domenica 24 marzo 2013

Salvate il soldato Ryan (Bersani, non Berlusconi...)


"Salvate il soldato Ryan" verrebbe da dire a sentire tutte queste campane a morto che incombono sul temerario Bersani, solo contro tutti , o, per essere esatti, con tutti contro di lui; a cominciare dall'indistruttibile e sempre agguerrito Berlusconi con folte truppe fedeli al seguito, per continuare con il sopravvissuto ma tenace Monti, a capo di una piccola pattuglia, per finire con l'implacabile sterminator Grillo, che tiene le sue truppe con pugno di ferro e sotto minaccia di scomunica ed espulsione se aprono bocca o mettono un piede fuori dal recinto in cui li ha chiusi, nel caso qualcuno volesse accorrere, appunto, in soccorso del soldato Ryan sotto assedio.
Se poi ci mettiamo il monito quotidiano alla "coesione" del Capo dello Stato Napolitano, gli editorialisti del Corriere della sera sempre nostalgici del grande inciucio PD-PDL, e alcuni del FQ (uno a caso, Travaglio) che farebbero carte false per vederlo fallire, e certi renziani o dalemiani pronti a dargli la spallata finale, bisogna dire che se Bersani resiste è un eroe a cui bisognerebbe dare la medaglia per la resistenza e la coerenza, comunque vadano le cose.
Peccato che nessuno lo apprezzi e preferiscano tutti  accorrere in soccorso del soldato Berlusconi per sottrarlo alla giustizia  e farlo governare a vita.
Questa è l'Italia dei troppo furbi.

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