venerdì 18 settembre 2009

La libertà di stampa non fa paura solo a Berlusconi

Sono d'accordo con l'articolo di Paolo Flores D'Arcais su Micromega online di ieri 17 settembre, intitolato " Il cordoglio e l’umana pietà per i militari italiani morti a Kabul sono incompatibili con la difesa della libertà di stampa?", e ritengo che l'aver così repentinamente deciso di spostare la prevista manifestazione per la libertà di stampa ad altra data (3 ottobre?) sia stato un errore, sia sul piano delle motivazioni, sia sul piano pratico e organizzativo. Si è smorzata così la tensione ideale che c'era in tanta parte del paese e che avrebbe portato ad un sicuro successo della manifestazione, nonostante il lutto nazionale per la tragedia di Kabul, che poteva comunque essere opportunamente ricordata anche dai manifestanti.

Ma evidentemente anche tra i promotori c'era troppa gente che non gradiva questo successo. La libertà di stampa non fa paura solo a Berlusconi , ma anche ai tanti che vivono in una situazione di dipendenza economica e politica da qualcuno che non ama la libera circolazione delle idee e delle informazioni sgradite e scomode.

Non mi sento però del tutto d'accordo con quei commentatori che, contrari all'impegno militare italiano in Afghanistan, arrivano fin quasi a dire "ben gli sta, se la sono cercata, sapevano che andavano a rischiare volontariamente la vita, ecc...". I morti erano giovani italiani inseriti in un esercito che bene o male rappresenta la Nazione, impegnati in una missione, diciamo pure di finta pace, ma comunque concordata e approvata da organismi internazionali. Rispetto, cordoglio e umana pietà sono comunque dovuti a giovani vite stroncate nell'adempimento di un dovere accettato per scelte e motivazioni che non sono da tutti accettate e condivise. Così come cordoglio e umana pietà sono dovuti al manovale che precipita da un'impalcatura non in regola con la sicurezza, lavorando consapevolmente in nero per un imprenditore camorrista. Sono tutti vittime di un sistema sociale e politico perverso e inquinato , sia sul piano nazionale che su quello internazionale, al quale è difficile per tanti sottrarsi e distinguere ciò che è bene da ciò che è male.

Certo l'Occidente ha sbagliato ad imbarcarsi in una occupazione militare di paesi come l'Iraq e l'Afghanistan, nella vana illusione di combattere così il terrorismo di matrice fondamentalista islamica. Ma il problema dell'esistenza di paesi governati da regimi repressivi di ogni libertà, che non rispettano i diritti umani delle loro popolazioni , che traggono profitto dalla droga, che finanziano e fomentano il terrorismo interno e internazionale, resta tuttora , anzi si è aggravato (e ha già infilato i suoi tentacoli anche tra noi). E l'Italia, come gli altri paesi democratici (o quasi) dell'Occidente e dell'Oriente, non può far finta di niente e isolarsi, ma dovrà impegnarsi a cercare altre strategie , persuasive e dissuasive, per limitare il danno, favorire una auspicabile evoluzione di quei paesi verso la democrazia e la salvaguardia dei diritti umani di uomini e donne e farli uscire dallo stato di arretratezza paurosa in cui tanti sono costretti a vivere.

2 commenti:

  1. Personalmente penso che il cambiare la data alla manifestazione sulla liberta' di stampa sia solo indice di quanto tale manifestazione fosse in realta' l'ennesima scusa per pilotare le persone a fini politici.
    La stampa e' sapientemente imbavagliata ma lo e' da tempo, e non mi riferisco ad un'imbavagliatura per fini politici ma bensi' economici: destra (o centro destra) e sinistra (o centro sinistra) sono unicamente siparietti teatrali per distogliere da un soggetto ben piu' pericoloso qual'e' il controllo da parte di poche persone dell'andamento politico ed economico in italia.
    Abbiamo passato un'intera estate ad occuparci degli "scandali" sessuali del nostro "premier" a vedere prime pagine interamente focalizzate su storie poco serie e degne piu' di giornaletti scandalistici da parrucchiera che da giornali che si definiscono di "informazione" (finanziati con le nostre tasse ogni anno) .
    Che cosa ha fatto il governo in questo periodo che cosa e' stato legiferato, che cosa ha fatto la maggioranza e che cosa ha fatto l'opposizione rimangono un mistero ai piu' che non si son presi la briga di spulciare i siti dei ministeri (quando presenti).
    Le vere domande vengono sapientemente omesse, ci si accontenta di fare polemica su fatti marginali come se fossero l'unica cosa importante.
    Che cosa rappresenta allora questa manifestazione della liberta' di stampa, la richiesta per poter permettere a repubblica di informarci degli exploit di patrizia e di letizia con un settantenne ? no grazie, preferirei sapere che ne sara' del mio lavoro e dei soldi che verso ogni anno allo stato, dei soldi che ho perso a causa delle banche di cui mi fidavo o perche' un medico possa avere il proprio studio privato all'interno di un'infrastruttura pubblica, perche' i ricercatori e docenti universitari possano ricevere finanziamenti pubblici per creare un'azienda privata con la quale rivendere le ricerche finanziate con i soldi della spesa pubblica.

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  2. cassandra testarda21 settembre 2009 08:34

    Comprendo le osservazioni dell'anonimo lettore, ma non ne condivo, se non in parte , il contenuto. ho cercato di rispondere con un successivo post, purtroppo lungo perchè gli aspetti da sottolineare sono tanti.

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