito, o se parla a ruota libera per preferenze personali. Continuiamo dunque ancora così, in ordine sparso e senza un minimo di coordinamento e di ascolto della base? Ma ancora si continua con la solfa che a criticare Berlusconi ( e qualche volta ad avanzare obiezioni sugli ambigui messaggi di Napolitano) si fa peccato e gli si fa un favore? Io credo che siamo l'unico paese democratico (??!!) in cui si pretende dall'opposizione il consenso forzato per quel che fa il governo, pena la scomunica del papa e del capo dello Stato.

Parole al vento, naturalmente.

- Ma il fatto più interessante e inquietante di fine anno è la nascita di un gruppo su facebook che sta diffondendo immagini e video dell'accaduto per avanzare dubbi sulla dinamica dell'aggressione a Berlusconi e sostenere la possibilità che si tratti di una simulazione o mistificazione, evidenziando particolari che potrebbero dimostrare che non di ferite vere si è trattato, ma di un trucco applicato sul viso da Berlusconi stesso con una manata di sangue raggrumato contenuto nel sacchetto nero che si è repentinamente portato sulla faccia.
Idea mostruosa, ma non priva di pezze d'appoggio.

Effettivamente, guardando le foto e osservando i comportamenti, i dubbi crescono. Sarebbe bello che la magistratura trovasse il coraggio di indagare a fondo su questa vicenda dell'aggressione e delle vere ferite di Berlusconi. Ma come potra' farlo senza essere accusata di comunismo..... E chi potra' andare a interrogare i medici del S. Raffaele di don Verze' notoriamente vecchio amico di Berlusconi....

.....Forse è inutile (la petizione avviata su facebook) perchè con la situazione che si è creata in Italia è diventato praticamente impossibile indagare su tutto ciò che riguarda il nostro premier nel passato remoto e in quello prossimo. Ma di elementi da chiarire ce ne sarebbero tanti. Se un fatto del genere avesse avuto per protagonista qualcun altro forse gli inquirenti avrebbero indagato un po' meglio e non si sarebbero accontentati di una superficiale e verbale ricostruzione dei fatti. Tanto per dirne una, oltre a tutte le contraddizioni già segnalate da altri: qualcuno ha provato a riprodurre la "scena del delitto" e vedere se e come era possibile colpire in faccia con precisione Berlusconi , in mezzo a quella calca, tra tante braccia alzate con macchine fotografiche in mano? Troppe cose non quadrano, ma non sapremo mai la verità.


- Infine, ciliegina sulla torta, anche nel senso letterale del termine, la pubblicazione sul quotidiano "Alto Adige" e poi su altri, di una foto che ritrae il premier insieme alla deputata di Bolzano (ma eletta in Campania), Michaela Biancofiore, invitata da Berlusconi nella sua casa di Arcore il 29 dicembre per festeggiare il compleanno di lei (e ridaje con i compleanni di graziose signorine....). In primo piano, davanti al premier una torta con decorazione a mo' di immagine che riproduce Berlusconi con il dito medio alzato verso una bandiera tricolore e la scritta Forza Italia. Foto che non si poteva non commentare, e l'ho fatto su un paio di forum di giornali, anche in relazione a un commento altrui di un berlusconiano che affermava di preferire i donnaioli ai bacchettoni.

Ma a me fanno ancor più paura, anzi un sentito disprezzo, i donnaioli bacchettoni che assommano i vizi degli uni e degli altri. E in Italia ce ne sono tanti, a cominciare da Berlusconi, perfetto esemplare di donnaiolo impenitente e orgoglioso di sè, che si fa fotografare col Papa, col crocifisso in mano, promuove il "famili day" e si dichiara portatore di valori cristiani . Più che significativa l'ultima foto del Nostro poco spinoziano premier: attorniato da due graziose signorine, faccia tappezzata da strani cerotti ballerini apparentemente al posto sbagliato rispetto alle ferite dichiarate, torta con disegno elegantemente allusivo al dito medio che il Signore di Arcore infila ridente a tutti noi poveri italiani, cornuti, mazziati e beffati , becchi e contenti. Grazie Presidente. Ma come e' buono lei , fondatore del Partito dell'Amore. il popolo dei Fantozzi sara' estasiato. Due punti in piu' di share se li è guadagnati anche con quest'ultima trovata, immortalata con la complicità di una giovane deputata innamorata .... della propria carriera . E poi ci lamentiamo delle volgarità del comico Beppe Grillo...... Se il capo del Governo italiano si diverte così!!!

Un paio di lettori si è poi complimentato col mio post; ma la tristezza per questo squallido fine 2009-inizio 2010 resta.



mercoledì 9 dicembre 2009

Consigli interessati a Bersani

Davvero non vorrei essere nei panni di Bersani, bersagliato com'é da tanti consiglieri , interni al suo partito ed esterni, in buona e in mala fede, che gli vogliono indicare la strada per guidare il PD verso un improbabile ritorno al governo (o in un vicolo cieco).
Io distinguerei subito tra i consiglieri in buona fede e quelli in mala fede; e tra questi ultimi metterei senza indugio politici e giornalisti di parte avversa e governativa, berlusconiani e affini, che non possono che dare consigli interessati e mirati perché chi è oggi in minoranza e all'opposizione ci resti in eterno. Questi sono tanti, attivissimi, penetranti come martelli pneumatici che scavano la pietra , ripetendo sempre lo stesso assordante ritornello: Bersani e il PD stiano lontani dalle tentazioni della piazza, dai giudici di sinistra , da Repubblica e da Travaglio e soprattutto rompano ogni rapporto con Di Pietro e il suo giustizialismo.
Se Bersani farà il bravo e ascolterà questi consigli, chi è in maggioranza e ha il coltello dalla parte del manico, gli concederà l'onore di sedersi tutti insieme intorno ad un tavolo a dialogare per fare le famose, e fantomatiche, "riforme condivise" ; qualche emendamento di consolazione e qualche fettina di carne avanzata e le briciole sotto il tavolo ci saranno anche per lui e i suoi amici.
Che questi siano consigli interessati e mirati a tenere divise e in conflitto tra loro le varie anime dell'opposizione in modo che non riescano a coalizzarsi e ad avere più forza, lo capisce anche la casalinga di Voghera, senza conoscere e scomodare la storia che insegna quanto sia sempre stato usato con efficacia dai potenti il metodo del "divide et impera" diretto agli avversari.
Se queste cose le capisce una casalinga come me, ci dovrebbe arrivare a capirle anche Bersani, che stupido non è.
Ma il guaio è che il pover'uomo è prigioniero e circondato da una folta schiera di "dinosauri ", ovvero le eminenze grigie , i padri fondatori della chiesetta PD, che hanno trasferito sul nuovo partito la loro influenza , la mentalità e i metodi di navigatori di lunga esperienza nell'ex PCI o nella ex DC, ammantati da un'aura di superiorità e di intoccabilità, i quali stranamente gli ripetono lo stesso ritornello e gli danno lo stesso tipo di consigli.
Anche di questi la schiera è numerosa, a cominciare dall'immarcescibile Massimo D'Alema , che, pur non avendo cariche precise nel partito, conta più di tutti e riesce a mettere uomini di sua fedeltà in tutte le cariche che contano, dai segretari provinciali e regionali, ai deputati e senatori nel Parlamento italiano, ai parlamentari europei, fino allo stesso segretario nazionale del partito, Bersani. D'Alema ha una sua Fondazione, un giornale di riferimento , intitolato "Il riformista", di proprietà di tali Angelucci, che finanziano anche il fascistoide "Libero"; giornale diretto dall'ambiguo Antonio Polito sul quale scrivono giornalisti "trasversali" come Peppino Caldarola ex direttore de L'Unità che disinvoltamente scrive qui e sul Giornale di Berlusconi , e vi sfogano i loro livori di giornalisti di sinistra pentiti o delusi , col dente avvelenato contro gli ex compagni (come Gian Paolo Pansa). La pattuglia dei dalemiani, composta in particolare da Latorre, Polito e Caldarola è la più richiesta, guarda caso, o imposta, da tutte le reti TV pubbliche e private, per interviste e dibattiti in cui rappresentano il loro ambiguo pensiero come fosse quello del PD.
La pattuglia de Il Riformista rappresenta quella finta sinistra che piace tanto alla destra, anzi a Berlusconi, perchè non ha mai perso occasione per attaccare e distruggere tutti i leader dell'Ulivo prima, e del PD ora; nemico giurato delle piazze, dei girotondini, di Di Pietro, dei giudici e dei "giustizialisti" , ecc... Insomma la stessa linea del centrodestra più infoiato contro la odiata "sinistra."


Non bastasse questo macigno al collo di Bersani, ci sono poi alcuni ex Popolari, o meglio ex DC, che si sono abbarbicati all'etichetta di "cattolici" come fosse una corrente di pensiero a sè, quasi un partito nel partito, che vuole rappresentanza e potere di condizionamento in nome della ostentata fedeltà ad una religione e alle sue gerarchie ecclesiastiche (ma di fatto per avere cariche), contraddicendo uno dei valori fondanti del partito e della Costituzione, che richiedono laicità, leggi e scelte pubbliche non ispirate da una religione ma rispettose dei diritti di tutti i cittadini, non solo dei cattolici. Di questa pur nutrita pattuglia facevano parte Rutelli e la Dorina Bianchi che hanno ritenuto più conveniente andarsene in altre formazioni ad esternare la loro cattolicità, sperando in altre candidature e ruoli che li gratifichino . Ma ci restano nel PD altri personaggi come Marini, Fioroni, Enrico Letta, la Binetti e altri i quali vorrebbero spostare il partito verso un "centro" che somiglia tanto alla amata vecchia DC, ma che ha scelto ormai altri partiti come l'UDC e , in parte, il PDL, e difficilmente potrà cambiare schieramento e votare per la sinistra, foss'anche annacquata e scolorita o sbianchettata.


Ma non basta; ci sono poi due alte cariche istituzionali, Mancino ex DC ora vicepresidente CSM, e Napolitano, ex PCI ora Capo dello Stato, che non perdono occasione per invitare alla calma, al dialogo, a moderare i toni , in sostanza a tenere buona e zitta l'opposizione. Va dato atto oggi a Napolitano che finalmente ieri ha perso la pazienza e, di fronte all'ennesima sfuriata di Berlusconi contro la magistratura , la Consulta, la Costituzione e gli ultimi tre presidenti della Repubblica (lui compreso), scatenata a Bonn davanti ad un pubblico internazionale di PPE, ha preso carta e penna per esprimere il suo rammarico per il "violento" intervento del nostro premier. Era ora che si rivolgesse finalmente e direttamente a lui, dopo tante prediche generiche finto bipartisan , dirette di fatto contro i magistrati e Di Pietro.

Un' altra palla al piede di Bersani gliela hanno messa gli amministratori pubblici targati PD, tanto "radicati" nel loro territorio da ritenersi insostituibili, specie al sud, ma inquisiti o largamente squalificati politicamente per inefficienze ed errori compiuti (tipo Bassolino, Iervolino, tanti pugliesi, ecc..). Gente che non si vuol staccare dalla poltrona , ha comportamenti che regalano argomenti agli avversari e ha tutto l'interesse che la giustizia non faccia il suo corso (proprio come Berlusconi)


A tutti questi manovratori di freni, sono poi da aggiungere gli editorialisti della stampa "indipendente" (dalla sinistra ma non dal governo) che usano le loro penne e il loro ingegno per dar consigli anche loro a Bersani su come condurre il PD alla vittoria.... di Pirro. Cito come esempio solo l'ultimo editoriale di Ernesto Galli della Loggia di tre giorni fa su "Il corriere della sera", che titolava addirittura "Bersani rinnegato", e sono rimasta colpita dalla banalità, e forse anche dalla malafede o dalla carità pelosa, dei consigli e delle ricette che Galli della Loggia (e dietro di lui il Corriere di cui Marina Berlusconi è potente azionista) pretende di suggerire al PD , a Bersani e all'opposizione in genere. Lui , anzi loro, vogliono un PD che sia come un PDL senza elle, una sinistra che copi la destra, avvalorando la tesi che si possa costruire un'alternativa vincente solo proponendo il pan bagnato al posto della zuppa.



Capisco che sottrarsi a tutti questi interessati e potenti consiglieri sia difficile, un'impresa da superman. E, purtroppo, già si é visto che il mite Bersani superman non è, e sembra ormai troppo "vecchio" e stanco nello spirito per affrontare un toro per le corna (e Berlusconi ora è come un toro , pur vecchio e spelacchiato, ma ancora fortissimo e reso furioso dalle banderillas che gli hanno infilzato i giudici che ancora indagano su di lui, Fini, e la moglie Veronica). In una situazione grave come quella attuale, il segretario del maggior partito di opposizione (!?) non trova niente di meglio da dire che "per Berlusconi é iniziato il declino" e propone addirittura di ignorarlo "per non farsi dettare l'agenda da lui". Tradotto in altre parole, di fronte al toro infuriato propone di nascondere la testa nella sabbia come fanno gli struzzi per non vedere il pericolo che avanza. Mentre il "toro" continua a sferrare attacchi forsennati , imporre la sua volontà al Parlamento, pretendendo fedeltà e obbedienza assoluta dai suoi, sfornando leggi ad personam micidiali, per difendere se stesso e trascinare il Paese sempre più in basso e alla sua mercé.

Per finire, voglio dare un consiglio interessato pure io, da elettore stanco e deluso dall'incapacità di azione e reazione di questo povero e debole PD in cui avevo sperato. E tanto per non farla troppo lunga dico che il mio consiglio è di fare tutto il contrario di quel che suggeriscono gli "amici" di cui sopra. L'unica speranza che ha il PD di risorgere non sta tanto nella possibilità di recuperare i cosiddetti moderati di centro, che già hanno i loro fari in Casini e Rutelli (?), ma di recuperare i voti dei delusi di centrosinistra che alle ultime elezioni si sono astenuti e dei delusi delle formazioni di sinistra e dei verdi, diversamente condannati alla frammentazione da litigiosi e presuntuosi capetti, alla dispersione, alle eterne divisioni tra gradazioni diverse di improbabili e anacronistici comunismi che ancora si ostinano a sbandierare arcaiche falci e martelli in un mondo in cui anche gli operai e i contadini ( anzi gli agricoltori proprietari dei fondi, perchè i mezzadri non esistono più) usano il computer , supertrattori e macchine a controllo elettronico.

I voti per il PD, presenti e futuri stanno in mezzo al "popolo viola" , nei girotondini, in quei cittadini arrabbiati che leggono La Repubblica, l'Unità e il Fatto quotidiano e finora non hanno potuto far altro che firmare petizioni e appelli, partecipare a manifestazioni di piazza che Bersani incautamente non ha voluto sostenere, in tutte quelle categorie sociali che dal governo Berlusconi non hanno avuto alcuno dei benefici promessi, ma anzi ne hanno subito tagli e provvedimenti punitivi.
Non so se il PD riacquistando grinta e incisività crescerà tanto da poter arrivare a governare , ma almeno assolverà il fondamentale compito di dare una adeguata rappresentanza a tanta parte di cittadini che hanno a cuore la salvezza della democrazia.
Si prepari pure un programma di proposte concrete per dare contenuti credibili all'alternativa, ma ci si ricordi che il primo punto è: mandare a casa Berlusconi