mercoledì 21 maggio 2014

Anche Grillo solletica il punto G


“Il leader del Movimento interviene sul suo blog e redarguisce la consigliera comunale di Bologna presente al programma di Floris: “Il solito quarto d'ora di celebrità descritto da Warhol che dà l'orgasmo ai parenti che guardano da casa..... A casa gli amici, i parenti applaudono commossi nel condividere l’emozione di un’effimera celebrità, sorridenti, beati della tua giusta e finalmente raggiunta visibilità”. Poi i toni si fanno più duri: “Seduto in poltroncine a schiera, accomunato ai falsari della verità, agli imbonitori di partito, ai diffamatori di professione, devastato dagli applausi a comando di claque prezzolate. Soggetto, bersaglio consapevole ben pettinato alla bisogna che porge il lato migliore del proprio profilo alla morbosa attenzione di cameraman che ti inquadrano implacabili se annuisci quando enuncia le sue soluzioni un qualunquemente stronzo”.
Questo ed altro riferiva il servizievole Fatto quotidiano il 31 ottobre 2012 sotto il titolo Grillo attacca Federica Salsi: “La tv è il vostro punto G” riferendosi alla giovane consigliera bolognese che fu cacciata dal M5S per quella sua pur dignitosa e rispettosa apparizione in TV.

Ma l'altro ieri il futuro capo del Tribunale del popolo grillino, contravvenendo al divieto inizialmente imposto ai “suoi “ eletti, si è voluto godere il suo punto G e far godere il suo popolo di beati fan, partecipando, con gran strombazzamento di preparazione mediatica dell'evento, alla trasmissione Porta a Porta, gran salotto politico televisivo gestito da Bruno Vespa, che, per fare audience e compiacere i potenti di turno, ospiterebbe anche il diavolo con il plastico dell'inferno.
Del resto si sa, la regole di ogni capo-popolo che si rispetti è sempre stata quella del “fate quel che dico ma non quel che faccio”; “perchè io sono io e voi non siete un c...” , come diceva, guarda il caso dell'omonimia, il marchese del Grillo.

Su questa plateale contraddizione e inversione di rotta per convenienza propagandistica, non sto a ripetere quanto tanti hanno scritto. Aggiungo solo un paio di annotazioni che mi sono venute in mente osservando la campagna elettorale di Grillo per il M5S, tutta concentrata su se stesso che non è candidato né candidabile, con l'aggiunta, in questi ultimi tempi di alcuni parlamentari grillini evidentemente promossi e graditi al capo, che si sono mostrati più abili e capaci nel ripetere le sue parole d'ordine con un movimento che sta diventando sempre più simile ai partiti della vecchia scuola.
Ma i candidati grillini per andare in Europa a rappresentare il M5S chi li ha visti e sentiti?
Nessuno, a quel che mi risulta dalle pur frequenti letture di stampa, TV e blog vari.
La tanto reclamizzata democrazia dal basso, partorita da una fantomatica e striminzita Rete che li ha scelti (!?) con qualche veloce clic, porta dunque a questo risultato?
Che la linea politica la detta, anzi la urla, Beppe Grillo, con il supporto di un paio di funeree interviste del socio Casaleggio. Loro, i futuri eletti, non contano e non conteranno niente, come persone e come parlamentari.

Si preparino solo a decurtarsi lo stipendio per far fare bella figura al loro capo-padrone che si farà fotografare sventolando il mega- assegno, frutto del loro “spontaneo” sacrificio ( e quello degli italiani che comunque li mantengono), per devolverlo a qualche iniziativa benefica di facciata. Metodo simile a quello della Chiesa della pubblicità televisiva, che sbandiera la beneficenza fatta dalle caritas, dai volontari e dai fedeli attribuendo il merito dei loro sacrifici alla Chiesa del cardinal Bertone, che sta in un appartamento di 700 metri quadri ristrutturato a spese di chi non è chiaro... come non è chiaro da dove vengono i soldi IOR che finanziano la società produttrice di ricorrenti polpettoni televisivi agiografici, tra il dolciastro e il miracolistico, quando non di smaccato proselitismo religioso cattolico.
Nel suo piccolo, anche il blog di Grillo ha i suoi lati oscuri, sia sul piano finanziario che ideologico. Ma basta avere fede in lui e nella sua onestà e trasparenza e il consenso è assicurato. Poi chi vivrà vedrà.

Altro aspetto della politica di Beppe Grillo che mi tiene lontano dal “suo” Movimento è il suo atteggiarsi a giustiziere di tutti. Dopo l'anteprima negli studi di Porta a Porta, Beppe Grillo è tornato oggi a presentare il plastico del castello di Lerici; una versione particolare della fortezza ligure dalle cui segrete spuntano i volti di politici e imprenditori o giornalisti, ivi reclusi. Grillo , con toni ora aggressivi ora falsamente bonari e paternalistici, annuncia il prossimo processo che il M5S sottoporrà al popolo del web, per punire, "chi ha depredato migliaia di italiani in questi anni". Il leader M5s poi precisa: "Sarà una cosa virtuale. Se poi magistratura o finanza vorranno intervenire, potranno farlo. Non sarà niente di violento o aggressivo".
Ci sarebbe da inorridire, di fronte ad affermazioni di questo genere. Ma chi gli dà il diritto a lui e ai suoi fan di ergersi a giudici in un improvvisato “Tribunale del popolo “ sia pur virtuale ma assolutamente fuori da ogni regola democratica e foriero di ogni abuso e prevaricazione? Non sono bastati i nefasti esiti di tutti i tribunali del popolo del passsato per prendere le distanze da chiunque usi argomenti e minacce del genere?
Ma perchè tanta parte del popolo, dimentica o inconsapevole della storia, ogni due o tre generazioni si lascia irretire da simili personaggi? Quanti di quelli che  ricopiano o ripetono come un mantra  consolatorio, o di incitamento o grido di guerra, l'hashtag "Vinciamo noi", sanno che  il motto più ripetuto da Mussolini e dai fascisti era lo stesso "Vincere!" o "Vinceremo!"? E pure le parole d'ordine "boia chi molla", "non ci arrenderemo", "con noi o contro di noi" e simili?

Mi riconosco parecchio in quanto scrive oggi Angelo D'Orsi su MicroMega sotto il titolo “Lo smarrimento pre-elettorale di un cittadino”.
“….. Certo sarebbero e saranno volti nuovi anche quelli degli eletti (e saranno tanti) del M5S, ma non sono volti (perlopiù) che mi piacciono, anche se tanti militanti sono ottime persone che hanno fatto battaglie giuste che ho condiviso, talora lottando al loro fianco. Ma non mi piace il loro fanatismo, non mi piace la loro fede nel capo, non mi piace l’ignoranza di troppi e la volgarità di tutti, specie quando si aggiungono all’intolleranza e quando si esprimono nel turpiloquio indecente, e soprattutto superfluo. O forse no: forse il turpiloquio, come l’urlo, come il gestaccio, come le battute a raffica, come i paragoni storici privi di fondamento ma eclatanti, sono tutte armi funzionali alla cattura della folla: non della massa, ma della folla, insieme di individui atomizzati, che, per disperazione o per noia, si sono disgustati e allontanati dai partiti, dalle convinzioni ideali, dallo stesso raziocinio dell’analisi e della scelta, e si sono affidati, nel senso più ampio, fideisticamente, appunto, al capo: il capo pensa, il capo sa, il capo decide, per loro. Per tutti. Per il Paese. Per l’Europa. Dopodomani per il mondo. E il capo, sia detto una volta per tutte, fa paura: il suo straparlare, il suo urlo scomposto, il suo gesticolare da forsennato, sono la forma dietro cui ci sono contenuti a volte condivisibili, ma nell’insieme, indigeribili: la politica estera, le politiche migratorie, la scuola, l’economia, sono terreni su cui il dissenso verso il signor Grillo e il signor Casaleggio, per quanto mi riguarda, è totale. E, malgrado le lodevoli battaglie in Parlamento contro gli stravolgimenti istituzionali, non posso accettare la pseudodemocrazia della Rete, di cui il Movimento è portatore, sulla base, sempre, degli orientamenti del capo e del suo ideologo: i quali, a ben vedere, interpretano bene i ruoli dello sbirro cattivo (“Beppe”) e di quello buono (“Gianroberto”)....”

Sbirri che già oggi, tra una intervista registrata e una successiva non credibile smentita, si autopropongono come futuri ministri....
Non bastava aver subito Berlusconi, Scajola &C!!!

sabato 10 maggio 2014

Di compromesso in compromesso... si finisce così

A me  il termine "compromesso" in politica non è mai piaciuto. Non perchè voglia essere una integralista o idealista "dura e pura", che si spezza ma non si piega;  anzi,  mi sento una moderata, e mi accontento quasi sempre di risultati modesti e non all'altezza di quello che avrei voluto, se le circostanze non permettono di ottenere di più.
Ma  l'esperienza  mi ha convinto che i compromessi in politica non portano mai niente di buono, ma quasi sempre alla rinuncia  di  valori e ideali che  dovrebbero essere fondamentali e irrinunciabili se si vuol mantener fede all'impegno  per cui si è scelto di battersi o per cui si è stati eletti .

Non voglio andare troppo lontano nella storia, ma  comincio col ricordare l'infelice esito del "compromesso storico" tra DC e PCI,  nato pur con buone intenzioni collaborative e pacificatorie nel pensiero di personaggi come Moro e Berlinguer, e naufragato e travolto tra estremismi e stragi di brigate rosse e nere, irretito ad opera di maestri di oscure trame come Andreotti e Cossiga e infine impelagato in quella che fu poi  una sorta di spartizione  consensuale di cariche e di tangenti tra tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione. Pratica compromissoria che inquinò e infangò tutti, favorì un sempre maggior malgoverno  e un indebolimento ideale  di chi  avrebbe dovuto svolgere funzioni di  controllo e opposizione.

A poco  servì la bufera giudiziaria di "Mani pulite", perchè ormai la malattia si era propagata  in ogni  anfratto della società, politica e civile, come dimostrano  i ricorrenti e sempre nuovi   casi di corruzione emersi anche nelle ultime settimane.
Già nel 1992-1994, mentre i giudici indagavano e arrestavano corrotti e corruttori, emissari  o rappresentanti dello Stato intessevano trattative compromissorie  con esponenti della Mafia.
Della crisi delle forze politiche di quegli anni fu lesto ad approfittarne   un personaggio già ambiguo e discutibile fin dal suo esordio, dalle fortune misteriose, come Silvio Berlusconi, sul cui carro  da vincitore, guidato insieme a lui  da tal Marcello dell'Utri, oggi definitivamente condannato per le sue compromissioni con la mafia, salirono in tanti, riciclati di  ogni provenienza politica.
In tanti hanno chiuso gli occhi e non hanno voluto vedere  le tante infrazioni alle leggi che il Berlusconi compiva, in tanti nel suo partito (Alfano, per dirne uno) si sono prodigati per costruirgli le leggi ad personam . Mentre chi doveva far opposizione si lasciava  irretire in  pasticci compromissori come la bicamerale di D'Alema. 
Poi abbiamo assistito per decenni a esponenti del PDL e ex AN, maschi e soprattutto femmine, che  gridavano ogni giorno che Berlusconi era un "perseguitato dalla giustizia"  quando veniva inquisito e condannato. Ed erano quindi i giudici "di sinistra" da  condannare; si infangava quindi  tutto il sistema giudiziario per difendere il condannato eccellente e potente. E in tanti facevano buon viso, compreso in tante circostanze il Capo dello Stato Napolitano (ex PCI); che anzi di suo contribuiva a fare la guerra ai giudici che indagavano sulla trattativa Stato-mafia per far sparire le sue telefonate con l'ex DC Mancino  in cerca, pure lui , di un aiutino compromissorio che lo liberasse da indagini..
Poi abbiamo dovuto accettare che il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri intervenisse per  aiutare  a far scarcerare gli amici Ligresti.
Abbiamo sopportato un ministro dell'interno come Alfano che  chiudeva occhi e orecchi e lasciava che fosse  sequestrata e  portata in  Azerbaijan la Shalabaieva  con figlioletta, per compiacere  il satrapo  padrone dello Stato e del petrolio che  importiamo.
Abbiamo ancora assistito con disgusto alla sceneggiata dei poliziotti del SAP che applaudivano a lungo  come fossero eroi, i poliziotti condannati per l'omicidio di un ragazzo  arrestato, Stefano Aldrovandi.

A compimento  di tale discesa agli inferi del degrado compromissorio politico-morale italiano, abbiamo dovuto assistere alla performance di tal "Genny 'a carogna " facinoroso capo ultras della curva A del Napoli, che a Roma spadroneggiava una situazione tragica,  e dall'alto della transenna  dello stadio dava il via alla partita Fiorentina- Napoli, fino allora sospesa a causa di incidenti gravissimi  accaduti fuori dallo stadio, con spari e pestaggi culminati nel ferimento di un giovane  tifoso per mano di un altro facinoroso.
Il bellimbusto, arbitro e garante delle tifoserie  preso sul serio da dirigenti sportivi, politici e polizia, ostentava una maglietta con scritta "Speziale libero", che  inneggiava ad un altro omicida (uccisore del  poliziotto Raciti).

Il cerchio si chiude con gli ultimi arresti per corruzione intorno agli appalti dell'Expo e della Sanità di Milano, che vede tra gli arrestati lo storico inquisito ex PCI Primo Greganti e l'altro indagato storico ex DC Gian Stefano Frigerio, di nuovo con le mani in pasta a lucrare e spartirsi appalti come niente fosse.
Senza dimenticare il caso  abominevole di Claudio Scajola,  già noto alle cronache anche come lo smemorato di Imperia e altre vicende poco edificanti, in politica da sempre, prima come esponente  e boss ligure della DC, poi in Forza Italia, come uomo di fiducia di Berlusconi che lo ha fatto Ministro dell'Interno (!!!) tra 2001 e 2002, distintosi per la non esemplare gestione del G8 di Genova e del caso Biagi; poi sempre nelle alte sfere in altri ministeri berlusconiani e pure nella direzione del COPASIR (Comitato per la sicurezza nazionale!!!!). E oggi  in carcere per aver favorito la latitanza  di un'altra perla di ex deputato  berlusconiano, Amedeo Matacena già condannato per associazione mafiosa e latitante a Dubai; mentre è finita in carcere ora anche e la bella moglie di costui, protagonista di jet set e illeciti  maneggi milionari.


Non ci sono più parole per esprimere amarezza e sconforto  per un cittadino onesto che vorrebbe credere nella legalità, ma vede trionfare  ancora, dopo 20 anni (e, forse, qualche secolo...),  i 3 vizi capitali del nostro tempo:

1) La "solidarietà" di casta, o clan, o partito, o gruppo, o categoria,  che, coprendo, giustificando  e avvallando reati  di un proprio consocio diventa complicità e omertà. Nella  serie  vanno comprese anche le autorità religiose che coprirono e coprono i preti pedofili. E, ovviamente , i parlamentari che  votano quasi sempre  per il non luogo a procedere contro un collega indagato, specie se dei "nostri".


2) La pratica dell'essere forti con i deboli e deboli con i forti, o comunque quelli che gridano più forte e fanno paura. Esempi ce ne sono a iosa, fino al caso non isolato  di Genny 'a carogna e dei suoi compari padroni incotrastati degli stadi,  spesso affratellati con clan camorristici e gruppi politici estremisti di destra.

3) La diffusione quasi universale, in ogni componente della società del ricorso alla corruzione, alla "mazzetta" o "tangente" o lucro extra legem che dir si voglia, praticato nella gestione degli appalti da politici,  imprenditori, dirigenti della Sanità; cui si aggiunge il sistema dei baroni universitari per gestire  e pilotare i concorsi. Il dio denaro è riverito da tutti, credenti e no

A prima vista uno potrebbe concludere che allora ha ragione Grillo a voler mandare tutti a casa. Il guaio è che nemmeno lui e le sue truppe improvvisate  potranno mai riuscirci, anche se raggiungessero il 51% dei voti (dio ce ne scampi, dopo aver subito per 20 anni Berlusconi  trovarci con l'Italia governata da Beppe Grillo!!), perchè già hanno in casa propria i germi delle stesse malattie che dicono di voler combattere in casa d'altri: nei metodi  e nei contenuti di movimento  dai caratteri settari, assolutistici, ideologicamente confusionari, dipendenti da un solo capo piuttosto paranoico, con l'unica idea fissa del mandare gli altri "affanc..." (e guarda caso pure lui pregiudicato per omicidio colposo di 3 persone..), che grida più forte  e minaccia sfracelli per incutere paura, con diritto di decidere per tutti e su tutti, per contratto fatto sottoscrivere agli ingenui o opportunisti adepti, persone spesso senza arte nè parte o merito o idee proprie, animate prevalentemente  da rancori e volontà  punitiva generalizzata, senza  sapere o volere distinguere  gli onesti dai disonesti, i meritevoli  dai fanatici, i valori  socialmente utili  e le proposte ragionevoli ed efficaci dalle teorie più sballate.
Grillo e il M5S non possono essere la soluzione dei problemi, ma ne sono l'effetto o il prodotto, che  si aggiunge e aggrava il processo di degradazione della società fino a darle il colpo di grazia.

lunedì 28 aprile 2014

Caro Renzi, ma dove ci stai portando?

Sono passati  oltre 2 mesi da quando Renzi è diventato presidente del Consiglio mandando  a casa il compagno di partito  Enrico Letta  in modo piuttosto sbrigativo  e anche piuttosto incomprensibile, dal momento che  contava di reggersi sulla stessa  ambigua e traballante maggioranza precedente, di "larghe intese" che diventavano sempre più strette e disomogenee.
Mi ero imposta  il silenzio  e una sostanziale  sospensione di giudizio in attesa di vederlo all'opera il nuovo premier, sperando che i fatti smentissero e fugassero i miei tanti dubbi e la diffidenza iniziale per il suo stile da "rottamatore",  così poco  rispondente e poco  adatto, a mio parere, a rappresentare il Partito Democratico che avrei voluto.
Purtroppo  i miei dubbi  restano tuttora confermati dalle scelte  che Renzi ha fatto finora e che mettono una pesante ipoteca sul "futuro dell'Italia", non nel senso positivo che la sua discesa in campo e la vittoria con le primarie aveva promesso e fatto sperare .

A parte il fatto che non credo  che siano le cosiddette "riforme" istituzionali che possano far ripartire economicamente e moralmente il Paese, non capisco perchè Renzi si sia infognato e intestardito nel voler imporre tre proposte di riforma che peggioreranno l'attuale situazione e produrranno solo caos , nessun risparmio e problemi di difficilissima soluzione proprio sul piano burocratico e per l'aspetto della tempistica di attuazione.
Italicum, città metropolitane al posto delle province, pseudo-Senato composto da sindaci e consiglieri regionali, sono tre pasticci che stanno mettendo a dura prova la pazienza di molti elettori PD dotati di buon senso, che non si sentono di seguire Renzi a tutti i costi, a prescindere dai contenuti che propone, o solo per obbedienza e fedeltà di parte.
A fronte della presenza e della concorrenza di personaggi screditati e inaffidabili ma di grande attrattiva popolare come Berlusconi e Grillo, penso che tanti elettori vorrebbero votare il PD non solo per non portare o riportare al governo questi 2, ma per convinzione che la guida renziana del PD saprà e potrà fare qualcosa di buono. 
Non se ne può più di dover sempre scegliere solo "il meno peggio" o "il male minore".  Si sperava che chi predicava il motto del  "cambiare verso" ci convincesse di saper rappresentare il "meglio"
Purtroppo le 3 pseudoriforme ora messe in campo da Renzi sono quasi incomprensibili e non rappresentano certo un effettivo miglioramento  rispetto all'ordinamento attuale, ma anzi presentano molti rischi  di limitare gli spazi di democrazia  e le possibilità di scelta per i cittadini, nonchè un sostanziale stravolgimento dello spirito e della lettera costituzionale. 

Non sto a ripetere qui le argomentazioni espresse da costituzionalisti  come Rodotà e Zagrebelsky,  o quelle del presidente del Senato Piero Grasso, per non parlare della proposta alternativa dei senatori guidati da Vannino Chiti; argomentazioni e consigli che Renzi farebbe bene ad ascoltare e recepire per non portare l'Italia "verso" un vicolo cieco o un precipizio.

E non conti troppo sui sondaggi che  danno il PD come primo partito alle prossime elezioni,  se pretenderà di imporre questo genere di "riforme" che offrono largo alimento per la propaganda grillina e berlusconiana

mercoledì 19 febbraio 2014

Povera Italia, ostaggio di due pregiudicati che si divertono alle nostre spalle!


Farsa dopo farsa, da San Remo a Roma, lo spettacolo continua, con tragicomica finale.
Lungi da me difendere il "ribaltone" (??!!) provocato improvvisamente (e improvvidamente) da Renzi, ma quale "linea" può esprimere un Movimento che nell'arco di una giornata dice tutto e il contrario di tutto tra i diversi livelli di comunicazione, rappresentanza e decisione?
I parlamentari legittimamente eletti si riuniscono a discutere per decidere il da farsi al mattino alle 10 o giù di lì, e mentre loro discutono il padrone del marchio convoca a loro insaputa una consultazione - lampo di poche ore della mitica "rete" composta da 80.000 "utenti certificati" (bastano per rappresentare il "popolo" tutto?). Di questo mini-popolo risponde la metà al quesito, e questa metà si spacca a sua volta praticamente in due tra i sì e i no alla consultazione con Renzi.
Siccome hanno prevalso di stretta misura i sì, il padrone extraparlamentare e pregiudicato Grillo (che nessuno ha votato ed eletto, ricordiamolo sempre quando accusa gli altri  di non essere eletti e non credibili...), reduce dall'ultima sceneggiata sanremese, insieme a due malcapitati capigruppo precari pro tempore, è andato, di evidente malavoglia, a "sfogarsi" con Renzi; dopo averlo sbeffeggiato, deriso e insultato fino a poche ore prima, ha ripetuto la solita solfa  sbattendogli in faccia quel che da mesi  dice e scrive sul blog. 
Ma perchè ci è andato proprio lui e non ha lasciato che ci andassero i legittimi rappresentanti del M5S? Non si fida di loro ? Non li ritiene all'altezza? Aveva paura che  qualcuno dei suoi soldatini  aprisse qualche spiraglio di condivisione su qualcosa?
Grillo, così facendo, sta deliberatamente e ostinatamente distruggendo ogni possibilità di alternativa politica credibile e attuabile, di cui ci sarebbe tanto bisogno; e quindi sta rendendo, ancora una volta,  inevitabili le infauste "larghe intese", e, con sempre maggiori probabilità, forse più con Berlusconi che col Nuovo Centro Destra. 

"Nove minuti divertentissimi" ha chiosato ieri Scanzi sull'ultimo  suo pezzo  falsamente spiritoso e  penosamente giustificatorio sul Fatto Quotidiano.  Divertentissimi per chi? Evidentemente per chi concepisce la politica come spettacolo e considera un successo, o una "vittoria" l'aver dato libero sfogo alle proprie invettive e agli insulti, ritenendo siano giustificati da una base di critica motivata e nella convinzione che il proprio ruolo, nel Parlamento e nel Paese, a nome di un terzo degli italiani votanti,  sia solo questo.

E quindi, cosa abbiamo portato a casa? Cosa hanno guadagnato gli italiani da questa disgustosa sceneggiata? Una migliore prospettiva politica? Una proposta alternativa credibile e attuabile? Una risposta ai 60.000 artigiani e piccoli imprenditori disperati che hanno dignitosamente protestato ieri? Figuriamoci! Niente  di niente.

Anzi tutta la classe politica che rappresenta la maggioranza ora si sente più di prima legittimata a proseguire sulla strada intrapresa e  a continuare a fare quel che ha sempre fatto, perchè, con una opposizione così, Casta dirigenziale e  nomenklature varie possono  dormire sonni tranquilli e farsi quattro risate, con Berlusconi in prima fila, insieme  a Grillo e a Scanzi che avranno ancora a lungo materiale divertente da mettere sui loro blog.



giovedì 6 febbraio 2014

Fascismo, eversione, ghigliottina, impeachment? Prevenire è meglio che curare...

In questi giorni  sono infuriate le polemiche  in seguito  a vari episodi di comportamenti di Grillo e di alcuni esponenti del M5S che sono stati quasi unanimemente condannati e da  parecchi definiti ai limiti della sovversione e molto simili a quelli del fascismo. D'altro  canto, quasi tutti gli esponenti del M5S, e i loro sostenitori (prevalentemente i giornalisti di punta del FQ), pur  condannando le  affermazioni e gli scritti più volgari, offensivi e sessisti di Grillo e dei suoi  portavoce e fan, li hanno comunque difesi e giustificati  affermando che  era l'unico modo per fare opposizione  alla "dittatura della maggioranza" e del governo di "larghe intese" PD-Nuovo Centro Destra presieduto da Letta e per protestare contro la "ghigliottina" imposta  dalla presidente della Camera Laura Boldrini per porre fine  all'ostruzionismo messo in atto dal M5S che voleva impedire l'approvazione di una legge ritenuta, a torto o ragione, "un regalo di 7 miliardi alle banche".
Grillo poi ha messo in campo una proposta di "impeachment" contro il Capo dello Stato Napolitano e un articolo sul suo blog  che incitava al turpiloquio e a una sottintesa  aggressione sessuale in auto  contro la Boldrini; e l'altro ieri ha sparato  un ennesimo  anatema contro un presunto "Colpo di Stato" ai suoi danni. Proprio lui, che vorrebbe governare solo con la maggioranza assoluta, non ci sta a collaborare con nessuno e non tollera opposizioni interne, vuol mandare a casa tutti gli altri al grido di "arrendetevi, siete tutti morti!!", strepita se gli altri non si arrendono, contrattaccano e tentano di mandare a casa lui con una maldestra nuova legge elettorale ....

Parole grosse, tanto polverone, tanto fumo e un arrosto ancora una volta bruciato, ecco quel che ci rimane.

Io nella maggioranza attualmente al governo ho visto spesso scelte sbagliate, qualche comportamento scorretto e politicamente criticabile; e l'ho criticato. Ma avrei voluto che ci fosse una opposizione intelligente e politicamente corretta, animata dall'intento di risolverli i problemi, creando i presupposti per costituire in un futuro prossimo, una maggioranza diversa e migliore di questa. Ma con la stategia malsana di Grillo questa possibilità è stata distrutta. Ne coglieremo tutti frutti amari.
Prevenire è meglio che curare. La storia dovrebbe averci insegnato che le degenerazioni peggiori dei movimenti politici diventati dittatoriali si sarebbero potute evitare se fermate sul nascere o alle prime avvisaglie di scelte sbagliate e pericolose. Quando ci si accorge di avere imboccato una strada sbagliata bisognerebbe avere la saggezza di tornare indietro prima che sia troppo tardi e che si sia andati troppo avanti per poterlo fare senza danni. Il M5S non è fascismo nè eversione, ma sembra essersi messo in anticamera adottando metodi e comportamenti che somigliano tanto a quelli adottati a suo tempo da movimenti che pur nascendo spesso con buone intenzioni di "rivoluzioni culturali" e motivate proteste contro un potere, poi degenerarono e costruirono essi stessi nuove tirannie.
Mi sembra che Travaglio, Scanzi e altri giornalisti del FQ, col loro altalenante giustificazionismo e appoggio, stiano avendo nei confronti di Grillo e del M5S lo stesso atteggiamento che Marinetti, i futuristi, e D'Annunzio ebbero nei confronti di Mussolini e del nascente fascismo. Fatte le debite proporzioni io ci penserei su.
A mio modesto parere, il "Colpo di Stato" sta tentando di farlo proprio Grillo, soffiando sul fuoco, estremizzando ogni critica e protesta o argomentazione che, se fatta in altro modo potrebbe essere ascoltata. Grillo sta spendendo malissimo il patrimonio di voti ricevuto dal "suo" movimento, nel timore che in prossime elezioni possa perderli e quindi vuol sfruttare al massimo la situazione attuale, tentando il tutto e per tutto, per imporre il suo disegno distruttivo, di minoranza che vuole imporre a tutti i costi il suo obiettivo "mandare a casa" chi, piaccia o no e pure a me non piace, rappresenta la maggioranza nel Paese, votata dai cittadini italiani  con le leggi esistenti.

E' anticamera del Fascismo anche quando una minoranza vuole impedire ad una maggioranza di governare, che piacciano o no le sue scelte. E' anticamera del Fascismo ritenere di essere i soli portatori della verità e del giusto e insultare e "manganellare" mediaticamente, in Parlamento, in piazza e sul web, chiunque non riconosca questa "verità". L'ostruzionismo, le occupazioni di sedi parlamentari sono strumenti di opposizione estremi, che dovrebbero essere usati solo in casi ben giustificabili e comunque sono a un passo dall'illecito. Che siano stati usati anche in passato da altre forze politiche (PCI, Lega, Radicali e altri) non li rende leciti e auspicabili e in genere non sono mai serviti allo scopo o a rendere più democratico il Paese. E mi pare un po' contraddittorio che per giustificare il proprio operato il M5S si richiami ad atti dei vecchi partiti. Il M5S non doveva essere modello di rinnovamento?
Da un simile comportamento non può venire nulla di buono. L'impeachment dovrebbero chiederlo gli elettori e gli eletti più responsabili nei confronti del padrone del marchio M5S, Grillo; o le "larghe intese" criticate a parole,  dureranno in eterno, o fino al nuovo trionfo del centrodestra.
Perchè è questo che succederà, sia con questa  legge elettorale, con quella nuova concordata e proposta  da Renzi e Berlusconi, o con qualsiasi altra venisse confezionata e approvata.
Perchè la situazione che si è creata è perversa, difficilmente aggiustabile, proprio grazie all'arrocamento del terzo polo grillino che, non volendo  trovare punti di incontro col PD almeno per alcune riforme condivisibili, anzi  avendo rotto tutti i ponti possibili, di fatto condanna o alla continuità di accordi del PD col Nuovo Centro destra o al ritorno alla posizione di minoranza se questo, come pare ormai certo, ritornerà alleato, insieme a Casini, tra le braccia  dell'indistruttibile Berlusconi.
Nella compagnia dei Santissimi Salvatori di Berlusconi, insieme ai vecchi e nuovi  intelligentoni PD,  adesso ci sono anche i grillini di stretta obbedienza al loro spregiudicato e cinico capo, che un giorno li incita alla guerra (sempre contro esponenti di sinistra) e il giorno dopo li blandisce con la più paternalistica ipocrisia, usandoli come marionette o robottini replicanti per i suoi ormai non più imperscrutabili disegni e umori, chiaramente  finalizzati  far vincere  di nuovo Berlusconi e continuare ad abbaiare alla luna, per non sapere e volere resposabilità di governo condivise con altri.
Quanto potrà durare questa "strategia" del Gatto-Grillo e della Volpe-Casaleggio per confondere e imbrogliare i pinocchietti certificati e gli italiani tutti, per  portarli nell'immaginario "Paese dei balocchi"  e farli tornare con le orecchie d'asino?
E gli italiani continueranno ancora a votare e sostenere  il pregiudicato imbroglione Berlusconi e  quest'altro pregiudicato che si diverte a prenderli in giro?
 








lunedì 9 dicembre 2013

Il popolo delle primarie PD ha scelto tra i due, e ha fatto bene.

Bisogna pur riconoscere che il popolo delle primarie del PD merita un premio, per la fedeltà alla causa e alla speranza di  costruire un Partito  veramente Democratico e per trovare un leader che lo rappresenti con dignità ed efficacia. nonostante tutte le delusioni patite, i fallimenti, e i tradimenti dei leader scelti in precedenza.
E merita stavolta un premio speciale per aver  decretato, con massiccia partecipazione e unanime determinazione, la vittoria di un giovane che  si era  presentato  appena un paio di anni fa  sulla scena della competizione  politica per la segreteria, con la dirompente foga del "rottamatore" della "vecchia guardia" dei partiti, PCI-DS e DC, che avevano costituito sulla carta, ma non nei contenuti, un partito che doveva essere nuovo e finora non è stato .
Sconfitto da Bersani un anno fa, stavolta Matteo Renzi c'è riuscito ed ha vinto. Ed è davvero una svolta storica.

Premetto che Renzi non è mai stato il mio candidato ideale;  ho diffidato di lui perchè agli inizi  lo vedevo  usare toni e metodi da "berluschino" e tuttora non mi è ben chiara la sua posizione su tanti problemi  economici e strutturali che gravano sull'Italia. Ma  riconosco anche che negli ultimi tempi mi è parso più maturo e consapevole, pur con qualche scivolata e passo falso. Ma nessuno è perfetto  e  a nuotare si impara nuotando.
Mi trovavo più in sintonia con i contenuti espressi da Pippo Civati, e per lui ho votato, pur sapendo che  non avrebbe mai potuto vincere il confronto con un candidato dalla forza mediatica e comunicativa di Renzi sostenuto da grandi giornali e TV, e con un altro concorrente come Gianni Cuperlo, che ha la comunicativa di un ghiacciolo ma aveva dalla sua la mobilitazione di gran parte della nomenklatura e degli apparati, sezioni o circoli gestiti dagli ex DS.

Renzi ha stravinto col 68% dei voti e Civati ha dovuto accontentarsi del 14%, che resta comunque un risultato onorevole  per uno che fino a poche settimane fa era uno sconosciuto  per il grande pubblico, ed è stato sistematicamente e volutamente  ignorato, snobbato e  nascosto  dalla stampa e dalle TV, da destra a sinistra.

Ma  il risultato che più mi è stato di soddisfazione è il modesto 18% raccolto da Cuperlo, non tanto perchè mi stesse antipatico lui come persona, che  ha fatto del suo meglio, ma per  quel tipo di partito di "sinistra" da tavolino e retrobottega e sostanzialmente inciucista  che lui rappresentava, e per lo sponsor, D'Alema,  che aveva voluto a tutti i costi lanciare questo suo allievo fidato  nella competizione per sbarrare la strada a Renzi  e dimostrare  a tutti  quanto e quale peso lui poteva ancora avere nel partito.
E stavolta gli elettori, da nord a sud, se Dio vuole, gliele hanno suonate chiare e pesanti. D'Alema ha perso perfino a Foggia dove  aveva voluto con la solita beffarda supponenza, candidarsi ancora una volta nella lista che sosteneva Cuperlo.

D'Alema è quindi  il vero grande sconfitto di queste primarie e mi fa piacere che  finalmente  anche la base del partito più fedele nei secoli, gli abbia voltato le spalle, bocciando il suo candidato.
Naturalmente la strada per  il neo eletto segretario PD è tutta in salita e la sua marcia sarà difficile, tra tanti ostacoli e problemi, interni ed esterni,  dal dalemismo che, pur sconfitto, sarà duro a morire, ai "forconi" che invadono le piazze, mossi da una reale grave crisi economica e anche spinti e strumentalizzati  da parsonaggi che non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare dal caos e dalla protesta, per convogliarla su  binari eversivi. 

E' apprezzabile e da incoraggiare pertanto il segnale positivo di volontà di rinnovamento con strumenti democratici, di speranza nuova e di fiducia che queste primarie hanno dato. Vedremo se Renzi e tutta la volonterosa pattuglia di giovani di cui si è ora circondato, riuscirà   a dare a queste speranze uno sbocco concreto e qualche risposta efficace.

Sarebbe  un grande risultato e una benedizione, visto  quanto accade negli altri due grossi schieramenti, di destra e del M5S, abbarbicati a due dinosauri incattiviti  e vendicativi  come Berlusconi e Grillo, animati più dalla volontà di distruggere che di costruire, e che faranno di tutto per far fallire qualsiasi  soluzione che giovi al Paese e che quindi possa ridurre il loro ruolo e potere personale di agitatori delle folle  e capipopolo.

giovedì 7 novembre 2013

PD-PDL-M5S: 3 strade senza uscita

Faccio sempre più fatica a scrivere commenti su questo blog, perchè non so più cosa dire, se non ripetere più o meno le stesse cose su una situazione che rimane sempre la stessa, drammaticamente ferma da mesi, sia sul piano politico che su quello economico.
Vale la pena commentare  la vicenda del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri che ha mostrato il suo vero volto di appartenente alla Casta arrogante e intoccabile, pronta e "a disposizione" della potente  famiglia di inquisiti Ligresti, vecchi amici con intreccio di interessi  famigliari in comune?
Serve a qualcosa dolersi per la nuova calata di braghe del PD che, dopo aver salvato e sostenuto Alfano Ministro dell'interno al servizio dell'Azerbaijan, salva, sostiene e applaude la ministra della giustizia disuguale per tutti?
E tutto ciò per  mantenere la scolorita bandierina del democratico Enrico Letta a capo del governo che non governa nulla, perennemente sotto il ricatto berlusconiano, per non disturbare o dispiacere al manovratore sul Colle, e per mantenere in Parlamento uno stuolo di  persone di ogni colore che tirano a campare  attaccate alle poltrone che temono di perdere se si andasse presto alle elezioni.
Vale la pena commentare lo squallore morale e l'irresponsabile spreco di denaro pubblico  emerso dalle indagini della Guardia di finanza sui milionari rimborsi spese per pranzi, cene e regali dei consiglieri regionali  della tanto decantata Emilia Romagna, con tutti i capigruppo indagati, compreso il Marco Monari del PD?

Non che la cosa mi sorprenda più di tanto, avendo sempre avuto una molto scarsa  opinione del  detto Monari, che ricordo come  una sorta di body gard  e portatore del fascio di giornali sempre accanto ad Antonio La Forgia, dai tempi dello strano passaggio  dell'allora Presidente della Giunta della Regione dai DS  (e prima PCI) al nascente movimento dei "I Democratici"  intorno a Prodi nel 1999.
Non ho mai capito il senso e le vere motivazioni di questa apparente “conversione” incassata con molto fair play dai DS bolognesi. Se non che imperscrutabili disegni divini fecero sì che fosse proprio La Forgia a diventare la figura più influente e di spicco tra gli sparsi e poco organizzati Democratici bolognesi, tanto da essere subito candidato alle elezioni europee e, non eletto, a ritornare  sui banchi delle Regione come Presidente del Consiglio nel 2000.
E, sempre accanto a lui il fido Monari,  seguendo il percorso  successivo nella Margherita e poi nel PD, ma sempre in posizione altolocata,  ora a fianco della troppo buona Albertina  Soliani alla quale  subentrò "provvisoriamente", poi stabilmente come unico candidato alla carica, come  responsabile regionale;  autonominandosi sempre fedelissimo "prodiano", come fosse  una guardia scelta,  e come se gli altri ulivisti non fossero altrettanto "prodiani"; quando era solo uno che cercava di brillare della luce riflessa e dei meriti  del leader sulla cui scia si metteva.

Pur avendo io partecipato parecchio in quegli anni dal 1995 al 2006  alla via Crucis politica dell'Ulivo bolognese, non ho mai sentito da Monari un intervento politicamente significativo, una presa di posizione chiara, non ho mai visto un merito o capacità particolari che giustificassero il fatto che a lui venivano affidati gli incarichi di rilievo, senza esserne eletto, preferendolo ad altri giovani che mi parevano più motivati e sinceri.
In ultimo, la sua carriera ben costruita a tavolino all'ombra di quelli che contavano, è culminata con la nomina a consigliere regionale nel "listino" di Errani.  assurgendo addirittura al ruolo di capogruppo del PD. 
Errani, che ieri si prodigava a difendere la baracca, lamentandosi del fatto che la sua Regione fosse  finita nel "tritacarne " mediatico, si chieda perchè nel PD fanno carriera  certi disinvolti personaggi che lui stesso ha gratificato e che, comunque vadano le cose sul piano giudiziario, hanno mostrato quali sono le loro  autentiche doti di frequentatori di ristoranti stellati a spese nostre.

L'indecoroso spettacolo delle primarie, anche queste giocate preventivamente a tavolino, ci mostra tesseramenti gonfiati e campagne mediatiche volte ad accentrare l'attenzione solo su Renzi e Cuperlo, grazie anche ai rispettivi "padrini", palesi e occulti, e la compiacenza della stampa, con il sempiterno D'Alema che ha messo in campo la sua creatura, Cuperlo, fredda come lui, e ha già messo comunque alle calcagna di Renzi uomini suoi come Latorre e altri dinosauri. Tutto ciò non fa ben sperare in un reale rinnovamento e in una scelta democratica, consapevole e informata che  esprima un nuovo segretario con idee  valide e capacità autentiche per rappresentare un nuovo PD credibile e vincente. 
Se mai andrò a votare, e se non troveranno il modo di escluderlo dalle primarie,  ritengo  doveroso sostenere  Pippo Civati che almeno qualche volta ha avuto il coraggio di distinguersi dal gregge delle larghe intese e di votare contro.

Non sto infine a ripetere  le mie considerazioni sul PDL/Forza Italia, prigioniero volontario del pregiudicato  Berlusconi fin che morte non li separi; e sulla indefinibile e confusa galassia dei "cittadini" eletti con il M5S, altrettanto prigionieri volontari per contratto degli umori mutevoli e imperscrutabili di Grillo e Casaleggio.
Per concludere, gli italiani hanno davanti  3 strade, tutte e 3, per motivi diversi, praticamente senza uscita.